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L’industria zootecnica cerca di ostacolare il divieto di macellazione degli equidi

Giugno 3, 2026

Nel corso dell’ultima audizione in Parlamento sulle proposte di legge per riconoscere gli equidi come animali d’affezione, le associazioni che rappresentano l’industria della carne hanno attaccato ancora una volta il divieto in discussione alla Camera con argomentazioni deboli e approssimative.

Le affermazioni fallaci della lobby zootecnica

Stefano Masini, responsabile dell’Area Ambiente e Territorio di Coldiretti, ha dichiarato che riconoscere agli equidi lo status di animali d’affezione è “denigratorio” e che questo rischierebbe di ridurne la protezione. 

Secondo Masini, inoltre, l’eventuale entrata in vigore delle norme avrebbe conseguenze negative sul Pil nazionale. Tuttavia, le inchieste di Animal Equality documentano che all’interno dei macelli i maltrattamenti che subiscono questi animali sono all’ordine del giorno. 

Guarda la nostra inchiesta nel macello Zerbini & Ragazzi di Correggio:

Come ricorda Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia:

Le violenze all’interno del macello equino Zerbini & Ragazzi che abbiamo filmato in sette mesi di indagini sotto copertura non rappresentano un’eccezione, così come le numerose violazioni delle norme sul benessere animale riscontrate e gli scarsi controlli all’interno di tutta la filiera della carne di cavallo.

Si è detta contraria al divieto anche Confagricoltura affermando che questa legge renderebbe i cavalli “animali da zoo”. Tuttavia, le proposte di legge finora presentate in Parlamento prevedono di estendere agli equidi le garanzie legislative che ad oggi sono riservate solo a cani e gatti. Come animali d’affezione, quindi, gli equidi non potrebbero essere sfruttati.

Amanti dei cavalli, ma contrarie a salvarli dai macelli

Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri e Copa Cogeca hanno espresso tutte quante posizioni vicine agli interessi dell’industria, dichiarandosi al contempo estimatrici dei cavalli e favorevoli alla loro macellazione. 

Per la Confederazione italiana agricoltori (Cia), in particolare, si è espressa Serena Stefani affermando di essere allevatrice e istruttrice di cavalli non destinabili alla produzione alimentare per via del forte legame emotivo nei confronti di questi animali. 

Tuttavia Stefani ha anche comunicato la contrarietà netta della Cia alle proposte di legge in esame “che umiliano noi e le nostre passioni”.

Ancora una volta il paradosso è evidente: rendere i cavalli protetti dalla macellazione dovrebbe essere una prerogativa di chi dice di amare i cavalli, non un’eccezione sulla base delle preferenze personali. 

Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia

Come riconosciuto inoltre dalle associazioni di categoria, gran parte della scarsa quantità di carne di cavallo consumata oggi in Italia viene importata. Non è chiaro perché, allora, i rappresentanti dell’industria della carne insistano tanto sulle conseguenze che il divieto potrebbe avere sul Pil italiano. 

Fermare la macellazione dei cavalli è necessario

Come denunciamo da tempo, il circuito dietro l’uccisione dei cavalli a scopo alimentare è caratterizzato da dati di monitoraggio approssimativi, normative lacunose che favoriscono illegalità e abusi, tratte di viaggio estremamente lunghe che provocano effetti dannosi sulla salute degli animali, e infine da una macellazione spesso illegale frutto di inadempienze e pressapochismo.

I rappresentanti della filiera zootecnica affermano che si tratti solo di “mele marce” e che la soluzione è potenziare i controlli. Ma le illegalità continuano a emergere, nonostante le ingenti risorse impiegate nel loro contrasto attraverso il coinvolgimento delle forze dell’ordine e della magistratura. 

Se il sistema, per quanto strutturato, non riesce a impedire soprusi ai danni dei cavalli e della salute pubblica, allora occorre cambiare passo.

Le proposte per vietare la macellazione

Crediamo che in questa fase dell’iter legislativo sia importante ragionare nel merito delle proposte, senza mistificare i dati, ma affrontando in modo costruttivo e con serietà un passaggio chiave per i diritti degli animali in Italia.

Attualmente sono quattro le proposte di legge che prevedono il divieto di macellazione degli equidi riconoscendoli come animali d’affezione. Queste sono state presentate dall’On. Brambilla (Noi Moderati), dall’On. Susanna Cherchi (M5S), dall’On. Luana Zanella (AVS) e dall’On. Eleonora Evi (PD). 

Insieme possiamo fare la differenza per gli animali a partire da scelte quotidiane responsabili, riducendo la loro sofferenza.

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