Audizione Pdl Equidi: i tentativi di affossare il confronto
In occasione dell’audizione in Commissione Agricoltura alla Camera dei deputati, abbiamo portato all’attenzione dei legislatori dati scientifici, vicende giudiziarie e argomentazioni concrete a sostegno delle proposte di legge per fermare la macellazione degli equidi.
C’è stato chi invece ha tentato di affossare il confronto con dichiarazioni basate sulla propaganda e sulle mistificazioni, come quelle della deputata leghista Laura Cavandoli, capogruppo in commissione Agricoltura a Montecitorio.

On. Cavandoli, credit: Agenparl
Un sistema sotto accusa
A seguito delle audizioni a cui ha partecipato anche Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia, la deputata Laura Cavandoli ha dichiarato:
Le prime audizioni in Commissione Agricoltura alla Camera sulle proposte di legge per il riconoscimento degli equidi come animali di affezione hanno confermato le preoccupazioni che avevamo già espresso: dietro queste proposte si intravede un’impostazione esclusivamente ideologica e non concreta.
Tuttavia, un recente sondaggio Ipsos rivela che tra i consumatori di carne in Italia l’83% dichiara di non consumare carne di cavallo, mentre il 73% ha ammesso di provare empatia per questi animali e che li considera alla pari di cani e gatti.

Accanto alle motivazioni etiche e affettive che spingono milioni di Italiani a non consumare carne equina, dati comprovati attestano come il sistema dietro alla macellazione dei cavalli a scopo alimentare sia problematico su più fronti.
Le violazioni delle norme sul benessere animale documentate all’interno di strutture di macellazione nazionali, le normative lacunose che favoriscono illegalità e abusi prima e durante la macellazione, e i potenziali rischi per la salute dei consumatori legati alla carne equina sono solo alcuni degli aspetti che caratterizzano il circuito della sua produzione.

Basti pensare che, secondo i database del Ministero dell’Agricoltura e dell’Anagrafe Equina, dal 2022 al 2025 sono 180 i cavalli risultati positivi a sostanze dopanti, anche vietate, tra cui la cocaina. Circa il 10% di questi cavalli a inizio 2026 risultava ancora registrato come destinato alla produzione alimentare.
A tal proposito durante l’audizione Cavandoli e altri deputati hanno cercato di spostare il dibattito sulle illegalità a danno degli animali e dei consumatori proponendo di focalizzare l’attenzione sul contrasto alla criminalità.
Ma come dimostra il maxi processo di Perugia sul circuito di macellazione clandestina di cavalli, la criminalità prospera all’interno di un sistema di sfruttamento che si è rivelato insicuro e fallimentare, nonostante i grandi sforzi delle forze dell’ordine e delle Procure di tutta Italia.

Le contraddizioni dell’On. Cavandoli
Cavandoli ha parlato di “un’impostazione ideologica” dietro le proposte per il divieto di macellazione degli equidi, ma a sua volta difende il comparto zootecnico con una motivazione che appare intrinsecamente ideologica:
C’è poi un tema culturale che non può essere ignorato. Sono di Parma, dove le macellerie equine rappresentano attività storiche, radicate nel territorio e nella tradizione.
Difendere un comparto alimentare solo perché, presumibilmente, arricchisce il proprio territorio d’origine e la tradizione locale, senza considerare i problemi che porta con sé, se non è ideologico è quanto meno un approccio propagandistico.

Su questa scia, Cavandoli prosegue anche con un’altra affermazione:
Il benessere animale è un obiettivo che condividiamo, tanto che solo lo scorso anno abbiamo aggravato le sanzioni di chi contravviene, ma deve essere perseguito con equilibrio e conoscenza, ascoltando chi con gli animali lavora ogni giorno e senza confondere comportamenti abusivi e quindi da condannare con la realtà giuridica.
Cavandoli fa riferimento ad alcune misure normative che tuttavia la Lega non ha affatto sostenuto. Nel 2025, in tema di maltrattamento degli animali sulla proposta di legge n.1109, insieme a diversi colleghi del suo partito aveva infatti chiesto di non estendere le tutele ai cosiddetti animali da reddito tra cui proprio i cavalli. Questo nonostante la Suprema Corte di Cassazione avesse già ampiamente chiarito che non esistono animali esenti da tutela.
Insomma, Cavandoli si intesta una misura in tema di benessere che lei stessa e la Lega non condividevano, e anzi avevano provato a bloccare.

Insieme possiamo salvare gli equidi
Tentare di banalizzare e semplificare una questione complessa come quella dei diritti degli animali significa legittimare un sistema in cui migliaia di animali vengono sfruttati e uccisi ogni giorno.
Superare le mistificazioni della politica e quelle dell’industria della carne, che nega sistematicamente le violenza sugli animali, è necessario. Cambiare questo sistema che macella i cavalli per il profitto di una nicchia di mercato è finalmente possibile: le discussioni politiche sono in atto e i cittadini sono sempre più dalla parte degli animali.
Aiutaci a raggiungere questo importante risultato per tutti gli equidi, sostieni la nostra richiesta rivolta al Governo.

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