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Elezioni alle porte e tutela degli animali: quali sono gli impegni dei partiti? 

Settembre 12, 2022

Secondo l’analisi dei programmi elettorali realizzata dalle 13 associazioni per la protezione degli animali  firmatarie dell’appello #ancheglianimalivotano, il tema, di sempre maggior interesse per l’opinione pubblica, è ancora troppo poco presente nei programmi elettorali 

Nella campagna elettorale la tutela degli animali domestici e la prevenzione del randagismo entrano nei programmi di diverse forze politiche, molto meno presenti – purtroppo – la protezione degli animali selvatici e il collegamento fra la necessità del contrasto ai cambiamenti climatici e le condizioni degli animali negli allevamenti intensivi

Un punto unisce i programmi elettorali di tutti i partiti candidati: Lega, Pd, M5S, Forza Italia, Verdi-Sinistra, M5S, Fratelli d’Italia, +Europa, Unione Popolare, Impegno Civico Di Maio e Italexit hanno infatti dichiarato l’intenzione di istituire finalmente la figura del Garante nazionale dei diritti degli animali, e di inasprire e rendere più efficaci le pene contro i maltrattamenti degli animali, rendendo meno costosa la vita delle famiglie che vivono con animali rendendo equa l’IVA su cibo e prestazioni veterinarie. 





È questo il quadro che emerge dall’analisi effettuata dalle associazioni per la protezione degli animali  firmatarie del manifesto “Anche gli animali votano”, un programma per le elezioni politiche 2022 indirizzato a partiti, candidati Premier e candidati al Parlamento (Camera e Senato) che si fonda sul principio della protezione e della tutela degli animali.

Qual è la posizione dei partiti sui temi relativi agli animali? 

Quello che emerge mettendo a confronto i programmi elettorali dei partiti che, con candidati in tutti o almeno la metà dei collegi elettorali di Camera e Senato, propongono per le prossime elezioni del 25 settembre è che tutti i partiti sembrano consapevoli della necessità di sviluppare azioni concrete in materia di ambiente per far fronte alla crisi climatica, ma quando si entra nello specifico della tutela degli animali la situazione cambia.

Sono Alleanza Verdi–Sinistra, Movimento 5 Stelle, Unione Popolare e Italexit i primi quattro partiti che hanno scelto di aderire a tutte le 6 macro-aree di intervento individuate nel manifesto “Anche gli animali votano”, elaborato come programma destinato a partiti, candidati premier e candidati al Parlamento. Nel caso di Italexit e Unione Popolare, l’impegno completo è stato assunto in occasione di incontri e confronti con le associazioni e successivamente confermato per iscritto dai responsabili nazionali, mentre il programma online risulta più sintetico ed elenca soltanto alcune tematiche ritenute prioritarie.

Numerosi sono i punti cardine su cui questi partiti hanno preso impegni precisi, facendo proprie tutte le proposte avanzate dalle associazioni animaliste, incluse tematiche potenzialmente divisive quali il superamento della sperimentazione animale, una moratoria sull’apertura di nuovi allevamenti intensivi, la realizzazione di un programma di riduzione degli animali allevati e ancora il divieto dell’utilizzo degli animali in circhi, spettacoli viaggianti, feste e sagre tradizionali. 

Nessun riferimento alla salvaguardia e benessere degli animali è stato inserito invece nei programmi di Azione-Italia Viva Calenda, Italia Sovrana e Popolare e di Alternativa per L’Italia-No Green Pass. 

Nel programma di Governo del centrodestra a fronte del positivo impegno alla tutela della biodiversità e all’educazione ambientale è stato inserito in negativo l’obiettivo di “contrastare la proliferazione degli animali selvatici”, vale a dire aumentare periodi e territori aperti alla caccia, mentre qualche punto sulla tutela dei domestici risulta nei programmi dei singoli partiti, Forza Italia, Lega e Fratelli D’Italia. 

Anche il Pd inserisce un punto sulla tutela del benessere animale, mentre Impegno Civico Di Maio indica, come la maggioranza degli altri partiti, la necessità di istituire la figura del Garante nazionale; si parla di benessere animale in un capitolo del programma di +Europa con Emma Bonino. 

Manca purtroppo però nella maggior parte dei programmi la volontà di avviare le azioni necessarie per abbandonare il sistema intensivo di allevamento, così deleterio per animali e ambiente. 

mucca allevamenti inquinamento

La differenza di posizioni dei partiti tra animali domestici e animali selvatici 

Per quanto riguarda gli animali domestici, il dibattito e gli impegni presi toccano in forma diversa più partiti, ad esempio Fratelli D’Italia propone di “inasprire le pene per i reati contro gli animali, fermare la tratta illegale di cuccioli proveniente dall’Est Europa”, mentre Lega, Pd e Italexit sostengono tra gli altri temi “l’abbassamento dell’Iva sulle prestazioni veterinarie; contrasto al randagismo e ai maltrattamenti”.

Quando si parla di animali selvatici vi è invece una netta demarcazione nelle posizioni dei diversi partiti: la coalizione di centrodestra sottolinea “la necessità di salvaguardare la biodiversità, anche attraverso l’istituzione di riserve naturali e la promozione dell’educazione ambientale e al rispetto della fauna e della flora” ma tanto il programma comune quanto quello dei singoli partiti prevede “interventi di contrasto al fenomeno della proliferazione della fauna selvatica”, ovvero interventi per aumentare la caccia come previsto anche da Azione-Italia Viva. L’impegno sull’abolizione della caccia invece arriva da Alleanza Verdi – Sinistra, Movimento 5 Stelle, Unione Popolare e Italexit.

peste suina africana

“Chiunque governi dovrà tenere conto della necessità di dare piena attuazione al nuovo articolo 9 della Costituzione. Il legislatore ha infatti un preciso dovere di disciplinare forme e modi di tutela degli animali, al quale non può sottrarsi, considerato anche che la società si è molto evoluta ed esige risposte concrete a favore degli animali e di chi se ne prende cura”.

Dichiarazione delle 13 organizzazioni firmatarie del manifesto

Informazioni per prendere decisioni consapevoli

Animal Equality è un’organizzazione apartitica, pertanto il nostro impegno come firmatari del manifesto “Anche gli animali votano” non è volto a schierarci al fianco di un partito o una figura politica, rispetto ad un’altra.

L’analisi realizzata vuole essere uno strumento utile per consentire agli elettori di conoscere in modo trasparente la posizione dei candidati firmatari sulle questioni legate alla tutela e benessere degli animali, perché come abbiamo sempre dichiarato pensiamo che solo persone informate possano fare scelte consapevoli. 

Noi e le altre associazioni per la protezione degli animali  firmatarie del manifesto “Anche gli animali votano” – che viene sottoposto in questi giorni alla firma anche dei singoli candidati alla Camera e al Senato –  seguiremo attentamente le attività del Parlamento e del futuro Governo e controlleremo il rispetto degli impegni assunti così come cercheremo di creare maggioranze parlamentari sui singoli punti d’impegno proposti per un Paese più giusto per gli animali e quindi più giusto per tutti.

Nel corso dei prossimi giorni pubblicheremo gli impegni assunti dai diversi firmatari in campo per le elezioni del 25 settembre sul sito dedicato, puoi consultare tutte le informazioni visitando il link qui sotto.


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