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Dentro il macello di cavalli: tutto quello che è successo, spiegato bene

Gennaio 23, 2026

Dietro la produzione di carne di cavallo in Italia ci sono gravi criticità e abusi. Con la nostra ultima investigazione all’interno di un macello equino dell’Emilia Romagna abbiamo denunciato tutto questo e ora, dopo i molti passi avanti compiuti, vogliamo fare chiarezza.

Perché la macellazione dei cavalli è un problema? Perché i controlli nei macelli non funzionano? Cosa è successo dopo la pubblicazione della nostra inchiesta sul macello di Correggio, in provincia di Reggio Emilia? 

A queste e a tante altre domande abbiamo dato risposta insieme a ospiti esperti nel corso della nostra live su YouTube: “Dentro il macello di cavalli: tutto quello che è successo, spiegato bene”.

Rivedi la nostra diretta in streaming:

Cosa è successo durante la live

Insieme a Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia, sono intervenuti il veterinario Enrico Moriconi, l’avvocato Glauco Gasperini, l’ex deputato e attivista per i diritti degli animali Paolo Bernini, aggredito davanti al macello che abbiamo investigato.

Dopo che le immagini della nostra inchiesta sono state mostrate al TGR Emilia Romagna, una delegazione del Movimento 5 Stelle ha deciso di recarsi davanti al macello per realizzare un video informativo riguardante le azioni politiche portate avanti in sede regionale per chiedere di fare luce sugli abusi documentati.

In quell’occasione, Paolo Bernini è stato aggredito dagli operatori del macello:

Una persona brandiva il forcone contro di me urlando di non registrare, mentre mi rincorreva un’altra ha preso per il collo il consigliere regionale Lorenzo Casadei. Un’auto ha poi tentato di investirmi. Dopo l’intervento delle forze dell’ordine abbiamo depositato una denuncia e speriamo che questo possa servire a dare una spinta in più alla Procura per occuparsi della denuncia di Animal Equality, perché come sappiamo purtroppo gli animali sono visti come esseri viventi di serie B e la tendenza è a non occuparsi di loro a livello giudiziario.

L’aggressione avvenuta è un atto grave e inaccettabile che condanniamo fermamente. Matteo Cupi ha spiegato che non si tratta di un incidente, ma del segnale che un sistema come quello dell’industria alimentare si sente sempre più esposto, perché messo di fronte alla sofferenza che provoca, e reagisce con la stessa violenza che riversa sugli animali.

Il punto di vista degli esperti

Per il veterinario Enrico Moriconi, l’inchiesta svolta dal nostro team investigativo nel corso di sette mesi di indagine sotto copertura all’interno del macello di Correggio rivela diversi abusi:

Non si tratta di semplici errori. Ci sono numerosi problemi prima e durante la macellazione, a partire dalla gabbia in cui i cavalli vengono inseriti per l’abbattimento, non adatta a permettere le corrette procedure di stordimento. I veterinari poi dovrebbero assistere alle fasi della macellazione, ma con il beneplacito della dirigenza e di coloro che si dovrebbero occupare politicamente del benessere animale l’organico nei macelli è estremamente limitato. Non mi stupirei se nel macello investigato operasse un solo veterinario.

In questo modo chi macella è libero di operare senza i controlli necessari e previsti. Meno veterinari ci sono nei mattatoi, inoltre, meno spese deve sostenere il macello per i diritti di macellazione, così ancora una volta sono gli animali a subire le conseguenze più gravi a vantaggio dell’industria della carne.

Guarda cosa abbiamo documentato nel macello Zerbini & Ragazzi:

Nelle immagini raccolte si vedono dei cavalli muoversi e scalciare dopo aver subito il taglio della giugulare. Si tratta di un atto che, come spiega l’avvocato Glauco Gasperini, provoca una sofferenza inaudita agli animali e che per questo rappresenta un reato:

Il legislatore purtroppo consente che l’animale venga soppresso, ma non è legittimo procurare agli animali in fase di uccisione una sofferenza che non sia necessaria. Per legge la fase di stordimento deve esserci con tutti i passaggi che la procedura richiede e l’animale può essere macellato solo se incosciente. Al contrario, se lo stordimento non viene svolto in modo adeguato e attento e il macellaio infila un coltello in gola all’animale quando questo è ancora cosciente, si ha la commissione di reato, perché viene procurata sofferenza.

Porre fine alla macellazione degli equidi è possibile

L’Italia è il paese europeo che consuma più carne equina. Tuttavia si tratta di un consumo ampiamente limitato rispetto a quello di altre carni. Un mercato di nicchia insomma, ma che condanna migliaia di cavalli a sfruttamento e doloro estremi. 

In particolare, secondo il report Ipsos che abbiamo pubblicato nel 2025, solo un italiano su otto mangia carne di cavallo. Per questo la fine della loro macellazione è un obiettivo concreto e raggiungibile. 

Inoltre in Parlamento sono già state presentate tre proposte di legge che chiedono di riconoscere gli  equidi come animali d’affezione, proprio come cani e gatti, vietando per sempre la loro macellazione.

Finora sono oltre 244 mila le firme che abbiamo raccolto a sostegno della nostra richiesta rivolta al governo di porre fine alla sofferenza di migliaia di cavalli uccisi ogni anno nel nostro paese a scopo alimentare. Anche tu puoi aiutarci a fermare questa crudeltà:

Salvare i cavalli da una fine brutale e dolorosa è possibile a partire anche e soprattutto dalle nostre scelte alimentari, che possono avere un impatto decisivo e quotidiano su tutti gli animali sfruttati dall’industria. 

Un’alimentazione vegetale è il primo, prezioso passo verso un mondo più rispettoso di animali, persone e ambiente.

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