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Incendio in un allevamento: il PM ha chiesto l’archiviazione della nostra denuncia, ma non ci fermeremo

Novembre 18, 2022
gallina allevamento in gabbia

Nel luglio del 2022 abbiamo presentato denuncia alla Procura di Brescia contro i proprietari di un allevamento dove per un incendio sono morte 18 mila galline sfruttate per la produzione di uova. 

Tuttavia, con grande rammarico, abbiamo saputo che non solo il Pubblico Ministero non ha svolto le indagini, ma anche che in tempi record ha inoltrato al GIP – Il giudice per le indagini preliminari – la richiesta di archiviazione del caso. 

Le galline morte nell’incendio erano già condannate a una vita di sfruttamento e poi alla morte crudele al macello, ma questo non significa che la loro vita non avesse un valore. 

Chi ha la custodia di questi animali, gli allevatori, ha l’obbligo di rispettare almeno le norme minime a tutela di questi individui. Eppure sembra proprio che l’Ufficio di Procura si sia “seduto” sul fatto che le vittime del reato di maltrattamento fossero “solo” animali e come tali non degni di approfondimento di indagine e tutela giuridica. 

È del tutto evidente che è mancata completamente l’attività di indagine che, senza troppo sforzo, avrebbe condotto all’individuazione dei responsabili dei reati denunciati

Avv. Glauco Gasperini

Nella nostra denuncia abbiamo chiesto alla Procura di indagare se la struttura nella quale erano ricoverati gli animali avesse o meno i necessari e obbligatori sistemi antincendio, ritenendo che tenere gli  animali in una struttura insicura – tanto insicura da andare a fuoco – abbia costituito un maltrattamento degli stessi.

Bisogna infatti accertare se il titolare dell’azienda avesse messo a punto tutte le pratiche necessarie per far sì che l’allevamento fosse sicuro per gli animali: quelli che sono morti nell’incendio sono esseri senzienti con i loro diritti, diritti per cui noi lottiamo senza sosta.

Non possiamo accettare che la denuncia che abbiamo presentato non sia stata adeguatamente valorizzata perché sono morti quelli che evidentemente le autorità hanno reputato essere “solo” animali, quasi che questo sia un fatto trascurabile.

Se i titolari – come crediamo – sono stati incuranti delle norme sulla sicurezza allora è giusto che paghino come responsabili: anche se alle autorità non sembra interessare, in questo incendio sono morte arse vive tra estreme sofferenze 18 mila galline, e Animal Equality non può accettare che queste morti rimangano inascoltate.  

Ovviamente, abbiamo presentato un atto di opposizione alla richiesta di archiviazione del caso, perché non abbiamo alcuna intenzione di lasciare che queste galline rimangano senza giustizia, così come i tanti altri animali sfruttati dall’industria che rimangono vittime di questo tipo di “incidenti”.  

Chi si rende responsabile di tali incurie nei confronti delle strutture, mette costantemente a rischio la vita degli animali che si trovano al loro interno, e deve quindi rispondere di fronte alla legge delle sue azioni. 

Continueremo a portare avanti questa e altre battaglie legali per chiedere giustizia per tutti gli animali che vengono sfruttati dall’industria della carne.

Lo faremo grazie agli incredibili professionisti che decidono di supportare il nostro lavoro, ma soprattutto grazie all’aiuto delle persone come te, che supportano il nostro impegno e il nostro costante lavoro legale

Questo è il momento migliore per aiutare gli animali: se doni ad Animal Equality prima della mezzanotte del 31 dicembre 2022 la tua donazione verrà raddoppiata da un generoso donatore fino a quando raggiungeremo il traguardo di 250.000 euro raccolti per gli animali in Italia!

Una volta raggiunta quella cifra, le donazioni non saranno più raddoppiate, ma ci aiuteranno comunque a portare avanti il nostro lavoro per gli animali nel 2023.

Contiamo sul tuo supporto, grazie!


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