Esclusiva: nel macello dell’Emilia-Romagna cavalli da corsa importati dall’estero e uno macellato illegalmente
In esclusiva TV, durante l’edizione serale del TGR Emilia-Romagna, abbiamo mostrato a migliaia di telespettatori perché la macellazione dei cavalli deve essere fermata.
Tra maltrattamenti sugli animali e cavalli sfruttati nell’ippica per poi essere uccisi a scopo alimentare alle porte di Reggio Emilia, abbiamo denunciato nuove crudeltà da parte del macello Zerbini & Ragazzi, dove sarebbe stato macellato illegalmente e all’insaputa dei proprietari, anche un cavallo non destinato al consumo umano.
Guarda il servizio del TGR Emilia-Romagna:
Cosa abbiamo scoperto nel macello di Reggio Emilia
Tra novembre 2024 e giugno 2025, il nostro team investigativo ha condotto un’inchiesta sotto copertura durata sette mesi presso il macello Zerbini & Ragazzi, in Emilia- Romagna. I maltrattamenti sugli animali e le reiterate violazioni delle procedure di macellazione documentate ci hanno portato a denunciare la struttura, fino all’apertura di un fascicolo presso la Procura di Reggio Emilia.
Guarda la nostra inchiesta sul macello Zerbini & Ragazzi:
Dopo questa prima inchiesta, il 20 aprile 2026 abbiamo denunciato in esclusiva al TGR Emilia-Romagna che presso lo stesso macello sono state uccise anche dozzine di cavalli importati dall’estero, in alcuni casi provenienti dal settore delle corse ippiche.
Inoltre, secondo l’associazione Anima Equina Aps, che ha presentato un’altra denuncia a integrazione della nostra, anche un cavallo non destinabile al consumo alimentare (non DPA) sarebbe stato ucciso all’interno dello stesso macello.
Si tratta di un fatto gravissimo: non solo questo animale sarebbe stato ucciso illegalmente, ma la sua macellazione e la potenziale immissione nella filiera alimentare rappresenterebbero un concreto rischio per la salute pubblica, trattandosi di carni espressamente escluse dal consumo umano.

La nostra nuova inchiesta per tracciare l’origine dei cavalli macellati
Animal Equality si è occupata di approfondire l’origine degli equidi macellati presso il macello Zerbini & Ragazzi a partire dai microchip di 24 cavalli raccolti all’interno del macello attraverso quattro campionamenti, in quattro differenti date. Tramite la loro analisi, è stato appurato che tutti e 24 i cavalli erano registrati all’estero in quattro Paesi: Francia, Polonia, Slovenia e Ungheria. Alcuni di loro provenivano dal settore delle corse ippiche.

Le informazioni disponibili in merito a questi cavalli sui database italiani sono scarse. Nonostante la legge imponga di registrare i cavalli presso la Banca Dati Nazionale entro sette giorni dalla macellazione, le informazioni reperibili sono limitate a luogo e data di macellazione.
Con queste informazioni è stato possibile verificare che alcuni cavalli sono rimasti in stabulazione presso Zerbini & Ragazzi anche due settimane prima di essere macellati, un tempo che eccede abbondantemente gli standard dell’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), che considera le 12 ore di stabulazione un tempo già sufficientemente lungo.

Cosa ci hanno riferito le autorità estere sulla provenienza dei cavalli
Dopo aver individuato l’origine dei cavalli macellati, ci siamo rivolti agli uffici di competenza per verificare la documentazione equina nei Paesi d’origine ricevendo i seguenti riscontri:
- Le autorità ungheresi hanno affermato di non possedere alcun registro in merito alla natura DPA (destinabile alla produzione alimentare) o non DPA (non destinabile alla produzione alimentare per motivi di incompatibilità con la salute umana) dei cavalli su cui abbiamo chiesto informazioni;
- Le autorità polacche, slovene e francesi hanno confermato che questi equidi risulterebbero DPA all’origine, e hanno rimandato alla responsabilità dei singoli veterinari nel comunicare se questi cavalli avessero ricevuto sostanze non compatibili con la salute umana.
Tuttavia, un cavallo macellato presso Zerbini & Ragazzi, proveniente dalla Polonia, non compare nella Banca Dati Nazionale italiana, dove è necessario che compaiano tutti gli animali macellati in Italia; una cavalla proveniente dalla Francia e macellata presso la struttura risulta invece ancora registrata come fattrice attiva presso la banca dati del Paese di origine.

Il sistema dei controlli sulla filiera equina che emerge da questa inchiesta risulta lacunoso e incompleto, tanto a livello nazionale quanto a livello internazionale, con diversi buchi informativi documentati tra i paesi di importazione e di macellazione.
In sostanza, l’intero sistema si regge sulla responsabilità diretta dei singoli veterinari, ai quali spetta l’obbligo di registrare e comunicare tempestivamente ogni farmaco o sostanza somministrata all’animale che possa modificarne lo status DPA.
Eventuali omissioni, ritardi o dichiarazioni non veritiere non costituiscono semplici irregolarità, ma comportano responsabilità professionali e giuridiche dirette, con potenziali conseguenze anche sul piano della sicurezza della filiera alimentare e della tutela della salute pubblica.

La denuncia di Anima Equina Aps
Agli approfondimenti di Animal Equality si è aggiunta la denuncia da parte di Anima Equina Aps, associazione che si occupa del recupero di equidi da situazioni di abbandono e della loro successiva adozione: l’associazione ha riscontrato che uno dei cavalli da essa affidati in adozione sarebbe stato macellato da Zerbini & Ragazzi, nonostante la proprietà dell’animale fosse rimasta in capo all’associazione stessa.
In questo caso la macellazione non potrebbe che essere avvenuta attraverso continue e illegittime cessioni dell’animale, mantenendo l’associazione all’oscuro.

Questa uccisione sarebbe avvenuta quindi per grave imperizia o dolo da parte del macello, che avrebbe abbattuto per il consumo umano un cavallo non destinabile al consumo alimentare. In quanto non DPA, infatti, il cavallo in questione avrebbe ricevuto in vita cure e trattamenti incompatibili con il consumo umano. Un elemento che rende l’accaduto non solo illegittimo, ma potenzialmente pericoloso sotto il profilo sanitario.
Secondo Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia:
Si tratta di un fatto gravissimo che, insieme ai risultati opachi sulla provenienza dei cavalli importati dall’estero e macellati presso Zerbini & Ragazzi, denota un sistema di controlli lacunosi e di criminalità dietro la macellazione dei cavalli in Italia. Non si tratta di episodi isolati o di negligenze sporadiche: emerge il profilo di un meccanismo che ha potuto operare indisturbato, nel quale responsabilità dirette e indirette devono essere accertate senza ambiguità. Chi ha agito, chi ha omesso di controllare e chi ha consentito che tutto questo accadesse deve risponderne fino in fondo.
Perché la macellazione dei cavalli va vietata
L’indagine Ipsos sui consumi della carne di cavallo in Italia che abbiamo pubblicato mostra chiaramente che gli Italiani guardano ai cavalli come a un amico, non come a un prodotto da consumare. In particolare, del 92% dei consumatori di carne, solo il 17% dichiara di mangiare carne di cavallo almeno una volta al mese, una tendenza in calo nell’ultimo anno.
La grande maggioranza della popolazione che dichiara di non consumare carne di cavallo non è abituata a farlo e prova empatia per questo animale. In tanti inoltre considerano i cavalli soprattutto come animali “da compagnia”.

Nel 2023 abbiamo rivolto una petizione al Governo per chiedere di vietare a livello nazionale la macellazione dei cavalli riconoscendo a tutti gli equidi lo status di animali di affezione, al pari di cani e gatti, proprio come in Grecia. Nel 2020, infatti, il Governo ellenico ha vietato la macellazione di cavalli, il loro allevamento, l’utilizzo e l’esportazione per la produzione di pelli, cuoio, carne e altri prodotti.
Da allora abbiamo superato le 250 mila firme e sono state presentate in Parlamento quattro proposte di legge per chiedere di salvare i cavalli e tutti gli equidi dalla macellazione.
Fermare la crudeltà sui cavalli è un importante passo avanti per affermare i diritti degli animali in Italia e nel mondo. Anche tu puoi contribuire a questo grande risultato.

AMICI, NON CIBO!
Passare ad un’alimentazione 100% vegetale è facile se sai come farlo!
Scopri tutti i consigli sul nostro sito dedicato.