3 mesi di duro lavoro: i nostri risultati


Gennaio, Febbraio e Marzo sono stati dei mesi molto intensi per il team di Animal Equality.

Sia in Italia che nel mondo infatti i nostri investigatori ed i nostri dipartimenti hanno ottenuto risultati concreti che ci hanno avvicinato un passo alla volta a un mondo in cui gli animali siano finalmente protetti e rispettati.

Abbiamo deciso di ripercorrere i più importanti, partendo dal nostro paese. Li trovi riassunti nel video qui sopra e spiegati uno per uno scorrendo verso il basso.

Buona lettura!

RAI2: 30 MINUTI DI DENUNCIA CON LE NOSTRE IMMAGINI

Il lavoro dei nostri investigatori è stato trasmesso dalla TV nazionale e visto da milioni di telespettatori italiani all’interno di un approfondimento sul tema “allevamenti intensivi” durato oltre 30 minuti.

All’interno di uno speciale di TG2 Italia, le immagini esclusive realizzate dal team investigativo di Animal Equality (insieme a quelle della Lav) sono state il fulcro di un dibattito di oltre mezz’ora sulle condizioni degli allevamenti intensivi in Italia.

Ma c’è di più: per la prima volta, anche la TV pubblica ha avuto il coraggio di dire ai propri telespettatori che le condizioni inammissibili documentate da organizzazioni come Animal Equality rappresentano la regola, e non l’eccezione.

ALLEVATORI SBUGIARDATI A TG2 POST

Mercoledì 13 marzo, in prima serata, il nostro direttore esecutivo Matteo Cupi ha preso parte ad un dibattito su RAI2 in merito alle immagini realizzate dagli investigatori di Animal Equality.

Al dibattito hanno partecipato anche rappresentanti dell’industria e delle istituzioni, che purtroppo hanno negato l’evidenza delle nostre immagini, controbattendo con chiacchiere vaghe e spesso con vere e proprie bugie.

Come ci si poteva aspettare, la tesi dell’industria è sempre la stessa: si tratta di casi isolati, la maggior parte degli allevamenti rispetta le norme ed il benessere degli animali. Ovviamente si tratta di una bugia bella e buona, facilmente smentita dai fatti e dalle immagini raccolte dai nostri investigatori e andate in onda durante la trasmissione.

REPORT: I NOSTRI FILMATI IN CINA IN PRIMA SERATA

Gli investigatori di Animal Equality hanno realizzato diverse inchieste all’interno di allevamenti e macelli di cani allevati per la loro carne e per la loro pelliccia in Cina.

Queste immagini continuano a fare discutere e lo scorso mese sono state riprese nuovamente da Report.

Il coraggioso lavoro dei nostri investigatori non produce solo importanti risultati dal punto di vista mediatico, guadagnandosi le prime pagine dei giornali ed ampi spazi sulle reti televisive come avvenuto su Rai3.

Tutti gli incredibili risultati dei nostri investigatori portano anche a obiettivi concreti come la chiusura di 33 mercati ed 1 macello ad opera delle autorità cinesi.

IN DIFESA DEI PIÙ ABUSATI

Animal Equality ha inaugurato un nuovo importante percorso per costruire un mondo migliore per gli animali più uccisi al mondo: i polli.

Per cambiare tutto questo, bisogna cambiare consumi e leggi. Ma anche la mentalità dell’industria agroalimentare. Ed è per questo che il nostro Dipartimento di Sensibilizzazione Aziendale ha cominciato a lavorare anche in questa direzione.

È per questo che abbiamo deciso di impegnarci insieme a tante altre organizzazioni, aderendo allo European Chicken Commitment, un documento che stabilisce quali sono le priorità perché le aziende riducano la sofferenza dei polli attualmente coinvolti nella filiera agroalimentare.

I PRIMI RISULTATI CONCRETI DI QUESTO LAVORO

I primi risultati del nostro lavoro per i polli non si sono certo fatti attendere: ad oggi, diverse aziende e multinazionali hanno cominciato ad aderire a questo piano, aziende del calibro di Unilever e Nestlé.

Ultimissima in ordine di apparizione è IKEA, che ha deciso di adottare un piano a livello europeo che migliora notevolmente le condizioni di vita dei polli coinvolti nella loro filiera alimentare.

Questo è stato possibile anche grazie al lavoro del nostro Dipartimento di Sensibilizzazione Aziendale, ma è solo l’inizio.

Non ci fermeremo qui, perché siamo consapevoli che c’è bisogno di non voltarsi dall’altra parte, ma anche di continuare a ribadire che gli allevamenti intensivi e la filiera produttiva sono una enorme ingiustizia per questi fragili, sensibili e intelligenti animali.

IL VERO VOLTO DELL’INDUSTRIA DEL LATTE

Per la prima volta nel nostro paese, Animal Equality ha deciso di smascherare la pubblicità ingannevole fornita dall’industria del latte attraverso un video comparativo ripreso dalle maggiori testate nazionali.

La verità che si cela dietro all’industria del latte è decisamente diversa da quella che viene mostrata ogni giorno sulle televisioni e attraverso la pubblicità.

Il nostro montaggio, rilanciato dalle maggiori realtà web nazionali come Fanpage, The Post Internazionale e Business Insider, ha già raggiunto una copertura di oltre 80 milioni di impressions, dimostrando ancora una volta come le persone abbiano sempre sete di verità.

CONDANNATI 3 ALLEVATORI GRAZIE  AD ANIMAL EQUALITY

Tre allevatori inglesi sono stati condannati per abusi sugli animali dalla Corte dei Magistrati di Grimsby, nel Regno Unito, grazie ad un’inchiesta sotto copertura del team Animal Equality presso la Fir Tree Farm a Lincolnshire, nel Regno Unito, avvenuta lo scorso anno.

Il supervisore e il responsabile del benessere degli animali della fattoria, sono stati filmati mentre prendevano violentemente a calci i maiali insieme ad altri due lavoratori. A ciascuno è stata concessa una pena detentiva di otto settimane (sospesa in via condizionale) e 100 ore di lavoro socialmente utile non retribuito.

Particolarmente esplicativa, in sede di condanna, la dichiarazione del giudice il giudice distrettuale Daniel Curtis: “Il filmato è disgustoso da guardare. Non faccio alcuna distinzione tra atti di violenza contro esseri umani e animali. […] In un certo senso, è peggio che siano contro gli animali in quanto sono indifesi “.

ANIMAL EQUALITY AL PARLAMENTO SPAGNOLO

Javier Moreno, direttore esecutivo di Animal Equality in Spagna, ha presentato l’iniziativa End the Cage al Congresso dei Deputati di Spagna.

End The Cage Age è un’iniziativa dei Cittadini Europei, uno strumento di democrazia diretta previsto dai trattati europei per permettere ai cittadini dell’unione di sottoporre degli argomenti alla Commissione.

Con End The Cage Age, insieme ad altre 130 organizzazioni europee, stiamo chiedendo ai nostri rappresentanti in Europa di abolire definitivamente l’utilizzo delle gabbie per l’allevamento in tutta l’Unione Europea.

In Italia, Animal Equality ed altre organizzazioni sono riuscite ad ottenere anche la firma del Ministro della Salute Grillo mentre invece sono ormai circa 720mila le firme raccolte in pochi mesi in tutta l’U.E.

AUTOGRILL, GRAZIE A ANIMAL EQUALITY, ABBANDONA LE GABBIE

L’azienda italiana, leader assoluto della ristorazione veloce, a seguito del dialogo con Animal Equality e altre organizzazioni, pubblica l’impegno a non utilizzare più uova e ovoprodotti da galline in gabbia in tutta Europa entro il 2025.

Si tratta di un risultato molto importante per il settore alimentare, e non solo quello italiano. Autogrill, infatti, è leader mondiale nei servizi di ristorazione per chi viaggia, e il loro impegno in Europa segue quello della partecipata americana dell’azienda, valido per tutti gli Stati Uniti.

Siamo orgogliosi di aver contribuito con il nostro Dipartimento di Sensibilizzazione Aziendale ad un passo avanti così storico!

Tutti questi risultati concreti, in un periodo così breve di tempo, non sarebbero stati possibili senza il prezioso contributo di persone come te. Animal Equality infatti, è una delle 3 organizzazioni per la tutela degli animali più efficienti al mondo solo grazie alla generosità di singoli donatori che credono nel lavoro che portiamo avanti.

Tuttavia, tutto questo non basta. Dobbiamo fare di più.

Le condizioni in cui sono costretti milioni di animali nel nostro paese e nel resto del pianeta sono così crudeli da imporci di fare di più: non possiamo fermarci qui, né tanto meno voltare le spalle.

Questi animali non avranno altra voce a difenderli se non la tua. Non abbandonarli.