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Alta tensione a Parigi: gli attivisti di Animal Equality si incatenano al quartier generale di Sodexo

Luglio 9, 2026 Aggiornato: 9 Luglio 2026

Momenti di forte tensione nelle scorse ore a Parigi, dove gli attivisti di Animal Equality hanno messo in atto una clamorosa azione di protesta, incatenandosi direttamente all’interno della sede centrale di Sodexo.

La mobilitazione si è conclusa dopo quasi quattro ore, solo quando il colosso dei servizi alimentari ha ceduto, accettando ufficialmente di aprire un tavolo negoziale entro il prossimo mese per discutere il rispetto delle proprie politiche globali sul benessere animale.

Al centro della disputa c’è una promessa non mantenuta: Sodexo si era infatti impegnata a eliminare totalmente l’uso di uova da galline in gabbia (sia in guscio che ovoprodotti) su scala mondiale entro la fine del 2025, ma ha fallito nel rispettare la scadenza autolimitata in diversi mercati chiave, come l’India.

“Sospendiamo temporaneamente le nostre azioni in segno di buona fede mentre si svolgono questi colloqui, e ci aspettiamo che Sodexo si presenti preparata con un piano globale serio per porre fine alle gabbie per le galline.”

Sharon Núñez, Presidente di Animal Equality

Chi è Sodexo e perché questa protesta è storica?

Per comprendere la portata di questa azione e il motivo per cui la notizia sta facendo il giro del mondo, è necessario aggiungere un po’ di contesto su chi sia il colosso preso di mira e da dove parta questa lunghissima battaglia.

Il peso del gigante 

Sodexo non è una semplice catena di ristoranti, ma una delle multinazionali più grandi al mondo e leader assoluto nei servizi alimentari. I suoi numeri oggi sono impressionanti:

  • Conta oltre 426.000 collaboratori a livello globale.
  • Opera capillarmente in 43 Paesi.
  • Lavora quotidianamente per oltre 80 milioni di persone in tutto il pianeta.
  • Gestisce la ristorazione e i servizi logistici in campi strategici e delicatissimi: aziende private, agenzie governative, scuole, università, ospedali, cliniche, centri di assistenza, basi militari e persino penitenziari.

Con una scala di questa portata, l’azienda utilizza ogni anno oltre 250 milioni di uova con guscio. Va da sé che ogni suo ritardo o passo falso nell’approvvigionamento etico influisce direttamente sulla vita di milioni di animali in tutto il mondo.

Le radici della protesta: una storia lunga 10 anni

Questa non è una mobilitazione improvvisata. Le trattative tra il mondo associazionistico e l’azienda sono iniziate nell’ormai lontano febbraio 2015 grazie alla coalizione internazionale Open Wing Alliance.

Proprio in quel periodo partiva anche la prima storica campagna lanciata da Animal Equality in Italia, focalizzata sul sensibilizzare i grandi marchi e spingerli ad adottare politiche cage-free.

Le immagini inserite sono rappresentative di allevamenti di galline ovaiole allevate in gabbia

Se dieci anni fa l’annuncio di Sodexo era sembrato una pietra miliare capace di spingere l’intero mercato (ristoranti, negozi di alimentari e competitor) a seguire l’esempio, il mancato rispetto della scadenza globale ha costretto gli attivisti a tornare in azione con la forza per pretendere trasparenza e corporate accountability.

Nel marzo 2026, Animal Equality ha anche concluso la sua campagna rivolta al colosso della distribuzione Ahold Delhaize, dopo che l’azienda si è impegnata a eliminare gradualmente le gabbie per galline e femmine di maiale, a pubblicare rapporti annuali sui progressi compiuti e a introdurre una segnaletica dedicata ai prodotti cage-free nei suoi negozi negli Stati Uniti. Si prevede che questo impegno avrà un impatto positivo su 5-7 milioni di galline.

Diversi Paesi europei, insomma, hanno già vietato l’uso delle gabbie e cresce sempre di più lo slancio a favore di norme più rigorose per garantire alle galline allevate migliori condizioni di vita, fuori dalle gabbie.

La partita ora si sposta al tavolo delle trattative, ma il messaggio lanciato a Parigi è chiaro: i giganti del mercato non possono più nascondersi dietro ai rinvii.

Dal 27 al 30 settembre saremo a Bruxelles, insieme a centinaia di persone da tutta Europa: saranno giorni di proteste e azioni quotidiane davanti alle istituzioni europee.

Non ci fermeremo finché la Commissione europea non manterrà gli impegni presi per porre fine alle gabbie negli allevamenti e all’uccisione dei pulcini maschi. Non accetteremo passi indietro né ulteriori rinvii: milioni di animali non possono più aspettare.

Se vuoi essere anche tu in prima linea per gli animali, unisciti a noi: compila il form che trovi qui sotto e unisciti alla mobilitazione.

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