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La lista di Natale delle aziende: chi deve fare di più

Dicembre 12, 2024 Aggiornato: 12 Dicembre 2024
Pulcino sotto l'ala di una gallina

Durante il corso del 2024, abbiamo lavorato per portare le aziende a impegnarsi a ridurre le sofferenze degli animali coinvolti nelle loro filiere. Ma chi sono quelle che hanno deciso di fare un passo avanti e quelle che invece rischiano di rimanere indietro? 

Dicembre è il mese in cui si tirano le somme e si riflette su chi è stato buono e chi, invece, ha bisogno di raddrizzare la rotta. Anche Babbo Natale si è aggiornato ai tempi moderni e include una categoria speciale: l’impegno cage-free delle aziende. Ma di cosa si tratta?

Pubblicare una politica cage-free significa prendere una posizione ufficiale contro le gabbie per le galline ovaiole, una pratica considerata tra le più crudeli dell’industria alimentare. Migliaia di aziende di tutto il mondo hanno già dichiarato pubblicamente il loro impegno a non rifornirsi da allevamenti in gabbia, ma non tutte sono salite sulla slitta del progresso. Ecco chi rischia di rimanere indietro e ha ancora tanta strada da fare.

Pulcino sotto l'ala di una gallina

Aziende senza impegno

Queste sono le aziende che, quest’anno, nonostante i tentativi di dialogo e le richieste arrivate da centinaia di persone che si sono mobilitate per incoraggiarle a fare la cosa giusta, non hanno ancora pubblicato un impegno per dire basta alle gabbie per le galline ovaiole:

  1. La Piadineria: nonostante quest’azienda mostri apparentemente interesse nel promuovere opzioni inclusive per i clienti (piadine vegetali e gluten free), non ha però fatto un passo avanti per prendere le distanze dalle gabbie. 
  2. MSC Crociere: quest’azienda rischia davvero di rimanere indietro rispetto alle concorrenti. Costa Crociere, Vikings, Royal Caribbean e altre compagnie hanno già un impegno globale a dire basta alle gabbie per le galline ovaiole.  
  3. Fratelli La Bufala: la famosa catena di origine napoletana purtroppo non ha ancora un impegno cage-free sul sito, nonostante l’attenzione alla sostenibilità in altri ambiti.
Un attivista documenta le condizioni delle galline ovaiole in un allevamento intensivo

Immagine rappresentativa di allevamenti di galline ovaiole allevate in gabbia

Animal Equality ha anche intrapreso dialoghi con altre aziende come Gruppo Végé, Gruppo DAC, Sperlari, Serenissima Ristorazione e anche Granarolo, ma queste realtà non hanno ancora pubblicato una politica di questo tipo. Per questo motivo, le invitiamo a prendere le distanze da questa crudeltà e stare al passo con gli standard di mercato.

Ci sono anche quelle aziende che un impegno l’avevano pubblicato… ma ora è stato rimosso.

  1. Dussmann Italia: migliaia di persone hanno chiesto a quest’azienda di reinserire la policy e dimostrare trasparenza, ma purtroppo non sono stati ascoltati e spesso i commenti social sono stati nascosti o rimossi.

Immagine rappresentativa di allevamenti di galline ovaiole allevate in gabbia

Perché l’Impegno Cage-Free è importante?

Le galline allevate in gabbia vivono in spazi estremamente ristretti stipate insieme alle compagne, senza possibilità di muoversi o esprimere comportamenti naturali. Per questo le aziende hanno il potere e il dovere di prendere una decisione in grado di ridurre drasticamente le loro sofferenze.

Come possiamo fare la differenza?

Babbo Natale non è l’unico che può avere un’opinione su chi sta andando bene e chi sta andando male: anche tu hai un potere enorme per chiedere alle aziende di fare la cosa giusta! Clicca qui sotto e manda delle email ad alcune aziende:

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