Il destino crudele dei polli italiani: è ora di agire.

Animal Equality inaugura un nuovo importante percorso per costruire un mondo migliore per gli animali più uccisi al mondo: i polli. Cosa abbiamo intenzione di fare? Scoprilo con questo video:

Ogni anno, solo in Italia, vengono macellati più di 500 milioni di polli, in un mercato che sta crescendo a dismisura e che sta causando sempre più sofferenze a questi delicati e intelligenti animali.

I consumi di carne bianca sono cresciuti in modo esponenziale, sulla scia di una retorica che propone questa carne come più “sana”, nascondendo in realtà i tanti problemi e controversie che coinvolgono non solo la produzione ma anche gli animali, esposti a sofferenze terribili e prolungate.

LE SOFFERENZE DEI POLLI 

Le sofferenze dei polli all’interno degli allevamenti intensivi sono inimmaginabili e spesso sconosciute, ma questi animali soffrono fin dalla nascita a causa di un trattamento spietato da parte dell’industria.

1. LA SELEZIONE GENETICA

Tutto comincia con la selezione genetica.

Per l’industria infatti, è fondamentale che ogni animale produca il più possibile, ma per raggiungere questo obiettivo hanno optato per la scelta più distruttiva per il corpo di questi animali, una selezione genetica esasperata che li costringe all’interno di una vera e propria gabbia fisica.

Un corpo che cresce a dismisura e che schiaccia lo scheletro, costringendo molti di loro a una morte di fame e sete all’interno degli allevamenti.

2. SOVRAFFOLLAMENTO E SPORCIZIA

I capannoni in cui sono costretti a vivere questi animali sono sovraffollati, realizzati con il solo scopo di produrre più carne, più in fretta.

Tutto questo però comporta sporcizia, infestazioni e condizioni igienico-sanitarie inaccettabili per questi delicati animali.

3. UCCISI ANCORA COSCIENTI

Un altro aspetto scioccante riguarda la morte di questi animali.

Spesso infatti i polli vengono uccisi ancora coscienti, perché i metodi di stordimento attualmente adottati nella maggior parte dei macelli sono totalmente inadeguati.

E perché la fretta di produrre il più possibile vince sulla tutela di qualunque regola minima per il benessere di questi animali.

SENSIBILIZZAZIONE AZIENDALE: CAMBIARE IL MERCATO

Ma per cambiare questa terribile realtà bisogna agire in prima persona.

Proprio per questo motivo, Animal Equality sta lavorando ormai da anni per cambiare il ruolo che giocano le aziende in questo scenario.

Ad occuparsi di tutto questo è il Dipartimento di Sensibilizzazione Aziendale, un dipartimento internazionale attivo anche nel nostro paese.

Per prima cosa, il Dipartimento di Sensibilizzazione Aziendale si è occupato del terribile problema delle gabbie in cui sono costrette a vivere milioni di galline ovaiole.

Con campagne e negoziazioni, i professionisti che animano questo dipartimento hanno convinto decine di aziende ad abbandonare questo metodo crudele, adottando invece politiche per il miglioramento delle condizioni di vita di questi animali.

In soli due anni, l’impatto di questo dipartimento è stato enorme: oltre 90 aziende nel mondo hanno deciso di abbandonare l’utilizzo o la vendita di uova provenienti da galline allevate in gabbia.

Oggi però, vogliamo parlarti di come stiamo estendendo questo tipo di lavoro altamente strategico anche all’allevamento dei polli.

PERCHÉ È NECESSARIO AGIRE ANCHE PER I POLLI

Solo in Italia sono più di 500 milioni i polli che vengono uccisi ogni anno.

Animali che non vengono storditi adeguatamente, lasciati agonizzare fino alla morte dopo una vita di poche settimane passata dentro l’inferno degli allevamenti.

Per cambiare tutto questo, bisogna cambiare consumi e leggi. Ma anche la mentalità dell’industria agroalimentare. Ed è per questo che il nostro Dipartimento di Sensibilizzazione Aziendale ha cominciato a lavorare anche in questa direzione.

Le azioni di Animal Equality sono sempre orientate all’efficienza e all’efficacia, vogliamo avere il maggior impatto possibile, ed è questo che abbiamo deciso di dedicare questi primi sforzi del nostro Dipartimento al lavoro sulle gabbie e sui polli, tra gli animali più sfruttati in termini assoluti.

È per questo che abbiamo deciso di impegnarci insieme a tante altre organizzazioni, aderendo allo European Chicken Commitment , un documento che stabilisce quali sono le priorità perché le aziende riducano la sofferenza dei polli attualmente coinvolti nella filiera agroalimentare.

Noi crediamo che tutti gli allevamenti siano luoghi di sofferenza e vogliamo vedere gli animali liberi da questa ingiustizia, ma non vogliamo voltarci dall’altra parte, stare dalla parte dell’oppressore mentre milioni di animali subiscono queste torture.

I PRIMI RISULTATI DEL NOSTRO LAVORO

Ad oggi, diverse aziende e multinazionali hanno cominciato ad aderire a questo piano, aziende del calibro di Unilever e Nestlé.

Ultimissima in ordine di apparizione è IKEA, che ha deciso di adottare un piano a livello europeo che migliora notevolmente le condizioni di vita dei polli coinvolti nella loro filiera alimentare.

Questo è stato possibile anche grazie al lavoro del nostro Dipartimento di Sensibilizzazione Aziendale, ma è solo l’inizio.

Non ci fermeremo qui, perché siamo consapevoli che c’è bisogno di non voltarsi dall’altra parte, ma anche di continuare a ribadire che gli allevamenti intensivi e la filiera produttiva sono una enorme ingiustizia per questi fragili, sensibili e intelligenti animali.