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L’industria della carne contro Sabrina Giannini e Mario Tozzi: la nostra solidarietà a due autori e giornalisti coraggiosi e corretti

Aprile 10, 2020 Aggiornato: 10 Aprile 2020

Animal Equality esprime solidarietà a Sabrina Giannini, giornalista di Rai 3 e autrice e presentatrice del programma Indovina Chi Viene A Cena, e Mario Tozzi, presentatore e autore del programma Sapiens di Rai 3, per i duri attacchi ricevuti da parte dell’industria della carne tramite una lettera alla RAI. 

Secondo quanto riportato ieri da Il Salvagente, in una lettera congiunta Assalzoo, Assica, Assocarni, Assolatte, Carni Sostenibili e Una Italia «hanno preso carta e penna per scrivere al direttore di Rai3, al presidente Rai Marcello Foa e perfino al ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova per segnalare “l’inaccettabile atteggiamento che sta prendendo piede in numerose trasmissioni della televisione pubblica, volto a creare un pericoloso quanto insussistente collegamento fra la zootecnia come causa all’origine dell’epidemia di coronavirus, oltre che a screditare i produttori italiani di alimenti di origine animale”» riportano letteralmente i giornali. 

Oltre a riportare quello che viene mostrato e documentato dai due autori come negativo, le associazioni chiosano con un vero e proprio appello alla RAI, che Il Salvagente definisce «neppure velato, lo definiremmo esplicito: “È essenziale che la Rai, consapevole del fondamentale ruolo che il servizio pubblico riveste, in particolare in momenti come questo che stiamo vivendo, presti molta attenzione a quei messaggi che, privi di fondamento scientifico, puntano a destabilizzare ulteriormente il fragile equilibrio che regna all’interno delle famiglie italiane”». 

Il tentativo delle associazioni dell’industria della carne di attaccare e screditare i due autori è totalmente inaccettabile. Fa parte della democrazia saper accettare opinioni e visioni diverse dalla propria, ma soprattutto saper accettare il giornalismo oggettivo e documentato, a tratti scomodo, come deve essere. Inoltre, tutto questo fa parte del pluralismo dell’informazione, un bene fondamentale da tutelare sempre e comunque. 

Inoltre, i due autori attaccati dall’industria non sono certo sprovveduti: nelle ultime trasmissioni hanno mostrato collegamenti basati su fatti documentati e accompagnati da interventi di esperti e persone del settore, che hanno intervistato all’interno dei propri programmi. 

Questa è l’informazione, ben diversa dalla pubblicità idilliaca a cui l’industria vorrebbe abituarci, nella quale, invece delle mucche “dopate”, si mostrano mucche che pascolano al tramonto e che vengono massaggiate dagli allevatori. 

Per concludere, come ha dichiarato lo stesso Tozzi al Salvagente: «Se invece ci si riferisce [nella lettere delle associazioni dell’industria della carne, ndr] ai dati sull’inquinamento, di cui però la lettera non fa cenno, “I numeri sono quelli dell’Ispra, c’è poco da dire”». 

Sono i numeri, i dati, la ricerca costante della verità che fanno la differenza, così come il duro lavoro che continueremo a fare per gli animali. Rinnoviamo ancora la nostra solidarietà, sicuri che la RAI saprà rispedire al mittente queste ingiuste accuse.


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