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La Norvegia diventerà il primo paese al mondo senza polli a crescita rapida

Gennaio 30, 2026
Polli broiler in un allevamento intensivo
Polli broiler in un allevamento intensivo

Dalla Norvegia arriva una notizia storica per gli animali: la fine dell’allevamento dei polli a crescita rapida e dell’abbattimento dei pulcini maschi è vicina. Si tratta di un passo avanti fondamentale che porrà fine alla sofferenza di milioni di animali.

Ad annunciarlo è stato il più grande produttore di carne norvegese, Notura, insieme all’Associazione norvegese dell’industria della carne e del pollame (KLF): l’obiettivo è quello di porre gradualmente fine all’allevamento delle razze di pollo a crescita rapida entro dicembre 2027.

L’azienda ha inoltre affermato che sostituirà in tutto il paese la pratica di uccidere i pulcini maschi nell’industria delle uova con tecniche di sessaggio in ovo entro luglio 2027.

Come l’allevamento dei polli a crescita rapida avrà fine

Nortura possiede l’unico incubatoio di polli a crescita rapida rimasto nel paese: il suo impegno a porre fine all’allevamento di questi animali è il segnale che l’allevamento di polli appartenenti al ceppo Ross 308 si esaurirà una volta per tutte a livello nazionale. 

Ciò significa che la Norvegia sarà il primo paese al mondo a smettere di utilizzare polli a crescita rapida negli allevamenti. Secondo le stime, interrompere la produzione di carne utilizzando polli a crescita rapida salverà oltre 70 milioni di questi animali ogni anno. 

La decisione dell’azienda di porre fine all’abbattimento dei pulcini maschi entro luglio 2027, inoltre, avrà un impatto su più di 3 milioni di pulcini maschi ogni anno.

In Italia esiste una legge rivoluzionaria che vieta questo abbattimento a partire dal 1° gennaio 2027 e che come Animal Equality abbiamo contribuito a sollecitare attraverso anni di campagne dedicate. La sua entrata in vigore potrà porre fine all’uccisione per triturazione di circa 34 milioni di pulcini maschi all’interno dell’industria delle uova ogni anno.

La crudeltà della selezione genetica dei polli va fermata

I polli a crescita rapida soffrono in modo estremo a causa di una selezione genetica operata dall’essere umano che li condanna a crescere troppo e troppo in fretta, per essere macellati quando sono ancora dei pulcini.

L’organizzazione Anima International e Dyrevernalliansen hanno lavorato instancabilmente per porre fine allo sfruttamento di questi animali in Norvegia. Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia, commenta così la notizia:

Si tratta di un passo storico per fermare la sofferenza dei polli a rapido accrescimento e di un segnale chiaro rivolto all’Unione europea e ai Paesi dove questi animali continuano a essere sfruttati in modo estremo: il maltrattamento genetico negli allevamenti può e deve essere eliminato.

Questo passaggio chiave invia un messaggio chiaro alle aziende avicole di tutta Europa e alle istituzioni europee: il cambiamento nel settore è possibile e già in corso. Al contempo l’uccisione selettiva dei pulcini maschi (considerati inutili a scopo produttivo dall’industria delle uova) è inaccettabile ed esistono tecnologie alternative efficaci per evitare la loro strage.

La revisione della legislazione UE sul benessere animale deve fare questo: allinearsi alle richieste dei cittadini e delle cittadine per porre fine a queste pratiche, compiendo così un grande passo avanti per gli animali in Europa. 

Pollo libero

Un mondo migliore per gli animali è possibile

I polli allevati per la loro carne sono gli animali più sfruttati in Europa. Come abbiamo documentato in vent’anni di investigazioni in Italia e non solo, la loro sofferenza è estrema e va fermata. 

Animal Equality, insieme alle altre organizzazioni per i diritti degli animali, non smetterà di battersi per porre fine a un sistema di sfruttamento che condanna milioni di animali a soffrire negli allevamenti ogni giorno.

Mentre i passi avanti per gli animali nel mondo non si fermano, ognuno di noi può contribuire a ridurre la sofferenza negli allevamenti e a smettere di finanziare l’industria zootecnica che la provoca: scegliere un’alimentazione a base vegetale è un passo essenziale in questa direzione.

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