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I cittadini europei chiedono maggiori tutele per gli animali

Marzo 31, 2022 Aggiornato: Maggio 12, 2025

La Commissione europea ha pubblicato una relazione riassuntiva che mostra come in Europa il desiderio diffuso sia un miglioramento sulle leggi a tutela del benessere animale, con nuovi divieti alle gabbie e alle uccisioni dei pulcini 

Nell’ottobre dello scorso anno, la Commissione europea ha aperto una consultazione pubblica storica, chiedendo a cittadini, allevatori, imprese, autorità degli Stati membri e ONG le loro opinioni ed esperienze sull’adeguatezza delle attuali norme relative al benessere degli animali nell’UE, e per raccogliere idee e proposte su come potrebbero essere migliorate.

Quasi sei mesi dopo, e con 60.000 risposte ricevute – un numero record per una consultazione pubblica – i risultati, raccolti nella relazione di sintesi, mostrano chiaramente:

  • Una netta maggioranza dei cittadini europei concorda sulla necessità di una revisione dell’attuale normativa, sul fatto che le specie non sono protette adeguatamente e in modo omogeneo, sulla necessità di maggiori informazioni e di una migliore e più facile applicazione della normativa
  • Maggior sostegno per l’inclusione di più specie nel campo di applicazione della legislazione
  • Un sostegno schiacciante per un’Europa senza gabbie 
  • Un chiaro desiderio di vedere la fine dell’uccisione dei pulcini appena nati, la fine dello stordimento in acqua elettrificata degli animali con una preferenza per metodologie più adeguate a stordire realmente gli animali prima della macellazione e nuove regole specifiche per la macellazione dei pesci allevati
  • La richiesta netta dei cittadini di avere tempi massimi di viaggio per gli animali che vengono trasportati, il divieto di esportazione di animali vivi in paesi terzi e il divieto di trasporto di vitelli non svezzati
  • Un sostegno massiccio per un’etichetta sul benessere degli animali che includa anche informazioni su se o come gli animali sono stati trasportati e macellati. 

Sono questi risultati che ora formeranno la base delle valutazioni d’impatto che la Commissione redigerà per le nuove proposte legislative che saranno adottate, molto probabilmente come pacchetto, nell’inverno del 2023.

“Accogliamo con grande favore questi risultati, che ci aspettavamo. Animal Equality e tante altre organizzazioni per la protezione degli animali hanno documentato e raccontato per anni quanto da parte dei cittadini italiani ed europei ci fosse questo grande desiderio di cambiamento e miglioramento in termini di protezione degli animali. Sono solo contenta che ora abbiamo segnali chiari, pubblici, che arrivano anche agli occhi e alle orecchie della Commissione e che non possono essere ignorati”.

Alice Trombetta, Direttrice Esecutiva di Animal Equality in Italia.

“Mentre ci aspettiamo proposte che contengano una rapida eliminazione dei sistemi in gabbia, in seguito allo sbalorditivo successo dell’iniziativa dei cittadini europei End the Cage Age, un divieto dell’uccisione dei pulcini di un giorno, ora ci aspettiamo un livello simile di intenzioni quando si tratta di porre fine alle esportazioni di animali vivi dall’Unione, alla castrazione e alle mutilazioni routinarie per i maiali, allo stordimento in acqua elettrificata, e nuovi poteri in seno all’Unione europea, come l’istituzione di un Commissario – per offrire un’adeguata protezione legale ai miliardi di altri animali in Europa che meritano di meglio, siano essi bovini, pesci, pollame o animali domestici e d’affezione”.

Alice Trombetta, Direttrice Esecutiva di Animal Equality in Italia.

Grazie al lavoro di sensibilizzazione portato avanti da noi di Animal Equality e da tante altre organizzazioni, i cittadini europei sono sempre più attenti a quello che accade agli animali negli allevamenti e questo si riflette nell’ampio sostegno verso gli animali emerso da questa nuova relazione della Commissione europea. Ora per le istituzioni è il momento di rispettare i loro desideri e rispondere alle loro richieste, intanto noi continueremo a batterci per chiedere alle istituzioni europee di fermare la sofferenza degli animali allevati a scopo alimentare.


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