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Carne scaduta in un macello: la denuncia di Report è metafora di un’industria marcia

Novembre 27, 2025

Nei macelli lo sfruttamento degli animali non conosce limiti, e può legarsi anche a problematiche per la salute umana. È quello che documenta l’ultima puntata di uno dei più importanti programmi tv dedicati all’inchiesta giornalistica, Report.

Nel servizio “Non si butta via niente” andato in onda domenica 23 novembre su Rai 3, le telecamere di Giulia Innocenzi hanno documentato che un macello della provincia di Mantova rivende pacchi di carne scaduta, vecchia anche di due anni.

Cosa racconta l’inchiesta shock sulla carne scaduta

Le immagini mostrate da Report rivelano che chili e chili di carne importate dall’estero, in avanzato stato di decomposizione, vengono trattati dagli operatori di un macello del mantovano per renderli apparentemente commestibili.

Come raccontato da Giulia Innocenzi, all’interno dello stabilimento i pezzi di carne scaduta vengono scongelati e poi privati delle loro parti più scure, in modo da sembrare visivamente adatti alla vendita, per poi essere nuovamente messi in commercio.

Ma come spiega Nicola Decaro, direttore del dipartimento di medicina veterinaria dell’Università degli Studi di Bari: “Nella carne scaduta proliferano batteri patogeni, come la salmonella e la listeria, che possono provocare forme diarroiche fino a manifestazioni neurologiche, quindi malattie molto gravi”.

La violenza nascosta dei macelli

L’inchiesta di Report svela un caso di degrado che costituisce un potenziale rischio per i consumatori di carne, ma non solo. Il programma condotto da Sigfrido Ranucci mostra che lo sfruttamento degli animali da parte dell’industria alimentare non ha fine nemmeno con la loro macellazione.

Quei pacchi di carne in putrefazione rimessi in commercio sono la metafora di un’industria che pone il profitto al di sopra di tutto, anche alla salute delle persone. Dal settore zootecnico gli animali sono trattati come prodotti fin da quando nascono: sfruttati allo stremo per tutto il corso della loro breve vita, diventano nuova merce di scambio una volta macellati. Ma questo sistema ingiusto può e deve cambiare.

Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia

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