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Ogni animale dovrebbe poter esprimere i propri comportamenti naturali: ma negli allevamenti d’Europa non succede

Giugno 18, 2021 Aggiornato: 18 Giugno 2021

La campagna No Animal Left Behind non si ferma, promossa da un’ampia coalizione che lavora per chiedere una revisione delle leggi sul benessere animale in Europa nel 2021

A nessun animale dovrebbe essere impedito di esprimere i propri comportamenti naturali, o di finire tenuto confinato, senza scelta. La noia e lo stress spesso diventano frustrazione e aggressività, e quando non c’è scampo, ogni giorno diventa una sofferenza infinita. 

Come parte della nostra campagna “No Animal Left Behind“, pubblichiamo oggi la quarta richiesta che si concentra sui comportamenti naturali. Chiediamo che ogni animale sia in grado di esprimersi.

Quando, ad esempio, le galline ovaiole vengono tenute in piccole gabbie senza la possibilità di muoversi o di esprimere comportamenti naturali, come fare bagni di polvere o anche solo spiegare le ali, diventano incredibilmente frustrate. Di conseguenza, spesso beccano ossessivamente le proprie piume e quelle delle compagne di gabbia. Questo comportamento le spoglia delle piume e il comportamento può aggravarsi ancora di più quando le galline iniziano a beccare la pelle sottostante, ferendosi o ferendo le loro compagne.  

Gli allevatori cercano di impedire che le galline si comportino in questo modo tagliandogli il becco quando sono ancora piccole. Questa non è una soluzione e provoca solo una vita di dolore e sofferenza alle galline, poiché i loro becchi sono strumenti altamente sensibili e importanti. Le galline ovaiole dovrebbero avere lo spazio per esplorare, per esprimere comportamenti naturali. 

Oppure pensiamo ai polli da carne, quelli di razza Broiler, la specie più allevata al mondo, hanno corpi sproporzionati a causa della crescita troppo rapida, negli allevamenti hanno così poco spazio per muoversi che l’opportunità di fare il bagno di polvere, giocare con altri loro simili o semplicemente allargare le ali e correre è completamente inesistente.

Anche i pesci negli allevamenti dovrebbero avere spazio sufficiente per nuotare liberamente e un arricchimento ambientale che permetta loro di esplorare, ripararsi, imparare e giocare. Ma il sovraffollamento e la cattiva gestione portano molto spesso a una scarsa qualità dell’acqua e gli istinti territoriali di questi animali portano all’aggressività in diverse specie di acquacoltura. 

Tutto questo accade in Europa: galline rinchiuse in minuscole gabbie, polli in capannoni sovraffollati, pesci stipati nelle vasche, e molto altro. Ma quest’anno abbiamo l’opportunità di cambiare le cose.

Il 2021 porta con sé un’opportunità unica: abbiamo infatti tempo fino a settembre per convincere la Commissione europea a intraprendere una revisione completa di TUTTA la legislazione che riguarda gli animali allevati in Europa.

Le leggi a tutela degli animali negli allevamenti devono essere migliorate, e chiediamo che l’Europa ora risponda alla nostra richiesta: nessun animale sia più lasciato indietro.  

Unisciti anche tu a noi e aiutaci a far sentire la voce degli animali alla Commissione europea, firma la nostra petizione! 


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