Le Iene: anche in TV le crudeltà degli allevamenti di maiali, e non sono casi isolati

Grazie al servizio andato in onda su Le Iene si torna a parlare delle terribili condizioni di vita dei maiali negli allevamenti italiani.

Ieri in prima serata è andato in onda, al programma Le Iene, un servizio di denuncia sulle terribili condizioni di vita di centinaia di migliaia di maiali allevati nel Nord Italia. 

Ancora una volta sono state mostrate in prima serata immagini terribili che svelano  le sofferenze a cui sono costretti gli animali sfruttati per la loro carne dall’industria alimentare.

Le immagini sono state raccolte da un ex dipendente dell’allevamento, che ha  documentato le terribili condizioni di vita e la sofferenza di questi animali. Inoltre, gli inviati della redazione de Le Iene – accompagnati dalla LAV – sono entrati in altri allevamenti di proprietà dell’imprenditore suinicolo,  riscontrando le medesime agghiaccianti condizioni. 

Solo nell’allevamento dove lavorava l’operatore  che ha girato i video vengono allevati circa 16 mila maiali, un numero così alto da rendere praticamente inevitabili condizioni igienico-sanitarie precarie e difficili da gestire. 

Questo è quello che ha mostrato e raccontato a Le Iene:

Un maiale si abbevera da una mangiatoia piena di liquami – Le Iene

Nei video si vedono chiaramente: ambienti totalmente insalubri, non curati, assenza di luce e di aria fresca a causa di sistemi di aerazione malfunzionanti, scarso accesso all’acqua per i maiali. Non mancano anche lettiere intasate e animali costretti a vivere su un terreno ricoperto di feci e urina, costretti a mangiare ed abbeverarsi nella mangiatoie anch’esse piene di feci.

Tutti liquami che, senza un ricambio d’aria adeguato, esalano pericolose sostanze tossiche, come ad esempio l’ammoniaca, che fanno ammalare gli animali e che inquinano anche l’ambiente.

Il cadavere di un maiale abbandonato – Le Iene

Gli inviati de Le Iene hanno potuto vedere anche decine di animali morti a causa delle condizioni di sofferenza estrema e cadaveri non smaltiti  correttamente, lasciati in putrefazione in mezzo ai compagni . In alcuni casi erano anche accumulati in celle frigorifere non funzionanti, totalmente inadeguate a rispondere alle norme di legge.

Un maiale all’interno dell’allevamento mangia il cadavere di un suo simile – Le Iene

Si possono vedere nei video anche animali sofferenti, malati o feriti lasciati in mezzo ai compagni senza ricevere l’adeguata assistenza o le adeguate cure mediche. Cadaveri e animali morenti abbandonati  in mezzo agli altri maiali, una problematica gravissima che può anche innescare o causare veri e propri fenomeni di cannibalismo.

Pozza di liquami all’esterno dell’allevamento – Le Iene

Anche all’esterno gli inviati de Le Iene hanno potuto documentare numerose illegalità, come ad esempio un’assenza totale di cura per lo smaltimento dei liquami prodotti nell’allevamento, con lo sversamento di sostanze inquinanti nell’ambiente circostante. Si tratta di pratiche illegali che inquinano gravemente l’ambiente circostante, l’aria e le falde acquifere. 

Questo non è un caso isolato

Una delle cose che si possono pensare guardano queste immagini è che si tratti di un caso isolato – durante il servizio stesso il giornalista ricorda che non tutti gli allevamenti sono gestiti in questo modo –  ricorrendo ad una retorica spesso usata in questi casi, che vorrebbe che le immagini mostrate rappresentassero solo delle “mele marce”, mentre la maggior parte degli allevamenti rispetta le norme e gli animali.

Ovviamente si tratta di una non-verità, smontata dalle numerosissime investigazioni svolte da Animal Equality nel corso degli anni all’interno di allevamenti e macelli nel nostro paese, ma anche dai lavori di tante altre organizzazioni. 

Solo nel 2018, nel nostro paese, le organizzazioni per i diritti degli animali hanno rilasciato ben 19 differenti inchieste realizzate all’interno di strutture italiane, documentando con foto e video scene raccapriccianti sia dal punto di vista etico che dal punto di vista di sicurezza sanitaria del consumatore.

Pochi mesi fa, nel 2019, siamo entrati all’interno di un allevamento di maiali nel Nord Italia. Le immagini – andate in onda in prima serata sul Tg2 grazie al giornalista Piergiorgio Giacovazzo –  mostravano un gravissimo livello di incuria: lo stabile infestato da ragni, topi e scarafaggi, il soffitto a pezzi, nei corridoi e in prossimità delle gabbie cuccioli morti, morenti e recinti allagati da feci e urine. 

Attraverso il nostro lavoro, insieme ad altre svariate inchieste giornalistiche, abbiamo ampiamente dimostrato quanto il sistema dei controlli negli allevamenti da parte del Ministero della Salute sia carente, mentre spesso le sanzioni si limitano a semplici multe che non comportano certo cambiamenti radicali e punitivi importanti per gli allevatori che commettono questi abusi. Nel servizio andato in onda a Le Iene, quando il giornalista chiama il servizio dei Carabinieri Forestali, segnalando le irregolarità di questi allevamenti, le forze dell’ordine all’altro capo del telefono ammettono di aver avuto una precedente segnalazione e di essere intervenuti senza però evidentemente risolvere la situazione o punire l’allevatore per gli evidenti illeciti commessi.

In tutti gli allevamenti che abbiamo investigato in questi anni di attività abbiamo sempre riscontrato una estrema e gravissima sofferenza degli animali e condizioni igieniche scadenti, totalmente inaccettabili per la tutela dei cittadini.

A darci un assist in questo senso è proprio il proprietario degli allevamenti infernali indagati dal servizio delle Iene; intervistato dal giornalista l’uomo commenta così le immagini riprese all’interno dei suoi allevamenti:

«…Gli allevamenti intensivi si sa come sono… sono così, cerchiamo di tenerli nelle migliori condizioni possibili».

La misera vita degli animali negli allevamenti 

Anche nel caso di un allevamento intensivo a norma, che segue le regole, che cerca di rispettare il più possibile gli animali, parliamo di strutture dove vengono allevati 16.000 animali. Come possono 16.000 animali rinchiusi all’interno di capannoni, seppur arricchiti, esprimere i bisogni naturali più basilari?

Gli animali non servono solo a produrre: a produrre carne, a produrre formaggi, latte o uova. Non sono oggetti, numeri, “cose” destinate ad essere trasformate per il piacere umano. Questa industria non riconosce nemmeno i bisogni più basilari degli animali, ha perso totalmente il contatto con la realtà e nel mondo ogni secondo sono vittime di questa industria 4.756 animali,  un totale di 150.000.000.000 animali all’anno.  

Sempre più attenzione sul tema animali 

L’attenzione verso i problemi legati all’allevamento intensivo degli animali, alla sofferenza che proprio gli allevamenti intensivi generano, ma anche all’impatto che hanno sul cambiamento climatico è sempre più accesa. 

Un cambiamento è necessario ed inevitabile, non possiamo e non dobbiamo ignorare che le nostre attuali abitudini alimentari hanno un impatto enorme non solo sugli animali ma anche sulle persone e su tutto il Pianeta. 

Poco prima dell’episodio de Le Iene, nella striscia online “Iene.it: aspettando le Iene” la giornalista Giulia Innocenzi ha parlato della nostra azione con l’attore e attivista Joaquin Phoenix su Tower Bridge a Londra. Una dimostrazione pacifica che ha voluto porre l’attenzione sulla correlazione tra allevamenti intensivi e cambiamenti climatici, esortando le persone a provare una dieta a base vegetale.

Si tratta di un’azione importante, ma anche tu puoi fare qualcosa per gli animali. Scegli un’alimentazione a base vegetale!