L’industria detta l’agenda sul benessere animale mentre l’UE rinvia le riforme
Olivér Várhelyi, Commissario UE per la Salute e il Benessere Animale, e Christophe Hansen, Commissario UE per l’Agricoltura e l’Alimentazione, hanno trascorso 15 mesi incontrando rappresentanti delle industrie della carne, del pollame e dei latticini, trascurando quasi completamente le organizzazioni che si occupano di diritti degli animali.
Questa non è un’accusa, è un dato di fatto.
La domanda è: chi sta davvero decidendo sul benessere animale in Europa?

Oltre 46 incontri con l’industria zootecnica, solo 7 con le ONG
Animal Equality ha analizzato 708 riunioni registrate pubblicamente della Commissione Europea. Ecco cosa è emerso:
- Almeno 46 incontri con le industrie della carne, del pollame e dei latticini sul benessere animale
- Solo 7 incontri con ONG per la protezione degli animali
- 0 menzioni della parola “gabbia” nei temi ufficiali delle riunioni
- 0 menzioni dell’“abbattimento dei pulcini” nei temi ufficiali delle riunioni

I dati parlano chiaro: i Commissari UE Olivér Várhelyi e Christophe Hansen – responsabili del benessere di 300 milioni di animali confinati in gabbia – hanno trascorso 15 mesi incontrando le industrie della carne, del pollame e dei latticini su temi legati al benessere animale, mentre quasi mai hanno incontrato le organizzazioni che difendono quegli animali. Il rapporto di accesso è stato di 7 a 1 a favore dell’industria.
La parola “gabbia” non è mai comparsa negli oggetti delle 708 riunioni della Commissione Europea, e lo stesso vale per “abbattimento dei pulcini”. Questo non significa che questi temi non siano mai stati discussi, indica qualcosa di ancora più preoccupante: in tutti i titoli ufficiali delle 708 riunioni, queste questioni non sono mai apparse all’ordine del giorno. Gli animali sono stati di fatto esclusi dai registri formali.
I titoli delle riunioni non sono casuali. Riflettono una scelta politica precisa.

Il caso del foie gras: parlare di “benessere animale” mentre l’alimentazione forzata non è vietata
I risultati mostrano che entrambi i Commissari, Olivér Várhelyi e Christophe Hansen, hanno tenuto incontri con rappresentanti dell’industria del foie gras per discutere di benessere animale, mentre nessuna ONG per la protezione degli animali ha registrato un singolo incontro con loro.
Secondo il Registro per la Trasparenza dell’UE:
- Il Commissario per il Benessere Animale ha incontrato Euro Foie Gras, l’organizzazione europea che rappresenta i principali Paesi produttori, il 13 febbraio 2025, con il tema dichiarato: “Benessere e salute degli animali”.
- Anche l’ufficio di Christophe Hansen ha incontrato Euro Foie Gras il 18 giugno 2025, con lo stesso tema dichiarato.
A seguito di questi incontri, nell’ottobre 2025 la Commissione Europea ha adottato un atto delegato sui requisiti di commercializzazione del pollame, che non ha eliminato i pesi del fegato ottenuti tramite alimentazione forzata.

La Commissione Europea sta ascoltando le persone sbagliate
Nel 2021, l’Iniziativa dei Cittadini Europei ‘End the Cage Age’, sostenuta da 1,4 milioni di cittadini europei, è diventata una delle più grandi manifestazioni di democrazia partecipativa mai viste nell’Unione Europea, senza precedenti.
In risposta, la Commissione si era impegnata a presentare una proposta legislativa entro la fine del 2023 per eliminare gradualmente le gabbie, ma quella scadenza è passata senza alcuna azione concreta.
E i ritardi non si sono fermati lì.

Il Programma di lavoro 2026 non contiene ancora proposte legislative vincolanti sul benessere animale, limitandosi ad azioni non legislative e lasciando senza risposta le richieste dei cittadini.
Nel 2025, oltre 190.000 cittadini europei si sono nuovamente espressi, chiedendo formalmente il divieto delle gabbie, e quasi il 98% ha ritenuto eticamente inaccettabile l’uccisione sistematica dei pulcini maschi di un giorno.
La Commissione Europea aveva una promessa da mantenere. 190.000 cittadini gliel’hanno ricordato. La loro risposta è stata incontrare almeno 46 volte l’industria che trae profitto dalle gabbie e solo 7 volte le organizzazioni che difendono gli animali al loro interno. Questa è una scelta politica documentata. Abbiamo formalmente richiesto di sapere cosa sia stato discusso, per la trasparenza e la responsabilità che la Commissione Europea deve dimostrare verso i cittadini.
Matteo Cupi, vicepresidente di Animal Equality in Europa
Vogliamo l’industria zootecnica fuori dalla Commissione Europea
Milioni di voci chiedono cambiamento. Ma se i Commissari continueranno a incontrare principalmente i rappresentanti delle industrie che traggono profitto dallo sfruttamento animale, le reali intenzioni dei cittadini europei rischiano di non essere ascoltate… ancora una volta.
Non possiamo permetterlo: è il momento di pretendere decisioni che riflettano davvero la volontà pubblica e proteggano gli animali.

Non si tratta solo di numeri. Questa analisi mostra chi ha realmente accesso alle persone che stanno plasmando le leggi europee sul benessere animale e, cosa altrettanto importante, chi ne è stato escluso.
Per denunciare l’inazione e i ritardi della Commissione nella revisione della legislazione sul benessere animale, Animal Equality ha lanciato una nuova campagna internazionale, “UE: i vostri ritardi, la loro sofferenza”, organizzando proteste a Bruxelles davanti a importanti sedi istituzionali e mettendo in evidenza, tra le altre criticità, l’assenza di un divieto delle gabbie e la continua uccisione sistematica dei pulcini maschi.
Il messaggio è chiaro: ritardi e inattività non sono problemi amministrativi, ma scelte politiche con conseguenze reali.
E non possiamo più tollerarlo.

Unisciti alla lotta
Milioni di animali che soffrono negli allevamenti intensivi possono non comparire nell’agenda ufficiale, ma non sono invisibili per noi.
I cittadini aspettano il cambiamento, mentre milioni di animali restano confinati in gabbie così piccole da non potersi nemmeno girare, e milioni di pulcini maschi vengono uccisi ogni giorno semplicemente perché non sono considerati redditizi.
Ma insieme possiamo fare la differenza e cambiare le loro vite, per sempre.
Unisciti a noi e chiedi alla Commissione Europea di fare la cosa giusta: firma la lettera aperta.

AMICI, NON CIBO!
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