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Nuova inchiesta: i polli Broiler sono geneticamente predisposti a soffrire

Marzo 3, 2022

Animal Equality Italia rilascia oggi una nuova inchiesta che dimostra come la condizione biologica dei polli Broiler a rapido accrescimento non sia compatibile con alcuna forma di benessere animale condannandoli a una vita di sofferenza negli allevamenti intensivi di tutto il mondo.

Chi sono i polli Broiler

Secondo i dati dell’Anagrafe Nazionale Zootecnica, i polli Broiler – anche detti polli “da carne” – macellati in Italia sono più di 550 milioni ogni anno, il 98% sono polli detti Broiler a rapido accrescimento, veri e propri ibridi commerciali  frutto di una selezione genetica sempre più estrema.

I polli Broiler sono frutto di una selezione operata dall’essere umano con il fine di ottenere un rapido accrescimento in termini di peso, favorendo la crescita accelerata e in volume maggiore di parti corporee con più ampia possibilità di vendita e richiesta sul mercato: petto e coscia. Ciò avviene ponendo in secondo piano la salute stessa degli animali, tra cui le primarie capacità motorie, di circolazione del sangue e di corretta respirazione, condannandoli perciò ad ampie sofferenze durante un arco di vita che non supera i due mesi.

L’indagine di Animal Equality

Animal Equality ha effettuato il campionamento di sette polli Broiler deceduti, uno per ogni stadio di crescita a distanza di una settimana l’uno dall’altro, comparando la loro condizione all’interno degli allevamenti intensivi con quella di tre polli Broiler posti invece in un contesto ambientale protetto e salubre. Gli esami clinici e le radiografie condotte dai veterinari rivelano la contraddittorietà fra il Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 146 per la protezione degli animali negli allevamenti, in cui all’ Art. 2 viene specificatamente richiesto agli allevatori che siano adottate “misure adeguate per garantire il benessere dei propri animali e affinché non vengano loro provocati dolore, sofferenze o lesioni inutili”, e la reale condizione dei polli Broiler, che non consente di applicare tali misure in nessun contesto e in nessuna condizione ambientale, anche quella più favorevole.

Cosa mostrano le immagini raccolte

  • Crescita innaturale e peso eccessivo degli animali: le radiografie effettuate mostrano che il tasso di accrescimento dei polli esaminati è risultato molto elevato e riscontrabile visivamente in particolare prossimità di petto e cosce. Le misurazioni per ogni individuo mostrano, in particolare, il raddoppiarsi del peso corporeo degli animali già tra la prima e la seconda settimana di vita, in soli sette giorni;
  • Gravi danni alle ossa: dalle radiografie la calcificazione delle ossa non risulta ancora totalmente avvenuta, neppure nella radiografia relativa alla settima settimana. L’incompleta calcificazione porta a gravi conseguenze per l’animale, quali facili fratture all’apparato osseo e deviazioni dell’asse delle ossa stesse con conseguenze negative per le articolazioni. Si sono potuti osservare inoltre alcuni casi di deviazione delle ossa sia nei polli vissuti in allevamento intensivo, sia in quelli vissuti in un luogo protetto che hanno ricevuto cure ad hoc. Ciò testimonia come con ogni probabilità il sovraccarico del peso della massa muscolare su ossa non ancora attrezzate anatomicamente per sopportare il peso ne determini la deformazione rendendo le fratture facilmente verificabili;
La radiografia di un pollo Boriler alla settimana settimana di vita evidenzia la sua crescita eccessiva.
  • Danni cardio-respiratori: negli animali esaminati è risultato evidente uno stato di irritazione e talvolta infezione presente sul petto e sugli arti inferiori, da correlarsi all’alto tasso di ammoniaca presente nella lettiera, su cui gli animali sono costretti a poggiare il petto costantemente. L’acidità delle deiezioni, depositate sulle lettiere – mai pulita per l’intero ciclo di vita degli animali – fa sì che i polli, già deboli per genetica, siano ulteriormente compromessi sulla cute, con relativa perdita di piumaggio e formazione di ustioni. In aggiunta, all’alto tasso di ammoniaca nella lettiera campionata ed esaminata non sono solo da ricondurre perdita di piumaggio ed infezioni, ma anche patologie respiratorie;
  • Danni agli organi interni: Nonostante le complicazioni respiratorie causate dall’ammoniaca all’interno degli allevamenti intensivi, durante l’autopsia eseguita su un pollo Broiler collocato in struttura protetta, senza quindi alcuna esposizione ad alti tassi di ammoniaca, nel soggetto esaminato sono stati rilevati tuttavia chiari segni di polmonite e versamento di liquido in eccesso attorno al cuore che ne hanno presumibilmente causato il decesso. Questa situazione è emblematica poiché descrive una patologia delle vie respiratorie creatasi al di fuori di quelli che in allevamento rappresenterebbero fattori aggravanti, ciò a sostegno dell’assunto che è la linea genetica stessa a predisporre gli animali allo sviluppo di simili patologie con conseguente morte precoce;
  • Sanguinamenti interni ed esterni: le perdite di sangue dalla testa degli animali sono state valutate dai veterinari coinvolti come in possibile relazione alla compromissione degli organi respiratori prima del decesso, a causa dell’elevato tasso di ammoniaca. Un altro possibile motivo potrebbe essere la contusione della testa degli animali quale causa diretta di morte. In Italia infatti se un volatile presenta difficoltà e problematiche di salute, l’operatore aziendale è giustificato ad intervenire spezzando il collo dell’animale senza utilizzo di sostanze anestetiche: la pratica è definita di “uccisione ed abbattimento d’emergenza”.

Le conclusioni dei veterinari

Secondo le valutazioni dei veterinari coinvolti, i polli “da carne” a rapido accrescimento risultano individui predisposti a un accrescimento innaturale dovuto alla selezione genetica, ma le cui caratteristiche primarie di specie sono del tutto  impedite, negando di fatto ed ad ogni effetto la loro capacità di condurre una vita sana e longeva.

Fin dal 2010, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha prodotto dei documenti che rilevano le negatività connesse al rapido incremento del peso dei polli Broiler, collegando esplicitamente le negatività rilevate, tra le quali si annoveravano i disturbi scheletrici, ai tassi di crescita eccessivi di questa razza.

Cosa chiediamo al Governo italiano

Alla luce dei risultati emersi da questa inchiesta, Animal Equality ha lanciato una petizione rivolta al Ministro per le Politiche Agricole e al Ministro per la Salute per chiedere di supportare a livello europeo la messa la bando delle razze a rapido accrescimento e di disporre l’abbandono totale delle razze a rapido accrescimento in Italia.

“La nostra indagine mostra che qualsiasi soluzione di benessere animale per i polli Broiler a rapido accrescimento è impedita di fronte alla natura di per sé compromessa di questi animali. Questi risultati rivelano che l’industria della carne di una delle razze più consumate al mondo si basa sulla sofferenza deliberatamente imposta dall’essere umano nei confronti di animali selezionati apposta per massimizzare i propri profitti a discapito della loro salute, ma questo sistema nel 2022 è totalmente inaccettabile”.

Alice Trombetta, Direttrice Esecutiva di Animal Equality Italia

Le nostre inchieste sui polli

Da anni lavoriamo per fermare la sofferenza dei polli sfruttati a scopo alimentare: abbiamo denunciato il vero volto dell’industria del pollo in Italia e realizzato inchieste che raccontano la crudeltà della filiera alimentare in cui i polli “da carne” sono coinvolti, a partire dalla loro nascita fino alla macellazione.

Con questa nuova inchiesta vogliamo mostrare come i polli “da carne” allevati dall’industria alimentare subiscono gli effetti tremendi della selezione genetica a cui l’essere umano li ha sottoposti.

Aiutaci a fermare l’allevamento di polli a rapido accrescimento: FIRMA per chiedere al Governo italiano di porre fine a questa selezione genetica crudele!


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