“End the cage age” in Senato raccoglie il sostegno dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali

Animal Equality e le altre organizzazioni italiane che compongono la coalizione “End the cage age” hanno incontrato in Senato i parlamentari dell’Intergruppo per gli animali presso il Parlamento. 

 

La campagna ha raggiunto la soglia delle 600 mila firme, un passo molto importante per  “End the cage age”, coalizione che vede 145 associazioni del continente nell’Iniziativa dei cittadini europei (ICE) per chiedere alla Commissione europea di mettere fuori legge le gabbie negli allevamenti. 

 

Ma l’incontro in Senato è stato l’occasione di fare il punto verso il necessario traguardo di un milione di firme valide in almeno sette paesi europei, in un confronto tra l’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali, presieduto dall’on. Michela Vittoria Brambilla, e i promotori dell’ICE: Philip Lymbery, direttore generale dell’organizzazione capofila a livello europeo Compassion in world farming, e i rappresentanti delle venti associazioni italiane che aderiscono alla coalizione (Animal Law, Animal aid, Animal Equality, CIWF Italia Onlus, Lega Nazionale Difesa del Cane, Legambiente, Amici della Terra, Il Fatto Alimentare, Terra Nuova, Confconsumatori, Lega per l’abolizione della caccia, Jane Goodall Institute, Terra! Onlus, Animalisti Italiani, ENPA, LAV, Partito animalista, LEIDAA, OIPA, Lumen).

 

 

Durante l’incontro l’on. Brambilla e la sen. Loredana De Petris, vicepresidente dell’Intergruppo, hanno dichiarato il loro supporto all’Iniziativa dei cittadini europei, sottolineando la necessità, anche per il nostro Paese, di abbandonare al più presto un sistema di allevamento anacronistico che infligge agli animali enormi e ingiustificabili sofferenze.

 

“Tutti i grandi cambiamenti – ha affermato l’on. Brambilla – mettono in discussione posizioni di potere e interessi consolidati. Ma non c’è dubbio: questa Iniziativa dei cittadini europei è un’occasione imperdibile per far sentire la nostra voce. Ormai non ci sono più alibi. I media parlano di ciò che accade negli allevamenti intensivi, i consumatori sono più consapevoli e informati, il benessere animale è  tema di discussione politica e perfino un fattore di marketing. Le immagini girate sotto copertura, anche in allevamenti italiani, sono sotto gli occhi di tutti. Il tempo del “non vedo, non sento, non parlo” è finito. Firmiamo, firmate tutti, per mettere fine a tanta crudeltà, a tanta vergogna”.

 

 

Conclude la sen. De Petris: “L’allevamento in gabbia è una pratica crudele e anacronistica. È la dimostrazione di quanta strada dobbiamo ancora fare per migliorare da un lato il benessere degli animali, dall’altro la sostenibilità alimentare e ambientale. L’incontro di oggi dimostra inequivocabilmente che i cittadini sono molto attenti alle modalità con cui vengono allevati gli animali e al loro benessere. Noi abbiamo il dovere di ascoltare questa voce”.

 

L’ICE End the Cage Age chiede la fine dell’uso delle gabbie negli allevamenti nell’Unione europea. Sono oltre 300 milioni gli animali che ogni anno sono allevati in gabbie che limitano seriamente la loro possibilità di esprimere i propri comportamenti naturali. 

 

La petizione ha già raccolto oltre 600.000 firme, e ha l’obiettivo di raggiungere il milione entro settembre. Se questo accadrà la Commissione europea dovrà pronunciarsi sull’argomento, eventualmente avviando un processo che potrebbe portare ad una iniziativa legislativa che vieti l’uso delle gabbie in tutta l’Ue.

 

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