Carne di maiale in Argentina: nuova inchiesta di Animal Equality

· 4 minuti · Youtube

Dopo un anno di investigazioni sul campo, Animal Equality presenta la sua seconda inchiesta in Argentina, questa volta sull’industria della carne di maiale.

Le immagini che vedrai arrivano da due allevamenti intensivi nella provincia di Buenos Aires: Granja del Abuelo S.A. e Granja Porcina Don Ramón. Ciò che abbiamo documentato non è un caso isolato, ma una pratica diffusa che riguarda milioni di animali nel mondo.

Scrofe costrette per mesi in gabbie di gestazione e lattazione, senza possibilità di girarsi o muoversi. I loro corpi si schiacciano contro le sbarre, provocando ferite, infezioni e sofferenze senza alcuna assistenza veterinaria. L’isolamento forzato causa anche gravi danni psicologici, visibili nei comportamenti stereotipati come mordere le gabbie o simulare il movimento della masticazione.

La violenza inizia fin dalle prime ore di vita. I cuccioli vengono sottoposti a mutilazioni di routine: castrazione, taglio di coda e denti, perforazione delle orecchie. Tutto senza anestesia né cure mediche, causando dolore intenso e conseguenze permanenti sul loro benessere fisico e mentale.

Con questa inchiesta, Animal Equality denuncia ciò che l’industria della carne cerca di nascondere e continuerà a chiedere giustizia per gli animali sfruttati.

👉 Guarda il video, condividi l’inchiesta e aiutaci a dare voce a chi non ne ha.
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Animal Equality è un'organizzazione non profit per la protezione degli animali allevati a scopo alimentare, fondata nel 2006 e attiva a livello internazionale in 8 paesi.

Categories Pets & Animals
Transcript (Italian — it-it)

Castrazione, taglio
della coda e dei denti,
tutto eseguito senza anestesia
mentre gli animali
urlano dal dolore.
Reclusione estrema.
Le femmine di maiale
passano quasi tutta la vita
senza nemmeno potersi girare.
Animali senza cure veterinarie.
Nessun sollievo,
nessuna via di fuga.
In Argentina
ogni anno vengono allevati
e uccisi
più di 8 milioni di maiali
e l'allevamento intensivo
è in continua espansione.
Nonostante la portata,
quasi nessuno vede davvero
come vivono questi animali.
Animal Equality ha investigato
all'interno
di due allevamenti di suini
nella provincia di Buenos Aires:
Granja del Abuelo S.A.,
a General Mansilla, e Granja Porcina
Don Ramón, nella zona di Magdalena.
In entrambe le strutture
abbiamo documentato
pratiche crudeli
e quotidiane nascoste
alla vista della maggior parte
delle persone.
Nei loro primi giorni di vita
i maialini vengono sottoposti
a mutilazioni dolorose,
tutto senza anestesia.
I cuccioli vengono appesi a testa
in giù per una sola zampa.
Il loro corpo si inarca
dal dolore.
Provano a divincolarsi,
ma non possono farlo.
Ogni procedura
lascia una ferita aperta,
una ferita che continuerà a
far male per giorni.
Molti tremano dopo il taglio,
incapaci di reggersi in piedi.
Altri non riusciranno più
ad alimentarsi
a causa del dolore.
Queste mutilazioni aumentano
il rischio di infezioni,
infiammazioni,
febbre e morte prematura.
Le femmine di maiale
intanto soffrono
rinchiuse nelle gabbie di
gestazione e parto,
strutture metalliche così piccole
da non permettere nemmeno
di girarsi.
Queste gabbie vengono utilizzate
per settimane,
talvolta mesi,
ad ogni ciclo riproduttivo.
Nell'area parto
abbiamo documentato
ferite sia nelle madri
che nei cuccioli
causate dal contatto costante
con superfici dure
e la presenza di mosche
sulle ferite aperte.
Tutti questi maialini sono frutto
di fecondazione artificiale.
Negli allevamenti intensivi
nulla è naturale.
Allevamento intensivo
significa anche sovraffollamento
e frequenti
aggressioni tra gli animali.
Alcuni si feriscono da soli,
mordendo le sbarre
o sbattendo la testa,
chiari segni di forte stress.
Gli animali vivi
condividono lo spazio
con carcasse
abbandonate per giorni.
Anche i cadaveri
sono trattati senza cura,
sia all'aperto
che nelle fosse di smaltimento.
Queste pratiche sono la norma
nella produzione di carne suina
in Argentina.
Vogliamo
la fine delle mutilazioni
e il divieto dell'uso
delle gabbie.
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