Cos’è successo in Francia?

Sembrerebbe che gli sforzi delle associazioni di animalisti e privati cittadini d'oltralpe inizino a dare alcuni risultati: con l'approvazione dell'emendamento n°22 all'articolo 4 del progetto di legge per il rispetto degli animali, dal 1 gennaio 2018, ogni struttura adibita a trasporto, alloggio, immobilizzazione, stordimento, macellazione e abbattimento degli animali dovrà essere munita di un sistema di video sorveglianza interno

 

Fino a qui tutto bene, verrebbe da dire. La notizia, però, sta dando adito a diverse critiche, anche da parte delle organizzazioni animali francesi che in questi anni hanno portato avanti le più importanti battaglie per i diritti animali.

 

 

L214, una fra le più attive sul territorio francese, ha infatti espresso alcune perplessità: alla votazione hanno partecipato solo 32 deputati su 577 ed in questa camera praticamente deserta si è deciso comunque di non approvare altri punti importanti come il divieto di macellazione di mucche gravide, il divieto di macellazione senza stordimento o il diritto di ispezione non programmata nei macelli da parte dei parlamentari.

 

In più, lamenta sempre L214, il sistema di video sorveglianza sarà accessibile solo a persone già attualmente presenti all'interno di questi impianti.
I controlli del Ministero dell'Agricoltura hanno rivelato come l'80% dei macelli francesi non rispettino nemmeno le norme minime, ed in questo senso, viene automatico chiedersi che senso abbia obbligare queste strutture a dotarsi di sistemi di video sorveglianza se poi le associazioni animaliste ed i cittadini stessi non abbiano il diritto di accedervi.

30 Millions d'Amis, altra organizzazione francese rincara la dose: se gli unici a poter accedere a questi filmati sono figure che già operano all'interno di queste strutture, chi darà l'allarme in caso di abuso? Perché le organizzazioni per la protezioni degli animali sono state escluse?

 

C'è comunque una notizia positiva in tutto questo: il maltrattamento degli animali è diventato in Francia un crimine a tutti gli effetti.

 

Grazie proprio al provvedimento passato alla camera, le pene per questo reato andranno dai 6 ai 12 mesi di reclusione e potranno implicare sanzioni fino a 7500€.