“Democrazia – Proteggere ciò che conta”, ma sul benessere animale la Commissione tradisce i cittadini
Le proteste di Animal Equality, iniziate il 20 maggio, sono proseguite per il terzo giorno consecutivo per chiedere uno stop ai tradimenti della Commissione europea: Ursula von der Leyen, Oliver Várhelyi e Christophe Hansen non hanno ancora presentato una revisione della legislazione sul benessere degli animali e questa promessa non mantenuta rappresenta un problema per la democrazia.
Il 22 maggio, davanti a palazzo Berlaymont, gli attivisti hanno protestato con cartelli raffiguranti bidoni della spazzatura per mostrare al pubblico cosa succede ai pulcini maschi nell’industria delle uova senza una riforma sul benessere degli animali: questi animali appena nati vengono uccisi e gettati via come rifiuti.

Nel pomeriggio, in una delle principali piazze di Bruxelles, Place de la Monnaie, alcuni attivisti hanno srotolato uno striscione che contesta apertamente lo slogan della Commissione “Democrazia – Proteggere ciò che conta”, riformulandolo in funzione di ciò che viene effettivamente protetto: gli interessi dell’industria dell’allevamento intensivo.
Secondo una recente analisi di Animal Equality sui dati del Registro della Trasparenza, negli ultimi 15 mesi (in almeno 46 incontri) i rappresentanti dell’industria dell’allevamento intensivo hanno discusso di benessere animale direttamente con i Commissari e il loro staff, una cifra sette volte superiore al numero di incontri tenuti con le organizzazioni per la protezione degli animali.

Se i Commissari europei Olivér Várhelyi e Christophe Hansen hanno avuto un dialogo limitato con le organizzazioni per la protezione degli animali negli ultimi 15 mesi, l’analisi rivela anche che questioni chiave, tra cui l’uso delle gabbie e l’abbattimento dei pulcini, non sono mai state menzionate nell’ordine del giorno di questi incontri.
La democrazia diventa una parola vuota se non è seguita da azioni concrete. Gli 1,4 milioni di cittadini che hanno sostenuto l’iniziativa “End the Cage Age” non hanno visto alcuna azione da parte della Commissione, così come gli oltre 190.000 cittadini che hanno partecipato alla consultazione pubblica del 2025 sono stati finora ignorati. Questo divario tra partecipazione e azione è inaccettabile e noi siamo qui per testimoniarlo, chiedendo alla Commissione europea di agire una volta per tutte, ora.
Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia

In occasione dell’evento intitolato “Gli agricoltori del futuro – Finanziare la transizione verso l’allevamento senza gabbie”, tenutosi al Parlamento europeo il 6 maggio, il commissario europeo per la Salute e il Benessere degli animali, Olivér Várhelyi, ha dichiarato pubblicamente che l’Europa “può e dovrebbe muoversi verso l’allevamento senza gabbie”. Anche la Commissione, insomma, presenta pubblicamente la transizione cage-free come la direzione che l’Europa deve intraprendere.
In questo modo, dopo anni di ritardi riguardo alla tanto promessa revisione della legislazione europea sul benessere degli animali, la Commissione continua a offrire indicazioni retoriche senza intraprendere alcuna azione istituzionale concreta.
Ad oggi, non è stata presentata alcuna proposta legislativa, né è stato stabilito un calendario vincolante o un quadro di attuazione, né è stato annunciato un piano di finanziamento specifico a livello UE.

21 maggio
Dopo la prima giornata di proteste del 20 maggio, gli attivisti di Animal Equality provenienti da tutta Europa sono tornati a manifestare per le strade di Bruxelles, portando davanti a palazzo Berlaymont (la sede generale della Commissione europea) la “Marcia dei Traditori”, ispirata alla famosa serie televisiva “I Traditori”.
Proprio come nel famoso programma tv in cui i concorrenti si sfidano per identificare i sabotatori segreti tra i partecipanti, la “Marcia dei Traditori” organizzata dagli attivisti di Animal Equality simboleggia il sabotaggio perpetrato da figure istituzionali che hanno tradito la promessa fatta ai cittadini europei non presentando, fino ad oggi, una proposta di revisione della legislazione europea sul benessere degli animali.

Prima dell’inizio della marcia, gli attivisti di Animal Equality si sono riuniti ancora una volta davanti alla Direzione generale per la Salute e la Sicurezza alimentare (DG SANTE) della Commissione europea intensificando la pressione sulle istituzioni e puntando il dito sulla loro incapacità di attuare le promesse riforme.

La marcia di giovedì 21 maggio è stata un evento di grande impatto che ha catturato l’attenzione dei passanti: partita da Place du Luxembourg e giunta davanti a palazzo Berlaymont, era composta da un primo gruppo di figure incappucciate che indossavano maschere raffiguranti la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il commissario per la Salute e il Benessere degli Animali Oliver Várhelyi e il commissario per l’Agricoltura e l’Alimentazione Christophe Hansen.
La prima fila reggeva uno striscione con la scritta: “Chi tradirà i cittadini e gli animali?”. Un secondo gruppo, composto da cittadini, portava cartelli e messaggi a favore degli animali. Con appelli e scritte come “Non tradire” e “Basta con questa sofferenza”, gli attivisti hanno chiesto azioni concrete per gli animali.

Arrivati a palazzo Berlaymont, gli attivisti hanno formato un cubo con immagini di animali tra le bandiere dell’Unione, per mostrare cosa si cela realmente dietro di essa: allevamento in gabbia e pulcini maschi appena nati uccisi perché considerati “rifiuti” dall’industria delle uova.
Incalzata dai nostri attivisti in Messico nel corso di una visita istituzionale, Ursula von der Leyen ha rifiutato di rispondere alle nostre richieste di chiarimento in merito alla mancata pubblicazione di una proposta di riforma del benessere animale in Europa.
D’altra parte il tradimento da parte delle istituzioni europee va avanti da anni ed è ora ancora più evidente dall’analisi condotta da Animal Equality sul Registro della Trasparenza.

Questa analisi rivela una significativa disparità nell’accesso delle parti interessate ai responsabili politici dell’UE. Dei 708 incontri pubblici tenuti negli ultimi 15 mesi con i Commissari responsabili del benessere animale e delle politiche correlate, la maggior parte ha visto la partecipazione di rappresentanti dell’industria zootecnica.
Ursula von der Leyen, Oliver Várhelyi e Christophe Hansen non devono tradire di nuovo gli animali e i cittadini. Sono responsabili delle scuse, dei ritardi e dell’inerzia nella pubblicazione di una riforma del benessere animale promessa e annunciata, ma a cui non è seguita una legislazione concreta. La nostra marcia davanti alla sede di un’istituzione che dovrebbe occuparsi del benessere animale riflette il tradimento dei cittadini, degli animali e degli impegni ufficiali.
Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia

20 maggio
La mobilitazione di Animal Equality a Bruxelles è iniziata con oltre cento persone che hanno chiesto alla Commissione europea di non tradire il suo impegno ufficiale a pubblicare la proposta di revisione della legislazione sul benessere animale, come già avvenuto in passato.
Nel pomeriggio di mercoledì 20 marzo, attivisti provenienti da tutta Europa hanno protestato a Bruxelles davanti alla DG SANTE contro l’inerzia del commissario europeo per la Salute e il Benessere animale, Oliver Várhely, il quale afferma di sostenere la transizione verso l’allevamento senza gabbie senza però dare seguito a tale affermazione con azioni concrete.

Questa è la prima di una serie di proteste che continueranno nei prossimi giorni davanti alle istituzioni europee per esprimere dissenso nei confronti delle promesse non mantenute, dei ritardi e delle scuse della Commissione europea negli ultimi anni.
Le manifestazioni non si fermeranno finché non avremo una legislazione adeguata che vieti l’allevamento in gabbia e l’uccisione dei pulcini maschi. Chiediamo una revisione completa della legislazione europea sul benessere animale, senza ulteriori ritardi ed esenzioni. Il commissaria Várhely e le istituzioni europee non devono tradire nuovamente i cittadini e gli animali che attendono da anni queste misure.
Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia

Nel 2021, dopo che oltre 1,4 milioni di europei avevano firmato l’Iniziativa dei cittadini europei (ICE) “End the Cage Age”, la Commissione si era impegnata a introdurre una legislazione per eliminare gradualmente le gabbie in tutta l’UE.
L’iniziativa fu presentata come una pietra miliare, la prova che i cittadini potevano influenzare le politiche europee e la dimostrazione che l’Europa intendeva essere all’avanguardia a livello mondiale in materia di benessere animale. Quasi cinque anni dopo, la promessa non è stata mantenuta.
La scadenza originaria fissata dalla Commissione per il 2023 è trascorsa senza che venisse presentata alcuna proposta, e i divieti sull’allevamento in gabbia e sull’abbattimento dei pulcini maschi sono stati completamente omessi dal programma di lavoro della Commissione per il 2026.

Animal Equality chiede alla Commissione europea di presentare la proposta legislativa sul divieto delle gabbie entro la fine del 2026, come promesso pubblicamente. È inaccettabile che il Commissario Várhelyi dichiari pubblicamente che l’Europa “può e dovrebbe muoversi verso l’allevamento senza gabbie” senza muovere un dito per realizzarlo. Così facendo, promuove una retorica fine a se stessa, tradendo milioni di cittadini europei.
Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia
Segui i nostri aggiornamenti per scoprire cosa accadrà nei prossimi giorni e fai sapere alla Commissione europea che gli animali non devono più essere traditi.

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