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Ministro Patuanelli NON dia più soldi agli allevamenti intensivi con una certificazione opaca e ingannevole: serve il coraggio di cambiare rotta per animali e ambiente

Luglio 6, 2022

Ieri abbiamo partecipato ad un incontro con il Ministro Patuanelli dedicato alla revisione della bozza del Piano Strategico Nazionale della Politica Agricola Comune, che contiene anche elementi cruciali relativi alla zootecnia. Ma il Ministro delle Politiche Agricole sembra essere sordo alle emergenze che stiamo vivendo e nel piano non sono ancora previsti gli ambiziosi cambiamenti necessari per una vera transizione ecologica e per un piano serio di benessere animale 

Ieri noi di Animal Equality insieme ad altre Associazioni ambientaliste, animaliste e dell’agricoltura biologica abbiamo partecipato all’incontro con il Ministro Patuanelli dedicato alla revisione della bozza del Piano Strategico Nazionale della PAC, ovvero ​​la Politica Agricola Comune europea istituita dall’Unione nel dopoguerra per incrementare la produttività agricola, assicurare un tenore di vita equo alla popolazione agricola, stabilizzare i mercati, garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e prezzi ragionevoli ai consumatori.

Il Piano Strategico Nazionale dell’Italia era già stato presentato, ma ha ricevuto diverse critiche e osservazioni da parte della Commissione UE che ne ha suggerito una revisione più ambiziosa: per questo ieri insieme ad altre 17 Associazioni abbiamo chiesto al Ministro Patuanelli informazioni sulle modifiche previste alla bozza del Piano strategico presentato.

Ma il Ministro Patuanelli non ha assunto quegli impegni concreti e necessari per una revisione seria del piano, sottolineando anzi la sua preoccupazione per le prevedibili reazioni critiche delle Associazioni agricole e dei settori produttivi dell’agricoltura nazionale, con il rischio di una “gogna” mediatica per lui politicamente non sostenibile, in caso di una sua presa di posizione più decisa.

Per un cambio di rotta serve però il necessario coraggio politico che oggi sembra mancare al Ministro Patuanelli

commentano le 17 Associazioni.

Servono coraggio e impegno per garantire la transizione ecologica della nostra agricoltura, oggi necessaria per una efficace risposta alle crisi ambientali globali che minacciano il futuro della stessa agricoltura italiana che, se non saprà rafforzare le misure ambientali anche come strumento di resilienza, passerà da una crisi all’altra come già sta avvenendo.

L’Italia continuerà a finanziare gli allevamenti intensivi 

Le Associazioni hanno chiesto al Ministro di rivedere la Sua posizione favorevole alle deroghe delle due norme ambientali della Condizionalità della PAC (rotazioni e aree naturali) e l’impegno a sostenere le proposte della Commissione UE sui Regolamenti per il ripristino della natura, la riduzione dell’uso dei pesticidi e l’avvio di una vera transizione dell’attuale modello di zootecnia intensiva.

Quest’ultimo punto è particolarmente importante, in quanto il Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli e il suo staff hanno previsto nel piano, in relazione all’Eco-schema 1, la possibilità di distribuire oltre 360 milioni di euro agli allevatori, basando quasi tutto sul criticatissimo decreto sulla certificazione nazionale volontaria sul benessere animale che tradisce qualunque ispirazione di trasparenza e verità nei confronti dei consumatori e che promuove un inganno che andrà a discapito di animali, cittadini, aziende virtuose, e ambiente.  

Il decreto infatti istituirebbe un’etichetta “Sistema di Qualità Nazionale Benessere Animale” (SQNBA) fuorviante, incapace, visto l’assenza di livelli di qualità crescenti comparabili in etichetta, di favorire una reale transizione verso sistemi di produzione che si allontanino dalle condizioni tipiche degli allevamenti intensivi che, come stiamo purtroppo constatando proprio in questo momento, sono fortemente dipendenti da massicce importazioni di materie prime soggette a forti oscillazioni dei prezzi e speculazione, livellando al ribasso tutta la filiera italiana della produzione alimentare e dimenticandosi di tutti gli impegni presi per una transizione adeguata a forme che garantiscano livelli maggiori di benessere animale. 

Anche per quanto riguarda la redistribuzione dei pagamenti diretti, tema su cui Bruxelles aveva calcato la mano nelle sue osservazioni, l’Italia non è intenzionata a fare di più. Un fatto preoccupante, che ignora le informazioni diffuse dall’Istat pochi giorni fa. 

Secondo il nuovo censimento sull’agricoltura, negli ultimi vent’anni sono scomparse metà delle aziende agricole italiane, quasi tutte realtà di piccola e media dimensione. Proprio quelle che andrebbero sostenute ridistribuendo verso il basso i sostegni al reddito garantiti dalla PAC. Invece, anche con questa programmazione, verranno premiate soprattutto aziende di grande dimensione, facendo poco o nulla per arrestare il crollo dell’agricoltura familiare, oltre che dei presidi di biodiversità ed economia locale ad essa connessi.

Decisione rimandata a settembre

Ieri durante l’incontro il Ministro ha annunciato che, a causa del ritardo con cui è stato raggiunto l’accordo con le Regioni per la ripartizione dei fondi per lo Sviluppo Rurale, la scadenza di fine luglio per l’invio della nuova versione del Piano Strategico non potrà essere rispettata. 

Tutto rinviato a settembre, restano quindi 100 giorni per prendere le decisioni necessarie per introdurre nel documento di programmazione della nuova PAC le modifiche sostanziali richieste anche dalla Commissione UE e delle azioni concrete per una decisa transizione ecologica del nostro modello agricolo, che la siccità e la crisi climatica in corso ci impongono con urgenza. 

Nel frattempo però il Ministro ha provato a far approvare comunque in Conferenza Stato Regioni il decreto sul sistema di certificazione sul benessere animale SQNBA, dimostrando di non voler ascoltare le voci di centinaia di migliaia di cittadini che avevano chiesto delle modifiche semplici ed applicabili al decreto. 

Serve una revisione del piano coerente con tutti gli obiettivi delle Strategie UE Farm to Fork e Biodiversità 2030, per rendere il documento di programmazione della nuova PAC uno strumento coerente anche con le proposte dei Regolamenti presentate dalla Commissione UE il 22 giugno scorso sul ripristino della natura e la riduzione dell’uso dei pesticidi che renderanno vincolanti per gli Stati membri alcuni importanti obiettivi delle due Strategie del Green Deal europeo.

Questo è il momento di tenere alta l’attenzione, non possiamo permettere che ancora una volta gli interessi dell’industria prevalgano su quelli non solo degli animali, ma anche del pianeta e delle persone. Serve un cambiamento e serve il prima possibile, continua a seguirci per ricevere tutte le informazioni future sulle decisioni del Ministro Patuanelli in merito alla certificazione sul benessere animale SQNBA e sulla PAC, iscriviti alla nostra newsletter. 


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