Chiediamo la revisione della legislazione europea sul benessere animale. Firma la lettera aperta
Notizia
Rimani aggiornato sulle ultime attività di Animal Equality

Foie gras: parte la campagna in Italia

Animal Equality presenta il materiale in italiano sulla recente investigazione sotto copertura realizzata all'interno degli allevamenti di foie gras in Spagna e Francia, e lancia la campagna in Italia.
Ottobre 4, 2012 Aggiornato: 4 Ottobre 2012

La recente investigazione realizzata da Animal Equality all’interno degli allevamenti di foie gras in Spagna e Francia, ha portato alla luce la terribile vita a cui sono destinate le oche e le anatre sfruttate per la produzione del ‘fegato grasso’, costrette a subire l’agonia quotidiana dell’alimentazione forzata. Decine di ore di filmati e audio e oltre 500 fotografie ottenute dal nostro team investigativo, mostrano animali confinati in minuscole gabbie, affetti da stress e depressione, feriti dal tubo che ogni giorno gli viene spinto nell’esofago per far passare il cibo, oppressi da problemi respiratori e di deambulazione per le abnormi dimensioni raggiunte dal fegato.

È possbile consultare tutto il materiale che è stato raccolto sul sito in italiano destinato all’investigazione sull’industria del foie gras, dove troverete anche i pareri di veterinari esperti e il diario dell’investigatore redatto dagli attivisti del nostro team che hanno realizzato questo lavoro.

In Europa il foie gras è prodotto solo da 5 paesi: Francia, Bulgaria, Spagna, Ungheria e Belgio. Questi paesi, nel 2008, hanno formato la Federazione Europea di Foie Gras.
La Francia è il maggior produttore ed esportatore di foie gras. Ogni anno sono prodotte oltre 800.000 tonnellate di foie gras; circa 700.000 oche e 37 milioni di anatre vengono macellate per questo.
In Spagna sono consumate oltre 4.200 tonnellate di foie gras all’anno, e 850 sono quelle prodotte; 1.150.000 anatre vengono uccise per questo.

Firma ora la nostra petizione indirizzata al Commissario Europeo per la Salute e la Politica dei Consumatori per chiedere che l’Unione Europea vieti la produzione, l’importazione e la vendita di prodotti animali provenienti dall’alimentazione forzata.

In Italia la produzione di foie gras è stata vietata nel 2007 tramite un decreto legislativo, definendo l’alimentazione forzata “tortura” e “barbara”. Tuttavia la distribuzione continua ancora oggi, ponendo il nostro paese in una posizione di incoerenza con quanto affermato nel decreto legislativo. L’alimentazione forzata rappresenta una pratica atroce, a prescindere che questa venga messa in atto in Italia o in qualunque altro paese.
Da queste premesse nasce la campagna nel nostro paese, per chiedere a diverse catene di supermercati di rivedere le loro scelte aziendali e cessare la distribuzione di ‘foie gras’ in Italia, contattale direttamente, o spedisci un’email di protesta ai recapiti che forniamo sul nostro sito. Diverse catene vendono anche più tipi di ‘foie gras’, altre si apprestano ad includerlo nei loro cataloghi invernali e natalizi. Facciamo in modo che sappiano che l’opinione pubblica si schiera dalla parte degli animali boicottando la produzione e distribuzione di ‘foie gras’.

Continua a seguirci per rimanere aggiornato sulle prossime iniziative dedicate all’industria del foie gras.


Contenuto relativo


Ultime notizie
13 Aprile 2026

Animal Equality ha presentato il suo contributo formale alla “Richiesta di contributi” della Commissione europea sulla Strategia UE per l’allevamento, chiedendo che il benessere animale sia un obiettivo centrale e vincolante e che la strategia non sia plasmata dallo stesso squilibrio di accesso che ha caratterizzato gli ultimi 15 mesi…
8 Aprile 2026

Abbiamo analizzato centinaia di incontri pubblici tra i commissari europei responsabili di milioni di animali allevati e l’industria zootecnica: ciò che abbiamo scoperto rivela che tra i loro interlocutori sul tema del benessere animale c’è anche l’industria del foie gras che trae profitto dalla sofferenza di anatre e oche alimentate…
7 Aprile 2026

A differenza di quanto sostengono alcuni politici contrari alle proposte di legge per fermare l’uccisione degli equidi, evitare la loro macellazione non equivale a condannare migliaia di animali all’abbandono.  Anzi, con questo divieto gli animali verrebbero tutelati maggiormente e non sarebbero costretti  a terminare la loro vita in un macello.