Vicino Orte un treno ha investito un gregge di pecore

È accaduto ieri. Nel primo pomeriggio, il treno proveniente da Venezia e diretto a Roma, ha arrestato la sua corsa quando sui binari ha trovato, e colpito, un gregge di pecore.
La notizia è stata riportata dai media con particolare attenzione a chiarire che nessun passeggero è rimasto ferito nell'incidente e che la circolazione è ripresa anche se dopo qualche disagio.
Nessuna parola è stata invece spesa per gli animali, che sono le principali vittime di questo evento, come di molti altri. Non ci sono immagini che testimoniano quanto è accaduto, nessuno che scriva quante pecore sono morte, animali trattati come una moltitudine e non come singoli individui; uno o centomila non fa differenza, se non per il danno economico subito dall'allevatore.  Come sempre accade di fronte a simili tragedie, difficilmente ci si ferma a riflettere su quanta sofferenza affligge le vite di questi animali, sul loro ruolo all'interno della società: le pecore non hanno valore in quanto esseri senzienti ma solo perché indispensabili per produrre latte, carne e lana.

Se un treno si scontra con un gregge di pecore non è importante sapere che la circolazione riprende dopo ore di disagi, ma è invece fondamentale ricordare che degli individui, già sufficientemente offesi dalla vita a cui li abbiamo destinati, sono tragicamente morti. Ed avremmo potuto evitarlo combattendo il problema alla radice, lottando affinché anche l'ultimo allevamento cessi la sua attività e nessun individuo venga più sfruttato.