7 anni di investigazioni contro abusi e maltrattamenti sugli animali in Asia

Ogni anno oltre 10 milioni di cani vengono macellati per la loro carne e la loro pelle in Cina, e per questo motivo nel 2013 Animal Equality ha deciso di iniziare ad indagare su questa terribile attività, direttamente sul posto. I nostri investigatori hanno viaggiato in tutta  la Cina e con l’aiuto di alcuni coraggiosi attivisti locali si sono infiltrati sotto copertura tra i gruppi criminali che gestiscono il traffico di cani in diverse regioni del paese.

Guarda la nostra prima investigazione in Asia per portare alla luce il commercio di carne di cane:

Di recente, proprio dalla Cina sono arrivate delle prime notizie positive per questi animali, milioni di cani sfruttati da questo business,  e altri animali come i gatti. Infatti, in una nota ufficiale divulgata dal Ministero dell’Agricoltura cinese, cani e gatti sarebbero stati tolti dalla lista degli animali commestibili. Non possiamo che essere felici di tale notizia, che abbiamo voluto approfondire in un articolo. Tuttavia è sempre importante e necessario approfondire bene notizie così eclatanti, anche perché già nel 2003, quando scoppiò la SARS, vennero adottati divieti relativi ai wet market che furono però riaperti non appena attenzione ed emergenza calarono. 

Noi crediamo invece che ciò che hanno visto i nostri investigatori in Asia in oltre 7 anni di investigazioni sia la prova necessaria a porre fine per sempre agli abusi su questi animali, non solo cani e gatti, ma tutti quelli che nei wet market – i mercati umidi dove si vendono animali vivi e si macellano sul posto – vengono uccisi tra estreme sofferenze.

Pelle e carne: il mercato di cani e gatti in Cina

Per diverse settimane i nostri investigatori hanno documentano l’orrore che vivono i cani allevati, rubati e venduti per il commercio della loro carne della loro pelle in Cina: la maggior parte dei cani viene catturata per strada, fatta crescere  in allevamenti clandestini o rubata alle loro famiglie. Gli animali vengono tenuti in gabbie o strutture affollate e sporche, molti soffrono di malattie e infezioni e vengono trasportati nei macelli in minuscole gabbie dove non riescono nemmeno a stare in piedi, senza che nessuno presti loro attenzione in caso di ferite o malattie. 

Il nostro team ha ripreso le immagini nei macelli illegali, luoghi sporchi, dove non esiste pietà. I cani vengono percossi, trascinati, trattati come oggetti e  confinati in stanze buie dove sono costretti a vivere tra gli escrementi, mentre guardano i loro compagni che vengono massacrati. In due strutture a Jiaxing, nella provincia di Shandong, i nostri investigatori hanno documentato l’uccisione e la scuoiatura dei cani: per fare questo i cani vengono prima storditi con dei colpi ripetuti sulla testa, poi viene loro tagliata la gola, il tutto mentre pienamente coscienti.  I nostri investigatori hanno visto molti di loro riprendere conoscenza mentre morivano dissanguati. Scene terribili che i nostri investigatori non dimenticheranno mai

I corpi dei cani vengono venduti per la loro carne sulle  bancarelle dei mercati, mentre le loro pelli vengono utilizzate per fare cappotti, giocattoli e borse. Al mercato di Guangzhou, nella provincia del Guangdong, nel sud della Cina, gli investigatori di Animal Equality hanno scoperto che i commercianti vendono tappeti fatti di pelliccia di gatto e cane, alcuni dei quali realizzati con i resti di nove o più animali.

Le immagini ottenute hanno fatto il giro del mondo ed hanno portato a grandi progressi: dopo aver diffuso queste indagini, 33 mercati e un macello di cani e gatti illegale sono stati chiusi. E per un cane in particolare l’arrivo degli investigatori di Animal Equality è stato provvidenziale: grazie ad un espediente, infatti, i nostri investigatori sono riusciti a portare in salvo un cane da uno dei terribili macelli in Cina: Vita

Vita è un simbolo: salvata da morte certa e portata in Spagna, lontano dall’orrore che aveva vissuto e affidata a una famiglia pronta a darle tutto l’amore e l’affetto che meritava.

«Abbiamo incontrato Vita in un mattatoio di Zhanjiang – uno delle migliaia di macelli di cani in tutta la Cina. Appena siamo arrivati, siamo stati scioccati dalle sue condizioni: il suo corpo tremava e il suo sguardo cercava aiuto. Mentre il macellaio uccideva gli altri cani, i suoi occhi ci pregavano di portarla fuori di lì. Abbiamo quindi guadagnato la fiducia dei lavoratori e con uno stratagemma siamo riusciti a portare Vita con noi»

Quando Vita è stata portata dal veterinario, i nostri attivisti hanno fatto una scoperta che ha reso questo salvataggio ancora più efficace ed ancora più emozionante: Vita, infatti, portava in grembo i suoi splendidi cuccioli, una vera storia a lieto fine. Oggi Vita, con i suoi cuccioli, è ambasciatrice di tutti gli altri individui che ancora devono affrontare un terribile destino.

Guarda ora il video del salvataggio di Vita dall’inferno di allevamenti e macelli di cani in Cina

Nei Mercati di carne di pollo in India

Nel 2017 Animal Equality ha deciso di ampliare il suo lavoro in Asia, spostandosi in India, per mostrare la crudeltà dell’industria della carne di pollo nel paese. Per 6 mesi i nostri investigatori hanno  indagato le fattorie e i mercati nelle città di Pune, Raigad e Delhi. 

Qui  i nostri investigatori hanno documentato le terribili condizioni di allevamento, trasporto e macellazione a cui sono sottoposti questi fragili animali. Nei wet market indiani i polli rimangono in gabbie minuscole per giorni senza cibo né  acqua. Molti di loro sviluppano infezioni e malattie a causa della mancanza di qualunque norma igienica di base, e nessuno li assiste in caso di malattie o ferite. Gli animali vengono uccisi sul posto, con il taglio della gola e poi li abbandonano così,  sdraiati in terra, sul suolo sporco e pieno di sangue e resti degli altri animali, ad agonizzare per interi minuti. Alla fine, i cadaveri vengono spennati, bruciati o bolliti in acque torbide, in condizioni igieniche terribili.

Secondo gli standard di sicurezza alimentare del paese, i polli dovrebbero essere macellati in macelli autorizzati e precedentemente storditi . Tuttavia, queste norme vengono violate sistematicamente nella maggior parte dei casi. Le condizioni di sporcizia estrema e mancanza di igiene  dei wet market in India sono infatti spesso al centro di focolai di malattie come malaria, tifo e ittero.

Il consumo di carne di pollo in India è in costante aumento, infatti, nonostante l’India sia un Paese storicamente a prevalenza vegetariana, negli ultimi anni il consumo di carne di pollo  sta aumentando, a causa di una pressione politica e di lobbying costante da parte di grandi multinazionali europee che lavorano per espandere il proprio mercato in nuovi territori, come ha spiegato bene Sabrina Giannini in una delle ultime puntate del suo programma Indovina chi viene a Cena, a cui abbiamo dedicato un approfondimento. 

I wet market, una minaccia reale

Da pochi giorni, abbiamo rilasciato una nuova investigazione con immagini raccolte nei wet market in Cina, India e Vietnam nel corso delle nostre ricerche. Questi luoghi sono dei veri inferni sulla terra per gli animali, poiché in questi luoghi nessuna legge li tutela da torture e abusi.

Ma non solo, i wet market sono anche una minaccia per la salute pubblica globale, perché questi mercati, dove animali selvatici e allevati convivono ammassati in gabbie strettissime, infatti, rappresentano i luoghi ideali per il passaggio dei virus zoonotici ad altre specie o direttamente all’uomo. È il caso della SARS, che si diffuse proprio in uno di questi mercati in Cina, e numerosi  ricercatori autorevoli ritengono che anche l’attuale pandemia di COVID-19 possa avere avuto origine in uno di questi wet market.

Per questo – per l’estrema sofferenza causata agli animali e per la minaccia che rappresentano per la salute umana – abbiamo lanciato una petizione per per chiedere all’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) di vietare i wet market, in tutto il mondo!

La petizione ha già raccolto oltre 350.000 firme, se non l’hai ancora fatto firma la petizione alle Nazioni Unite e aiutaci a chiudere  questi luoghi per sempre.