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L’azienda Gemos prende le distanze dai sistemi combinati rendendo completa la sua politica cage-free

Novembre 27, 2024 Aggiornato: 29 Novembre 2024
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Gemos, azienda che si occupa di ristorazione collettiva e commerciale, ha aggiornato la sua politica volta all’abbandono di uova provenienti da allevamenti di galline allevate in gabbia, dimostrando maggior trasparenza nei confronti dei consumatori e clienti.

Nel 2017, Gemos aveva pubblicato un impegno a non rifornirsi da allevamenti di galline ovaiole allevate in gabbia entro il 2025, ma nel mese di novembre di quest’anno – grazie al dialogo intrapreso con Animal Equality Italia – l’azienda ha fatto un ulteriore passo avanti aggiungendo l’esclusione anche dei sistemi combinati.

Galline in gabbia

I sistemi combinati sono strutture multipiano dotate di cancelletti frontali e partizioni trasversali interne ai piani, che possono permettere il confinamento permanente in gabbia limitando il movimento all’interno dei singoli piani a causa della presenza di partizioni interne. Sono quindi, di fatto, del tutto paragonabili alle gabbie.

Per questo motivo, l’allontanamento da parte di Gemos anche da allevamenti con sistemi combinati è un passo avanti significativo, permettendo all’azienda di pubblicare un impegno cage-free completo e dimostrando di voler stare al passo con tutte quelle realtà che hanno fatto altrettanto come ad esempio MARR, MD, Maina, IH Hotels. 

L’esclusione da parte delle aziende dei sistemi combinati dal loro rifornimento è essenziale per prendere una posizione netta e completa contro le gabbie per le galline ovaiole. Assenza di gabbie non significa assenza di crudeltà, ma è necessario non voltare le spalle a tutti quegli animali che in questo momento soffrono negli allevamenti, è nostro dovere ridurre al massimo le loro sofferenze mentre ci battiamo per creare un futuro in cui nessuno di loro verrà maltrattato o sfruttato

Mentre ci sono aziende come Gemos che fanno dei passi avanti, ce ne sono alcune che rischiano di rimanere indietro. È il caso di Gruppo DAC, che ancora non ha pubblicato un impegno a non rifornirsi da allevamenti di galline ovaiole allevate in gabbia e da sistemi combinati.

Galline in una gabbia stretta in allevamento

Mentre altre aziende, come Dussmann Italia, hanno rimosso la policy che avevano pubblicato sul loro sito, rischiando quindi di non dimostrare completa trasparenza nei confronti dei consumatori, sempre più attenti alle questioni di benessere animale.

Le galline in gabbia soffrono enormemente. Come documentato più volte attraverso le  nostre scioccanti investigazioni, queste sono costrette tutta la loro vita in uno spazio strettissimo, su un pavimento di rete metallica senza poter nemmeno stendere completamente le ali.

galline ovaiole in una gabbia stretta

La scelta di aziende come Gemos fa davvero la differenza, spianando la strada per mettere al bando questa crudeltà e dunque migliorare la vita di milioni di animali. 

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