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Davanti alla Corte dell’UE per dire basta alle gabbie

Marzo 5, 2026 Aggiornato: 5 Marzo 2026

Siamo stati in Lussemburgo, davanti alla Corte dell’Unione europea, per ribadire la necessità che la Commissione europea intervenga nel rispetto di 1,4 milioni di persone che chiedono di vietare le gabbie negli allevamenti europei.

Cosa è successo in Lussemburgo

Insieme al Comitato dei cittadini per l’Iniziativa dei cittadini europei (ICE) End the Cage Age, guidato da Compassion in World Farming, a Eurogroup for Animals e LAV, Animal Equality ha presentato le proprie argomentazioni sul perché la Commissione UE dovrebbe essere ritenuta responsabile per non aver mantenuto la promessa di introdurre il divieto delle gabbie nel 2023, come affermato nella sua comunicazione del 2021 in risposta all’ICE. 

Le argomentazioni sono state presentate a cinque giudici nominati dalla Corte di giustizia dell’Unione europea. Si tratta del primo caso in cui la Commissione è chiamata in causa per non aver agito in conformità delle norme dell’ICE e in cui si affronta una domanda cruciale: i cittadini possono fidarsi di questo strumento come mezzo per sollevare questioni di interesse pubblico?

È stata un’udienza lunga, con una camera di cinque giudici molto impegnata che ha messo in discussione l’interpretazione giuridica dell’ICE. I giudici hanno inoltre messo sotto torchio i rappresentanti della Commissione europea chiedendo loro cosa impedisse alla Commissione di fornire un calendario sui prossimi passi. 

Abbiamo presentato argomenti chiari e convincenti e ora attendiamo la sentenza dei giudici.

Perché le gabbie sono un problema

Ogni anno, quasi 300 milioni di animali sono confinati in gabbia negli allevamenti di tutta l’UE, incapaci di esprimere comportamenti naturali di base, con effetti dannosi per la loro salute fisica e psicologica. L’ICE “End the Cage Age” ha chiesto la fine dell’allevamento in gabbia per tutte le specie ed è stata firmata da oltre 1,4 milioni di cittadini e sostenuta da oltre 170 organizzazioni della società civile.

All’esterno del tribunale, insieme alle altre organizzazioni per la protezione degli animali ci siamo riuniti per amplificare il messaggio: i cittadini chiedono la fine dell’allevamento in gabbia e la Commissione deve presentare un calendario concreto per la proposta.

Oggi la Commissione UE è stata ancora una volta chiamata a rispondere per non aver dato seguito a un impegno assunto in risposta a un’Iniziativa dei cittadini europei. La Corte infatti ha preso la questione con estrema serietà e speriamo che riconosca alla Commissione il dovere di pubblicare una nuova tempistica chiara e trasparente per la presentazione delle proposte.

Matteo Cupi, vicepresidente di Animal Equality Europa

Si tratta di un momento storico per gli animali e Animal Equality, ancora una volta, è al loro fianco: chiediamo al Governo italiano di approvare formalmente una legislazione UE vincolante per eliminare gradualmente le gabbie e porre fine all’uccisione dei pulcini maschi in sede di Consiglio Agricoltura, di sostenere norme obbligatorie di equivalenza delle importazioni e di richiedere un calendario legislativo pubblicato dal Commissario Várhelyi e dal Commissario Hansen entro la fine del secondo trimestre del 2026.

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