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TRASPORTO ANIMALI VIVI, LA LETTERA AI MINISTRI: L’ITALIA NON SOSTENGA QUESTA CRUDELTÀ 

Gennaio 26, 2023 Aggiornato: 20 Gennaio 2025
trasporto animali nave

Il trasporto di animali vivi causa la sofferenza di milioni di individui ogni giorno, condannando a viaggi logoranti e a condizioni di stress estremo pecore, agnelli, vitelli, mucche, maiali e galline. La crudeltà di questa pratica obsoleta è stata denunciata da numerose inchieste condotte anche dal team investigativo di Animal Equality che dimostrano la necessità di abbandonarla per sempre. 

Nonostante questo tra pochi giorni, il 30 gennaio, il Consiglio Agricoltura e Pesca dell’Unione europea (AGRIFISH) si riunirà per discutere diverse questioni tra cui un punto all’ordine del giorno relativo al trasporto di animali vivi. 

Alcuni stati membri – Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Lettonia, Lituania e Romania – stanno infatti chiedendo di mantenere le esportazioni di animali vivi verso i Paesi terzi, un commercio che è fonte di estreme, inutili sofferenze per milioni di animali a causa della lunghezza e della durata dei viaggi e dell’impossibilità di far rispettare la legislazione europea oltre i nostri confini. 

Noi di Animal Equality – insieme alle altre organizzazioni per la protezione degli animali che fanno parte della delegazione italiana di Eurogroup for Animals – abbiamo scritto una lettera al Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e al Ministro della Salute Orazio Schillaci per esortarli a schierarsi contro il trasporto di animali vivi in occasione di questo incontro

I cittadini europei chiedono da decenni di fermare questa pratica crudele e non si possono fare passi indietro proprio ora, che siamo alle soglie di una revisione della legislatura europea sul benessere animale che potrebbe per sempre porre fine al trasporto di animali vivi.

E non ci fermeremo qui, entreremo presto in azione per rivolgerci ai Ministri e continueremo a lavorare per fare in modo che il trasporto di animali vivi diventi solo un lontano ricordo in tutta Europa, se vuoi unirti a noi in questa battaglia e partecipare alle prossime azioni iscriviti alla nostra squadra di attivisti digitali i Difensori degli Animali.

L’ITALIA NON PUÒ SOSTENERE QUESTA CRUDELTÀ

Durante il trasporto via terra e via mare gli animali sono esposti a condizioni di elevata sofferenza. Questo si verifica a causa di temperature insopportabili che gli animali subiscono per ore e a volte giorni, a causa del sovraccarico e del sovraffollamento in spazi angusti, ma anche per la presenza di animali particolarmente vulnerabili. 

Non è raro infatti che cuccioli non ancora svezzati e madri incinte vengano costretti a viaggiare per lunghi periodi senza ricevere le cure necessarie. La maggior parte degli animali esportati viene inoltre trasportata in veicoli inadeguati: solo il 6% circa delle navi che trasportano animali approvate dall’UE sono state costruite appositamente per questo scopo.

Guarda come vengono trasportati gli animali durante questi viaggi della morte:

Clicca sull’immagine per riprodurre il video su YouTube

Oltre a queste problematiche, se si tiene conto della sentenza 424/13 della Corte di giustizia dell’Unione europea, che stabilisce che i requisiti previsti dal Regolamento (CE) n. 1/2005 del Consiglio devono essere rispettati fino al raggiungimento della destinazione finale, le esportazioni di animali vivi verso Paesi terzi dall’Unione europea devono essere considerate illegali.

L’ultimo controllo degli animali trasportati avviene ai punti di uscita dall’Europa, ma mai nei Paesi terzi importatori, dove non è possibile garantire agli animali la protezione che avevano in Europa, lasciandoli in questo modo esposti spesso a gravi maltrattamenti. Ma fermare tutto questo è possibile, ad esempio sostituendo il trasporto di animali vivi con il commercio di carne e carcasse e di materiali genetici.

LE NOSTRE DENUNCE CONTRO IL TRASPORTO DI ANIMALI VIVI

Come Animal Equality da quasi 10 anni realizziamo inchieste che mettono in luce la sofferenza e le irregolarità legate al trasporto degli animali vivi verso i macelli e gli allevamenti, dopo una vita di sfruttamento all’interno dell’industria alimentare.

Per fermare questa pratica crudele, in collaborazione con ENPA, abbiamo presentato una denuncia presso la Commissione europea contro la Spagna, segnalando le procedure scorrette e le omissioni messe in atto dalle autorità dei porti di Tarragona e Cartagena che avrebbero dovuto controllare il rispetto delle norme minime per la tutela degli animali a bordo delle navi Elbeik e Karim Allah, dove 2.600 vitelli sono stati uccisi dopo essere rimasti bloccati in mare per oltre tre mesi.

Inoltre, abbiamo depositato una petizione presso il Parlamento europeo per chiedere ai parlamentari di intraprendere qualsiasi azione considerata appropriata per garantire il rispetto della normativa europea sulla protezione degli animali. Ma non ci siamo fermati.

Anche tu puoi contribuire a fermare la crudeltà dei trasporti di animali vivi: scegliendo di non consumare carne e altri derivati animali scegli di non finanziare l’industria che sfrutta, trasporta e uccide gli animali. 


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