Brasile a un passo dal divieto del foie gras: approvata la legge contro l’alimentazione forzata.
Il Brasile ha approvato una legge storica che vieta la produzione e la vendita del foie gras, uno dei prodotti simbolo dell’alimentazione forzata degli animali. Il testo, già passato alla Camera dei Deputati, è ora in attesa della firma del Presidente: l’ultimo passaggio per trasformare il Paese nel primo dell’America Latina a introdurre un divieto nazionale completo. Una decisione che segna un punto di svolta per il benessere animale nella regione.
Il testo attende ora la promulgazione da parte del Presidente: se confermato, il Brasile diventerà il primo Paese dell’America Latina a introdurre, con una legge federale, il divieto completo sia della produzione che della vendita di questo prodotto.

Dietro il foie gras c’è una pratica estremamente violenta: l’alimentazione forzata.
Per comprenderla davvero, in questa investigazione trovi alcune immagini raccolte da Animal Equality negli allevamenti di anatre in Francia, il principale produttore europeo di foie gras.
“È una decisione storica. Il Brasile ha l’opportunità di affermare che la crudeltà estrema dell’alimentazione forzata non deve avere spazio nella produzione alimentare. In un paese con un ruolo centrale nell’industria agroalimentare mondiale, questo passo invia un messaggio chiaro: la sofferenza animale non può essere considerata un ingrediente di lusso”
Sharon Núñez, presidente di Animal Equality.
Anatre e oche sfruttate per produrre foie gras, infatti, vengono sottoposte alla pratica del gavage: grandi quantità di cibo vengono introdotte a forza attraverso tubi inseriti nelle loro gole, provocando sofferenze estreme, lesioni all’esofago e gravi problemi di salute. Molti animali muoiono prima ancora di arrivare al macello.

In Brasile, il team di Animal Equality ha individuato soltanto tre allevamenti produttori. Un dato che già da solo racconta quanto si tratti di una filiera estremamente limitata.
Il foie gras, infatti, può arrivare a costare quasi 2.000 reais al chilo – cioè circa 340 euro al chilo (a seconda del tasso di cambio). Un prezzo altissimo che lo rende un prodotto riservato a una ristrettissima élite, completamente scollegato dal consumo alimentare quotidiano.

Questo risultato arriva dopo oltre sei anni di mobilitazione guidata da Animal Equality in Brasile. Dal 2020, l’organizzazione ha portato avanti attività istituzionali, azioni pubbliche e pressione politica per far avanzare il PL 90/2020. Il percorso ha incluso l’approvazione al Senato, il passaggio in tre commissioni della Camera e il superamento di un parere contrario espresso nel 2024 dalla stessa CCJC.
La campagna ha raccolto oltre 288 mila firme e il sostegno di numerose organizzazioni della società civile.
“È un momento storico per l’America Latina. Il Brasile può diventare il primo Paese della regione a vietare chiaramente produzione e vendita di foie gras, lanciando un segnale forte: il benessere animale deve essere al centro dei sistemi alimentari. Questo passo non solo proteggerà migliaia di animali, ma potrà aprire la strada a nuove leggi in tutta la regione”
Dulce Ramírez, vicepresidente per l’America Latina di Animal Equality.
La proposta rappresenta una delle misure più avanzate mai adottate sul tema.
Molti Paesi vietano già la produzione di foie gras ottenuto con alimentazione forzata, tra cui Argentina, Regno Unito, Germania e Italia. L’India, nel 2014, è stata il primo Paese a vietarne l’importazione. Ma il Brasile potrebbe essere il primo nell’emisfero occidentale a proibire contemporaneamente produzione e commercializzazione a livello nazionale.
Ora manca solo l’ultimo passo: la promulgazione da parte del Presidente.Animal Equality seguirà da vicino questa fase decisiva, continuando a lavorare perché il divieto venga confermato e applicato concretamente.

Ricorda che scegliere un’alimentazione vegetale è un modo concreto per ridurre la sofferenza animale e contribuire a un sistema alimentare più etico e sostenibile, in cui gli animali non siano più considerati strumenti di produzione ma esseri senzienti da rispettare.

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