Anche il Piemonte chiede di fermare la macellazione degli equidi
Mentre la petizione con cui chiediamo al Governo di porre fine alla macellazione degli equidi ha superato in poco tempo le 250mila firme, in Piemonte è stata presentata una mozione a sostegno delle proposte parlamentari per riconoscere gli equidi come animali d’affezione.

Cosa prevedono le proposte di legge
Le proposte di legge presentate alla Camera dalle Onorevoli Susanna Cherchi (M5S), Luana Zanella (AVS), Eleonora Evi (PD) e Michela Brambilla (Noi Moderati) chiedono il riconoscimento degli equidi come animali d’affezione e a febbraio 2026 sono state assegnate alla Commissione Agricoltura alla Camera.
Si tratta di un passaggio cruciale: delle diverse proposte di legge per il divieto di macellazione degli equidi presentate nell’arco delle ultime quattro legislature, si tratta della prima volta in cui è stato effettivamente avviato l’iter di esame.

La mozione presentata in Piemonte
Anche in Piemonte cresce il sostegno a favore della fine della macellazione degli equidi. La consigliera regionale Sarah Disabato (M5S) ha infatti presentato una mozione che invita la Regione a unirsi alle proposte di legge che hanno iniziato l’iter di discussione in Parlamento.
Si tratta di un intervento cruciale, che aggiunge un nuovo passo avanti verso la fine dello sfruttamento di tutti gli equidi a scopo alimentare in Italia.

Nel testo presentato sono indicati diversi e fondamentali impegni richiesti alla Giunta piemontese. Tra questi:
- Promuovere iniziative di prevenzione e contrasto del maltrattamento degli equidi e della loro detenzione incompatibile con il benessere animale;
- Valutare l’esclusione della carne equina dai capitolati e dagli indirizzi di acquisto delle mense e dei servizi di ristorazione riconducibili alla Regione Piemonte;
- Attivarsi presso il Governo e il Parlamento, anche attraverso la Conferenza Stato-Regioni, affinché venga definita una disciplina nazionale che riconosca gli equidi come animali d’affezione e preveda il progressivo superamento del loro allevamento, importazione, esportazione e macellazione a fini alimentari;
- Sostenere la calendarizzazione e l’approvazione delle proposte di legge nazionali volte al riconoscimento degli equidi quali animali d’affezione e al rafforzamento della loro tutela.

Sarah Disabato commenta così la su iniziativa:
I cavalli non sono merce da macello, ma esseri senzienti che meritano dignità e protezione assoluta. Con questo provvedimento impegniamo le istituzioni a chiudere la filiera alimentare equina e a riconoscere loro lo status di animali d’affezione, mettendo fine a un sistema che troppo spesso nasconde maltrattamenti e rischi per la salute.
Insomma anche il Piemonte, dove il consumo di carne equina è tra i più bassi a livello nazionale (6%), si schiera a favore degli animali. Salvaguardare gli equidi è d’altra parte una scelta fondamentale per contribuire a ridurre la sofferenza di tutti gli animali sfruttati a scopo alimentare, come già richiesto da migliaia di cittadine e cittadini italiani.

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