⚠️ Crudeltà nascoste – Vivere e morire in un allevamento di maiali in Italia
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NUOVA INCHIESTA SHOCK! Diffondiamo immagini esclusive filmate all'interno di un allevamento di maiali nel Nord Italia. Le immagini, andate in onda in prima serata sul Tg2 grazie al giornalista Piergiorgio Giacovazzo, mostrano un gravissimo livello di incuria. Lo stabile è infestato da ragni, topi e scarafaggi, il soffitto cade a pezzi, nei corridoi e in prossimità delle gabbie è pieno di cuccioli morti e morenti e i recinti allagati costringono gli animali a stendersi su un letto di feci e urine. Tutto questo è inaccettabile, chiediamo al Ministro dell'Agricoltura e al Ministro della Salute, la chiusura di questo posto e misure più efficienti per gli allevamenti di tutta Italia.
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Animal Equality è un'organizzazione non profit per la protezione degli animali allevati a scopo alimentare, fondata nel 2006 e attiva a livello internazionale in 8 paesi.
#tg2 #rai2 #maiali
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Transcript (Italian — it)
Stiamo per entrare in un allevamento di
maiali con il giornalista del Tg2
Piergiorgio Giacovazzo. Quello che stai
per vedere è ben lontano da quello che
raccontano le pubblicità dell'industria
della carne. La pubblicità non ti mostra
i capannoni sudici, le infestazioni dei
parassiti e gli atti di crudeltà
gratuita inflitti a questi animali,
crudeltà che nessuno merita di subire.
All'interno dei capannoni
l'aria è fitta di polvere e nonostante
le maschere protettive c'è quasi
impossibile respirare. La nostra
permanenza qui sarà temporanea, ma questi
animali passeranno tutta la loro vita in
una struttura fatiscente, ammuffita e
sudicia. Il soffitto cade letteralmente a
pezzi ed i canali di scolo dei recenti
sono intasati da feci e urine. In
un'industria che mira ad aumentare i
profitti e ad abbattere i costi, il
sovraffollamento è quasi scontato. Gli
animali non possono muoversi liberamente
e sono costretti a camminare su un
pavimento di cemento allagato. Solo a
guardarli manca l'aria. Molti animali
sono malati presentano ernie ombelicali,
ferite, escoriazioni, prolassi. È evidente
come non sia prevista alcuna assistenza
veterinaria per questi animali.
L'intero stabile è infestata da ragni,
scarafaggi e topi,
le cui urine possono trasmettere
malattie agli animali. Entriamo nel
reparto maternità e questa volta sono i
rumori a sconvolgerci.
Per le madri rinchiusi nelle gabbie da
gestazione, il minimo movimento risulta
quasi impossibile. Alle scrofe viene così
negato qualunque tipo di interazione con
i propri cuccioli. Questi piccoli non
riceveranno mai le cure materne di cui
hanno bisogno.
L'unica cosa che possono fare è quella
di girare intorno alla propria madre in
un recinto riscaldato da lampade alogene.
Alcuni di loro rimangono schiacciati
sotto il peso delle scrofe. In posti come
questo la sofferenza non è solo fisica, è
anche psicologica. Il livello di stress e
frustrazione è tale da indurre le scrofe
a comportamenti aggressivi. A causa delle
condizioni disastrose
il tasso di mortalità è altissimo,
i cadaveri sono ovunque, nelle gambe, nei
corridoi, nei recinti. Per legge
dovrebbero essere rimossi immediatamente,
Ma è evidente come alcuni di loro siano
qui da parecchio tempo,
Oltre alla fine atroce i maialini sono
costrette a subire torture fin dalla
nascita, come il taglio della coda e la
castrazione senza anestesia.
Oltre al dolore della ferita aperta il
rischio di contrarre infezioni gravi è
altissimo. Il taglio sistematico della
coda è legale in tutta l'Unione Europea
e basterebbe anche un solo controllo da
parte delle autorità competenti per
riscontrare questa grave inosservanza da
parte dell'azienda.
Usciamo dai capannoni sperando di
lasciarci l'orrore alle spalle, ma ci
sbagliamo. Ci dirigiamo così verso la
cella frigorifera, una volta aperta ci
troviamo di fronte a uno scenario
inquietante. A causa di un
malfunzionamento della cella, decine di
cadaveri si trovano in avanzato stato di
decomposizione, gettati come spazzatura.
Questo allevamento criminoso non si
trova in una zona remota d'Italia, si
trova nel cuore della Lombardia, una
dell'eccellenza e della qualità.
Non possiamo accettare che gli animali
vengano sottoposti a simili strutture.
Stiamo chiedendo al Ministro
dell'Agricoltura e al Ministro della
Salute, la chiusura di questa struttura e
un cambio immediato della normativa
sugli allevamenti.
Servono più controlli da parte delle
autorità competenti e servono subito.
firma ora la petizione.
Questo allevamento deve chiudere.