Riparte la nostra campagna ‘Salva Un Agnello’

Italia

Rilanciamo la nostra campagna sapendo di poter contare su una sempre più crescente opposizione alla crudeltà che colpisce questi cuccioli indifesi. Attraverso le nostre investigazioni sotto copertura abbiamo mostrato scene di violenza diffuse e non casi isolati.

Immagine dell'investiazione sulla carne di agnello - 2013Agnelli lasciati morti per giorni all'aperto, altri senza cure veterinarie e in stato di ipotermia. Abbiamo documentato la 'pesatura', una pratica ritenuta illegale; gli agnelli, terrorizzati, vengono legati, issati per i carpi (polsi) e pesati in gruppi.

Nei macelli abbiamo trovato cuccioli stressati e spaventati, che si ammassano l'uno sull'altro urlando e rimanendo spesso impigliati nei recinti, ferendosi, nell'attesa di essere uccisi.

Tutta questa violenza può finire. In prossimità della Pasqua dello scorso anno la riduzione degli ordini di carne d'agnello è arrivata al 40% (secondo fonti della stessa industria ovina). É oramai evidente quanto la crudeltà verso questi cuccioli stia colpendo l’opinione pubblica.

Durante le prossime settimane la nostra campagna 'Salva Un Agnello' permetterà a sempre più persone di conoscere cosa accade a questi cuccioli. Attraverso azioni pubbliche, campagne on line, immagini e filmati ci impegneremo insieme per ottenere anche di più di quanto abbiamo potuto fare lo scorso anno. La possibilità di cambiare il destino di questi animali è nelle nostre mani, si manifesta attraverso le nostre scelte.

Durante le festività tradizionali come la Pasqua possiamo fare la differenza.

www.SalvaUnAgnello.com