Sapiens – Mario Tozzi – Le parole della settimana 15/02/2020

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Con la parola "Sapiens", lo scienziato Mario Tozzi, che torna a condurre "Sapiens - Un solo Pianeta" su Rai3, parla del rapporto tra l'essere umano e le nuove tecnologie, e la relazione tra uomo e ambiente.
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Transcript (Italian — it)

allora noi cominciamo questa sera con
una parola a concita che era quella che
ci porta male ok sapiens per tante
ragioni intanto perché è il titolo del
programma che ricomincia questa sera
dopo di noi edizione della sede sapins
ma anche perché questa settimana c'è
stato è successa una cosa mario che così
rappresenta per me un salto di qualità
non so se il suo in giù ma dell'essere
sa bene cosa è successo in corea del sud
dove oltre al premio oscar di parah site
è successa una cosa questa settimana è
arrivato un video dalla corea del sud
quello di una mamma jean ji sung che
grazie alla realtà virtuale ha potuto
rivedere e accarezzare la figlia lion
che era morta alcuni anni fa a sette
anni di leucemia guardiamo all inizio di
questo video ma o di casta formato e
madesimo chiesto abbiamo mai visto prima
è una cosa che ci lascia innanzitutto
una cosa ti lascia esterrefatto no ecco
che riflessione fai da uomo di scienza
vedendo questa naturalmente è fatta
salva diciamo l'emozione di non è
proprio naturale dove sopravvivere ai
figli e che quindi questo diciamo legge
anche di natura a me lascia il posto a
ghiacciato nel senso che mi rendo conto
benissimo del contesto emotivo ma mi
sembra che stiamo viaggiando verso una
specie una prova un po forte una specie
di deriva cioè a dire
rifiutiamo tutte le cose che invece sono
tipiche di noi sabbia come animali
perché noi quello siamo benché dotati di
letto come peraltro tanti altri eventi
dunque ci stiamo un po spostando da
quella che l'evoluzione naturale
rifiutiamo il concetto di morte che c'è
una cosa che non si può nominare già
l'abbiamo portata fuori dalle case negli
ospedali via dal lincoln tabù in cui era
un tempo non se ne deve parlare per
carità non ci si deve convivere ma
neanche con la malattia fino in fondo
non è un'altra cosa che allontani quelle
prerogative di naturalità che sono poi
essenziali per l'armonia dei viventi noi
cerchiamo sempre di scardinarle in
questo caso qui andiamo al punto che
cioè che cosa vogliamo pensare di essere
una specie immortale oa mortale come
dice qualcuno adesso pensare che agli
uomini di domani saranno in grado di
sostituirsi addirittura i pezzi e
sopravvivere molto di più dei 100 120
anni che si pronosticano ma addirittura
molto di più salvo gli incidenti o altre
cose che potrebbero contro le quali non
puoi fare niente per il resto andresti
verso un uomo dio non tanti hanno
scritto pure di questa cosa di io amo
deus
io francamente rimango un po sconcertato
nel senso che capisco cioè capisco è una
cosa allucinante quel tipo di dolore
però non posso nemmeno trovare questa
come una specie di scappatoia
tecnologica cioè invece di affrontare
queste cose un punto di vista culturale
e incorporare nei nostri orizzonti
cerchiamo la sfugge la via di laurea
tecnologica propone la condanna
interroga veramente tutto questo la
filosofia la vita tutto è un tema enorme
guarda massimo non lo so è molto
personale e il lutto è in lutto non te
lo toglie nessuno
quindi vivi nel lutto quando qualcuno
che ami ti manca è una condizione che è
per sempre e molto ragionevole tutto
questo io sono d'accordo che la morte ii
e bisogna bisogna ragionarci con la
morte bisogna convivere però dipende da
me se mi dicessero puoi parlare con tuo
padre un'ora e raccontarvi cosa è
successo in questi anni io lo farei lo
fai tu ti metteresti condizione che
riguarda è ma non sarebbe non sarebbe
comunque quel padre non so come dire ah
certo ma loro no ma è un tema ante volte
certe cose è meglio che sopravvivono nel
ricordo io penso perché non sarebbe mai
quello non potrebbe esserlo fare le
persone fanno muoiono vivono dentro di
te quando in dialogo con la presente
sono un'altra casa la gente sta
assolutamente faceva ripetendo la davano
le stesse nostre riflessioni perché
divide questo tema però è una realtà con
cui dobbiamo fare i conti mario la prima
delle due puntate di sapiens questa sera
invece affronta un tema direi
l'emergenza ambientale su questo eco qui
a noti per lo meno da parte di una
degenerazione un salto di consapevolezza
se e nei ragazzi si mi aspettavo di
trovare persone che riflettevano
sull'orso volare se queste cose un po
più folkloristica invece studia non
vanno in giro con la bontà della
bicicletta la buona accetta ricaricabile
che cercano anche di essere un po
coerenti
io presto molto fiducia in loro anche
perché la generazione precedente al loro
figlio alla mia tutta sta fiducia non se
l'è meritata in quanto non abbiamo fatto
poi un granché
contro queste emergenze soprattutto
quella climatica infatti la cosa che ho
detto quando mi invitarono in piazza la
cosa che ho detto è che vi chiedo scusa
per non avrebbe fatto noi vent'anni fa
quando potevamo forse già farlo di
rivoltarsi contro questo diventa
senti per fortuna per fortuna perché la
che seguiremo ovviamente perché è
importante ma per fortuna c'è qualcuno
e qui chiudiamo il cerchio del veramente
dell'homo sapiens qualcuno che è sempre
pronto a darci una mano guardate questa
meravigliosa fotografia che questa
settimana ha vinto un premio era merita
perché c'è questo rango che tende la
zampa per aiutare un uomo in difficoltà
una pazza della foresta del giorno è
sentito di fare nomi le paghe di
insegnamento e quello che si pensa un po
erroneamente che le leggi di natura
siano le leggi feroci sono in realtà le
leggi del più adatto e per essere più
adatto la cosa che devi fare è essere
empatico gli animali viventi lo sanno
tutti noi forse che pensiamo di essere
più e padri siamo meno degli altri
pensiamo che quella siano aggiunga alla
giungla ce l'abbiamo noi quelli invece
sanno benissimo si fa sarà insieme
l'unica maniera per sopravvivere
armonicamente il 20 lo sanno tutti non
un po lo dimentichiamo
bello sarà a parlare di morti