Il Parlamento europeo mette a tacere le organizzazioni per la protezione degli animali
Mentre l’industria degli allevamenti intensivi mantiene i suoi privilegi di accesso al potere, oltre 300 milioni di animali restano in gabbia in Europa.
Il Parlamento europeo ha votato la relazione della commissione Agricoltura su “Come garantire un futuro sostenibile per l’allevamento dell’UE”, adottando la risoluzione del 30 aprile 2026, con gravi conseguenze per la partecipazione democratica delle organizzazioni per i diritti degli animali.

Cosa comporta il voto del Parlamento europeo
Una disposizione controversa, il paragrafo 10 della relazione, invita la Commissione europea a interrompere i finanziamenti alle organizzazioni non governative che svolgono attività di lobbying sul benessere degli animali e ad aumentare i requisiti di trasparenza finanziaria specificamente rivolti a queste organizzazioni.
Il testo chiede un registro pubblico dei finanziamenti alle ong ed esprime preoccupazione per l’utilizzo di fondi UE da parte di organizzazioni che svolgono attività di advocacy per la protezione degli animali.

Il rapporto esorta inoltre la Commissione a interrompere i finanziamenti alle ong ritenute responsabili di “attività di lobbying mirate” e di promozione di quella che definisce “un’immagine fuorviante, militante e ideologica” dell’allevamento in Europa.
Tuttavia, il paragrafo 10 non applica requisiti di trasparenza equivalenti a tutti gli attori del processo decisionale. I gruppi di pressione del settore zootecnico, che operano senza finanziamenti UE e godono di un accesso privilegiato ai decisori politici e di risorse significativamente maggiori, non sono soggetti allo stesso controllo.

I cittadini europei sono stati ignorati in diverse occasioni
La relazione, redatta dall’eurodeputato Carlo Fidanza (ECR), non menziona l’iniziativa dei cittadini europei “End the Cage Age”, che ha raccolto 1,4 milioni di firme per chiedere il divieto delle gabbie.
Non considera nemmeno i 190.063 cittadini che hanno risposto alla consultazione pubblica della Commissione nel 2025, con il 99% che ritiene importante eliminare gradualmente le gabbie per galline ovaiole e maiali, e quasi il 98% che ritiene eticamente problematica l’uccisione dei pulcini maschi di un giorno. In 37 pagine sul futuro dell’allevamento in Europa, insomma, i cittadini sono di fatto inesistenti.

Nel frattempo, si stima che oltre 300 milioni di animali sono rinchiusi in gabbia in tutta l’Unione europea, nonostante il divieto promesso nel 2021 ancora non attuato.
Nella relazione si afferma che l’Unione europea ha gli standard più elevati al mondo per quanto riguarda il benessere animale, nonostante la Commissione sia stata citata in giudizio dalla Corte di Giustizia per non aver rispettato gli impegni presi in merito al divieto delle gabbie.
Questa votazione riguarda chi ha il diritto di parlare a nome degli animali a Bruxelles. L’industria zootecnica non ha mai avuto bisogno di finanziamenti europei per far sentire la propria voce, avendo già spazi di accesso, lobbisti e alleati politici. Le organizzazioni che rappresentano i cittadini che hanno chiesto il divieto delle gabbie invece sì. Il Parlamento ha deciso che la democrazia per gli animali non vale.
Matteo Cupi, Vicepresidente europeo di Animal Equality
Unisciti alla lotta
Tutto questo accade nonostante i preoccupanti risultati riportati da Animal Equality: secondo un’analisi di 708 verbali di riunioni pubbliche presenti nel Registro per la trasparenza della Commissione europea, i commissari responsabili del benessere animale e delle relative politiche hanno incontrato i rappresentanti dell’industria zootecnica oltre 46 volte tra dicembre 2024 e marzo 2026 per parlare di “benessere animale”, a fronte di soli 7 incontri con le organizzazioni per la protezione degli animali sullo stesso tema.

Il termine “gabbia” non compare in nessuno degli argomenti trattati durante le riunioni, né tantomeno l’espressione “abbattimento dei pulcini”. Eppure milioni di animali soffrono in gabbia in tutta Europa e 330 milioni di pulcini maschi vengono uccisi dall’industria delle uova perché considerati “inutili” ai fini della produzione.
Milioni di animali che soffrono negli allevamenti intensivi potrebbero non essere presenti nell’agenda ufficiale, ma non sono invisibili ai nostri occhi.

I cittadini chiedono a gran voce un cambiamento e insieme possiamo fare la differenza per tutti gli animali confinati negli allevamenti in Europa. Unisciti a noi nel chiedere alla Commissione europea di fare finalmente la cosa giusta: esigiamo una revisione completa della legislazione sul benessere degli animali.
È il momento di ascoltare i cittadini e di proteggere gli animali, invece di favorire l’industria degli allevamenti intensivi. Aggiungi il tuo nome, unisciti alla lotta.

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