“Una legge che umilia le nostre passioni”: così l’industria zootecnica cerca di ostacolare il divieto di macellazione degli equidi
Milano, 28/05/2026 – Nel corso dell’ultima audizione sulle proposte di legge per riconoscere gli equidi come animali d’affezione tenutasi ieri in Parlamento, le associazioni di categoria Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri e Copa Cogeca hanno attaccato ancora una volta il divieto in discussione alla Camera difendendo gli interessi dell’industria con argomentazioni deboli e approssimative.
Stefano Masini, responsabile dell’Area Ambiente e Territorio di Coldiretti, ha dichiarato che riconoscere agli equidi lo status di animali d’affezione è “denigratorio” e che questo rischierebbe di ridurne la protezione. Secondo Masini, inoltre, l’eventuale entrata in vigore delle norme avrebbe conseguenze negative sul Pil nazionale. Tuttavia, le inchieste di Animal Equality documentano che all’interno dei macelli i maltrattamenti che subiscono questi animali sono all’ordine del giorno.
“Le violenze all’interno del macello equino Zerbini & Ragazzi che abbiamo filmato in sette mesi di indagini sotto copertura non rappresentano un’eccezione, così come le numerose violazioni delle norme sul benessere animale riscontrate e gli scarsi controlli all’interno di tutta la filiera della carne di cavallo” ha detto Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia.
Si è detta contraria al divieto anche Confagricoltura, affermando che questa legge renderebbe i cavalli “animali da zoo”. Tuttavia, le proposte di legge finora presentate in Parlamento prevedono di estendere agli equidi le garanzie legislative che ad oggi sono riservate solo a cani e gatti. Come animali d’affezione, gli equidi non potrebbero essere sfruttati né tanto meno rinchiusi all’interno di una struttura simile a quella citata.
Per la Confederazione italiana agricoltori (Cia), si è espressa Serena Stefani dichiarando di essere allevatrice e istruttrice di cavalli non destinabili alla produzione alimentare per via del forte legame emotivo nei confronti di questi animali. Tuttavia Stefani ha espresso la contrarietà netta della Cia alle proposte di legge in esame, “che umiliano noi e le nostre passioni”.
“Ancora una volta il paradosso è evidente: rendere i cavalli protetti dalla macellazione dovrebbe essere una prerogativa di chi dice di amare i cavalli, non un’eccezione sulla base delle preferenze personali. Come riconosciuto inoltre dalle associazioni di categoria, gran parte della scarsa quantità di carne di cavallo consumata oggi in Italia viene importata. Non è chiaro perché, allora, i rappresentanti dell’industria della carne insistano tanto sulle conseguenze che il divieto avrebbe sul Pil italiano. Crediamo che in questa fase dell’iter legislativo sia importante ragionare nel merito delle proposte, senza mistificare i dati, ma affrontando in modo costruttivo e con serietà un passaggio chiave per i diritti degli animali in Italia” ha commentato Matteo Cupi.
CONTESTO:
Nel 2023 Animal Equality ha lanciato una petizione, che ha attualmente superato le 256 mila firme, per chiedere il divieto di macellazione degli equidi riconoscendoli come animali d’affezione, in linea con le proposte di legge presentate dall’On. Brambilla (Noi Moderati), dall’On. Susanna Cherchi (M5S), dall’On. Luana Zanella (AVS) e dall’On. Eleonora Evi (PD).
Come denunciato da tempo dall’organizzazione, il circuito dietro l’uccisione dei cavalli a scopo alimentare è caratterizzato da dati di monitoraggio approssimativi, normative lacunose che favoriscono illegalità e abusi, tratte di viaggio estremamente lunghe che provocano effetti dannosi sulla salute degli animali, e infine da una macellazione spesso illegale frutto di inadempienze e pressapochismo.