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Nuova inchiesta choc: crudeltà in un macello di maiali nel cremonese

giugno 10, 2021
Zema cremona

Violenze inaudite sui maiali nel macello dall’azienda Zema, leader in Italia e all’estero nel settore della distribuzione di carni

Ancora una volta Animal Equality documenta quello che accade in un macello italiano, per svelare le terribili crudeltà che gli animali sono costretti a subire in questi luoghi.

La nuova inchiesta racconta ciò che avviene all’interno dell’impianto di macellazione Zema S.r.l., dove tra maltrattamenti, violazioni sistematiche delle norme sul benessere animale, e casi di vere e proprie uccisioni crudeli vengono uccisi circa 3.000 animali a settimana.

Guarda il video della nostra ultima investigazione: 

Zema S.r.l. è un’azienda della provincia di Cremona che si occupa di macellazione e lavorazione di carni suine fin dal 1987, nonché una delle molte aziende rappresentative del Made in Italy sia in Italia che all’estero. 

Degli oltre 800.000 suini allevati nel cremonese, circa 150.000 all’anno raggiungono questo impianto di macellazione. Circa il 19% dei suini della provincia di Cremona sono quindi macellati in questa struttura.  

Sebbene l’azienda si promuova come una realtà che pone particolare cura agli animali, le immagini analizzate dai nostri investigatori nel macello mostrano una situazione ben diversa.

Le terribili violenze sugli animali nel macello Zema S.r.l.

Le immagini mostrano le terribili pratiche che quotidianamente avvenivano nella struttura, tra cui: 

  • Operatori che commettono numerosi maltrattamenti sui maialini, dandogli calci, colpi con aste; alcuni animali vengono trascinati per le orecchie o le zampe; 
  • Violazioni sistematiche fino ad arrivare a casi di vere e proprie uccisioni crudeli; 
  • Stordimento inefficace o inadeguato, alcuni animali venivano mutilati ancora coscienti (nei video si vedono alcuni maiali messi sul nastro trasportatore con le zampe parzialmente staccate e mutilate); 
  • Animali sgozzati ancora coscienti o in modo inadeguato nel caso dei cuccioli, che finiscono per provare enorme dolore anche nella fase di uccisione e dissanguamento; 
  • I video rivelano come gli animali venissero inseriti nella gabbia di stordimento in gruppo, in violazione delle norme di benessere animale, che richiedono che ogni animali sia stordito singolarmente; 
  • Anche il momento dello scarico degli animali presenta criticità. I video mostrano animali che cadono da camion inadeguati, senza le rampe per la discesa, spinti dagli operatori stessi;   
  • In una delle sequenze più tragiche dei video raccolti dagli investigatori si vede un operatore che colpisce ripetutamente un maialino in testa con un’asta di ferro e poi lo scaglia contro un muro per poi gettare il corpo dell’animale morente oltre il recinto; 

Queste immagini provano la mancanza di controlli e di rispetto delle norme da parte degli operatori, in qualunque fase della produzione, dall’arrivo degli animali alla loro morte. 

Le denunce di Animal Equality contro questo macello 

A seguito della raccolta di questa documentazione, Animal Equality ha presentato due esposti in Procura e una denuncia per pubblicità ingannevole presso l’AGCM nei confronti di Zema S.r.l. 

Nonostante questo – da aprile 2020 ad oggi – nulla sembrerebbe essere cambiato e non vi sono stati riscontri ufficiali da parte delle autorità

 “La nostra investigazione ha messo in luce ancora una volta i maltrattamenti e le brutalità che subiscono gli animali coinvolti nella filiera agroalimentare insieme con la mancanza totale di controlli adeguati e del rispetto delle leggi vigenti in materia di benessere animale. Non possiamo accettare che questa situazione rimanga invariata e continueremo a batterci perché i diritti degli animali vengano realmente tutelati”.

Alice Trombetta, direttrice di Animal Equality Italia

A partire da dicembre 2017, Animal Equality ha lanciato una petizione rivolta al Ministero della Salute e a quello dell’Agricoltura per mettere fine a una serie di crudeltà sistematiche che avvengono ogni giorno nei macelli italiani. 

La campagna – supportata da conseguito di investigazioni realizzate nei macelli italiani – ha superato le 200.000 firme di cittadini italiani che chiedono maggiori controlli, l’introduzione di sistemi di sorveglianza come le CCTV e l’obbligo di stordimento degli animali con la cancellazione di tutte le deroghe.



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