Telecamere nascoste mostrano maiali picchiati e trascurati

L’organizzazione australiana per i diritti animali Animal Liberation NSW ha appena rilasciato, in collaborazione con Aussie Farms, alcuni filmati da telecamere nascoste che mostrano ciò che avviene all’interno degli allevamenti intensivi.

Le riprese provengono da Yelmah Piggery, un allevamento di scrofe da riproduzione nel sud dell’Australia. Le telecamere, piazzate nella struttura tra il 2015 e il 2016, hanno rivelato operai che:

  • Percuotono maiali e maialini;
  • Cavalcano le scrofe facendogli del male;
  • Scaraventano maialini in aria;
  • Tagliano orecchie e denti ai maialini senza anestesia;
  • Inseminano artificialmente le scrofe con dei tubi.

Inoltre, un gruppo di investigatori ha trovato moltissimi maialini malati, feriti e morti. Alcuni addirittura a pezzi, mangiati dagli animali selvatici nelle vicinanze. Ogni maiale ritenuto troppo debole per continuare la specie viene ucciso sul posto e lasciato a marcire all’esterno, su un mucchio di concime con molte altre carcasse. Altri maiali vengono rinchiusi in “recinti comuni” di cemento, costretti a vivere nel proprio letame.

Una notte, gli investigatori hanno notato una scrofa caduta – o spinta – nel tunnel delle fognature sotto i recinti, tra feci e urina senza cibo o acqua. La notte successiva, le sue condizioni erano peggiorate e non era stato fatto palesemente alcun tentativo di tirarla fuori di lì. La scrofa è stata rimossa dalla fognatura grazie all’intervento della RSPCA (Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals).

Molte di queste scene non sono che una testimonianza rappresentativa di problemi diffusi nel settore dell’allevamento. Finché i maiali saranno visti come semplici beni alimentari, sarà normale abusarne e trattarli senza il minimo rispetto. In confronto ad altri allevamenti australiani, Yelmah è uno dei più rispettosi del benessere animale, almeno sulla carta: non ha gabbie di confinamento delle scrofe e non pratica il taglio della coda dei maialini. Eppure, come mostra quest’investigazione, non c’è niente di più lontano dalla compassione.