Nessuna prova, nessuna spiegazione: perché la riforma sul benessere animale promessa dalla Commissione UE è scomparsa?
Un’inchiesta di Animal Equality rivela che non esistono documenti interni che spieghino perché la Commissione europea abbia eliminato la tanto attesa proposta di riforma sul benessere animale dal proprio Programma di lavoro 2026, nonostante anni di impegni pubblici.
Cinque anni dopo la promessa della Commissione europea di riformare la normativa dell’Unione europea sul benessere animale, una domanda fondamentale resta ancora senza risposta: chi ha deciso di abbandonare questa riforma e perché?

Secondo la nostra inchiesta, basata su richieste di accesso agli atti presentate ai sensi della normativa europea sulla trasparenza, la stessa Commissione non è stata in grado di individuare un solo documento interno che spieghi perché il pacchetto legislativo sia stato escluso dal Programma di lavoro 2026.
Questa scoperta solleva seri interrogativi su come uno degli impegni più importanti mai assunti dall’Unione europea in materia di benessere animale sia semplicemente scomparso dall’agenda legislativa.

Una promessa sostenuta da 1,4 milioni di cittadini europei
Nel 2021 la Commissione europea si era formalmente impegnata a presentare una proposta legislativa per eliminare gradualmente l’uso delle gabbie negli allevamenti dell’Unione europea, in risposta al successo dell’Iniziativa dei cittadini europei End the Cage Age, sostenuta da oltre 1,4 milioni di cittadini.
L’impegno riguardava centinaia di milioni di animali allevati ogni anno nell’industria degli allevamenti intensivi, tra cui galline ovaiole, maiali, conigli e vitelli.

Per diversi anni la Commissione ha ribadito più volte questo impegno. Ancora nel marzo 2025, il Commissario europeo per la Salute e il Benessere animale, Olivér Várhelyi, aveva dichiarato ai membri dell’Intergruppo del Parlamento europeo sul Benessere animale che una proposta legislativa sarebbe stata presentata nel 2026.
Questa prospettiva si è però interrotta bruscamente quando, nell’ottobre 2025, la Commissione ha pubblicato il proprio Programma di lavoro per il 2026: della proposta legislativa promessa non c’era alcuna traccia.

Alla ricerca di risposte all’interno della Commissione
Per capire cosa fosse accaduto, abbiamo presentato una serie di richieste di accesso agli atti ai sensi del Regolamento (CE) n. 1049/2001, chiedendo tutta la documentazione che spiegasse come fosse stata presa questa decisione.
Le richieste sono state indirizzate a diversi servizi della Commissione, tra cui la DG SANTE, la DG AGRI, la DG GROW, la DG TRADE, il Segretariato generale e gli uffici dei Commissari.

Le risposte hanno delineato un quadro sorprendente:
La DG SANTE, responsabile della legislazione sul benessere animale, ha dichiarato di non detenere alcun documento corrispondente alla richiesta.
Anche la DG GROW ha affermato di non possedere alcun documento.
La DG TRADE e il Segretariato generale hanno fornito esclusivamente la corrispondenza con soggetti esterni. Nessuno dei documenti resi disponibili spiega come la Commissione abbia deciso internamente di eliminare la proposta legislativa dal Programma di lavoro.

La DG AGRI ha trasmesso un solo documento: il verbale di un incontro tra il Commissario europeo all’Agricoltura, Christophe Hansen, ed Eurogroup for Animals. Un documento che non ha alcun collegamento con la decisione oggetto dell’inchiesta.
Gli uffici dei Commissari, pur svolgendo un ruolo centrale nella preparazione e nell’approvazione del Programma di lavoro della Commissione, non hanno ancora fornito alcuna risposta.
Nel loro insieme, queste risposte non lasciano alcuna traccia documentale che spieghi perché uno dei principali impegni della Commissione europea in materia di benessere animale sia improvvisamente scomparso.

Una decisione senza alcuna documentazione?
L’assenza di note informative, valutazioni d’impatto, analisi interne o scambi di comunicazioni tra gli uffici dei Commissari appare particolarmente significativa, considerata la rilevanza politica della decisione.
L’eliminazione di un intero pacchetto legislativo dal Programma di lavoro annuale della Commissione non rappresenta infatti un semplice passaggio amministrativo. Normalmente richiede discussioni tra più Direzioni Generali e, infine, un accordo politico del Collegio dei Commissari.
Eppure nessuno dei servizi che abbiamo contattato ha individuato documenti interni che documentino questo processo. Questo solleva evidenti interrogativi sulla trasparenza e sulla responsabilità dimostrata dalla Commissione europea.

Animal Equality chiede un riesame formale
Alla luce delle risposte ricevute, abbiamo richiesto un riesame formale della gestione delle richieste di accesso agli atti da parte della Commissione.
L’organizzazione sostiene che la totale assenza di documentazione interna alimenti seri dubbi sul fatto che siano stati effettivamente individuati tutti i documenti pertinenti oppure che le ricerche effettuate dai diversi dipartimenti siano state sufficientemente approfondite.
La Commissione ha confermato di aver ricevuto la richiesta di riesame e ha già prorogato il termine previsto per la risposta. Inoltre, a seguito della richiesta, il Segretariato generale ha riconosciuto che nella ricerca iniziale non erano stati individuati ulteriori documenti rientranti nell’ambito della richiesta e ha avviato una nuova procedura di accesso agli atti per esaminarli.

Chiediamo responsabilità, trasparenza e un cambio immediato
All’inizio di questo mese, la nuova Strategia europea per la zootecnia ha nuovamente fatto riferimento all’intenzione di presentare una futura normativa per eliminare progressivamente l’uso delle gabbie e porre fine all’uccisione sistematica dei pulcini maschi grazie alle tecnologie di sessaggio in ovo.
Tuttavia, questi impegni restano semplici dichiarazioni politiche e non norme giuridicamente vincolanti, mentre nessuna proposta legislativa è stata ancora pubblicata.
Il fatto che la Commissione europea non sia in grado di spiegare come e perché abbia rinunciato a uno dei suoi principali impegni sul benessere animale è inaccettabile. Dopo anni di rinvii, scadenze mancate e promesse non mantenute, questa persistente mancanza di trasparenza non fa che aumentare le preoccupazioni sul futuro della riforma.

I milioni di animali ancora confinati nelle gabbie, e gli 1,4 milioni di cittadini europei che hanno chiesto un cambiamento, meritano risposte chiare e azioni concrete, non ulteriore incertezza.
Mentre iniziano i lavori per il prossimo Programma di lavoro annuale della Commissione, chiediamo all’istituzione di onorare finalmente l’impegno assunto nei confronti di 1,4 milioni di cittadini europei e di presentare le riforme che milioni di animali allevati a scopo alimentare attendono ormai da anni.

Gli animali hanno aspettato anche troppo
Il mancato avanzamento di questa riforma promessa da parte della Commissione europea, insieme alla mancanza di responsabilità e trasparenza sulla decisione di abbandonarla, lascia milioni di animali ancora privi delle tutele promesse.
Firma la lettera aperta e chiedi alla Commissione europea di smettere di rimandare e di presentare finalmente una legislazione ambiziosa e vincolante che includa il divieto delle gabbie e la fine dell’uccisione sistematica dei pulcini maschi.
Basta rinvii. Basta scuse.

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