Europa e animali: le nostre azioni per arrivare alla dismissione degli allevamenti intensivi

Noi di Animal Equality, insieme a LAV, Lega Nazionale del Cane ed Essere Animali abbiamo scritto ai parlamentari europei italiani della Commissione agricoltura e della Commissione ambiente richieste e indicazioni per favorire il miglioramento del Green Deal europeo – il documento che guiderà l’Europa verso la sostenibilità nei prossimi 10 anni. 

La pandemia da COVID-19 ha mostrato molto chiaramente quanto possano essere devastanti i risultati delle modalità in cui commercializziamo, alleviamo e deteniamo gli animali. 

Da millenni, virus e batteri sono veicolati da animali domestici e selvatici, ma ciò che è cambiato è il modo in cui gli esseri umani interagiscono con loro. Il commercio – legale e illegale – di animali selvatici, l’urbanizzazione e la distruzione degli habitat naturali a scopi agricoli, in particolare per gli allevamenti intensivi, sono una combinazione che aumenta infatti in modo elevato il rischio di pandemie come quella che stiamo vivendo ora.

Per questi motivi e a seguito dell’invio di opportune raccomandazioni alla Commissione europea e al Governo italiano, Animal Equality e le altre organizzazioni coinvolte hanno inviato le proprie raccomandazioni anche ai 15 europarlamentari italiani membri della Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale (AGRI) e della Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI) presso il Parlamento europeo chiedendo ai rappresentanti dei cittadini italiani in Europa di sostenerle e di promuoverne l’integrazione nel Green Deal europeo ancora in discussione. 

Tra le raccomandazioni le principali sono: 

  • L’immediata restrizione del commercio di animali selvatici in Europa; 
  • L’introduzione di un piano d’azione per il bando definitivo della commercializzazione della fauna selvatica con un impegno chiaro da parte della Commissione europea; 
  • La rapida adozione di un divieto a livello europeo di importazione, (ri)esportazione e commercio interno di avorio; 
  • Un supporto finanziario dall’UE e dagli Stati Membri a centri di recupero e santuari;
  • La riforma della PAC in modo che il denaro pubblico non sia più destinato a metodi di allevamento intensivi ma piuttosto alla riconversione delle attività;
  • L’inserimento del benessere animale come pilastro a sé stante per un cambiamento reale delle condizioni di vita degli animali, dalla fase di trasporto e macellazione alle condizioni di allevamento, come per il caso dell’acquacoltura; 
  • Il sostegno concreto ad agricoltori e ricercatori impegnati nello sviluppo di proteine vegetali;
  • Un chiaro impegno a ridurre il consumo di carne e incrementare una dieta a base vegetale nell’UE; 
  • Una riduzione degli antimicrobici attraverso il miglioramento del benessere animale; 

La strategia “Farm-to-Fork” delineata dall’UE nel suo Green Deal è un primo passo verso una forte presa di posizione da parte dell’Unione europea verso un cambiamento reale del sistema alimentare, che non rappresenti più uno status quo impossibile da modificare e migliorare, ma vogliamo che sia più decisa nell’affrontare il problema degli allevamenti intensivi e riconosca in maniera più esplicita la loro pericolosità per ambiente e salute pubblica!

Il documento contiene molti elementi positivi, come l’espansione e un miglior rafforzamento della legislazione sul benessere degli animali da allevamento, la revisione degli standard di marketing e un nuovo quadro per un sistema alimentare sostenibile. Ma ci sono ancora tanti passi da compiere perché tutto questo diventi realmente efficace e tangibile

Un tweetstorm per dire STOP alle pandemie

Per continuare a tenere alta l’attenzione sul tema, Animal Equality, Essere Animali, LAV e LNDC hanno anche lanciato un tweetstorm rivolto ai parlamentari italiani in Europa, oggi martedì 23 giugno. Gli hashtag utilizzati #StopPandemie #StopPandemics sono diventati velocemente tendenza in Italia e in tutto sono stati inviati oltre 40.000 tweet rivolti agli europarlamentari.

«Le istituzioni europee e i parlamentari in primis, diretta espressione della volontà dei cittadini italiani, giocano un ruolo fondamentale nella diffusione di queste buone pratiche e questi miglioramenti concreti sul nostro territorio. La situazione in cui ci troviamo oggi e la conseguente crisi economica, che richiederà peraltro l’introduzione di numerosi incentivi a fondo perduto, ci deve spingere a un miglioramento del nostro rapporto con animali, ambiente e salute pubblica. È necessario che anche i parlamentari italiani facciano la loro parte, analizzando e supportando l’introduzione di queste raccomandazioni nelle strategie Biodiversity to 2030 e Farm-to-Fork all’interno del Green Deal europeo. Un futuro migliore è possibile anche grazie alle decisioni che prenderemo oggi».

Dichiarazione congiunta da parte delle organizzazioni

Il nostro lavoro non si ferma certo qui! Il compito di Animal Equality e delle organizzazioni coinvolte ora è quello di vedere integrati i propri suggerimenti nei documenti ufficiali delle strategie Europee. In caso contrario continuare le proprie attività e dimostrazioni per far valere non solo i diritti degli animali, ma anche quello delle persone a vivere un futuro senza la minaccia di problemi di salute pubblica.

Ci vogliono pressioni politico-economiche, ci vogliono documentazioni e reportage per mostrare la verità e azioni di peso. Noi abbiamo intenzione di percorrere tutte queste strade per arrivare alla risoluzione del problema. 

Noi siamo la voce fuori dal coro e vogliamo continuare ad esserlo: supporta chi combatte ogni giorno in prima linea per il futuro degli animali, delle persone e del Pianeta.