I paradossi dello specismo. A Carloforte.

Succede spesso di leggere sui giornali o di vedere video su youtube di incredibili salvataggi, per mano umana,  di animali (specialmente cani) in difficoltà. Molte volte accade, infatti, che rimangano incastrati in improbabili voragini o che, come nel caso dei gatti, si arrampichino su alberi altissimi e non riescano più a scendere. Per i curiosi e per coloro che hanno voglia di prendersi una piccola pausa dal lavoro e beneficiare di una buona e spensierata notizia,  internet da questo punto di vista offre un elenco infinito.

Quello che però lascia perplessi è leggere di un intervento simile proprio in un luogo come quello di Carloforte, noto per la tradizionale mattanza dei tonni, di cui proprio pochi giorni è stata pubblicata un’intervista fatta ad una delle nostre portavoci, Fabrizia Angelini, sul sito Ecoo.it.  Alcune settimane fa infatti è stato trovato a circa due miglia dalla costa sud occidentale dell’isola un cane che a stento riusciva a nuotare per quanto era stremato, probabilmente era caduto da una imbarcazione o (come nella peggiore delle ipotesi)  era stato abbandonato in mare. I soccorsi fortunatamente sono arrivati subito perché proprio in quel momento alcuni pescatori, nell’atto di calare le reti in mare, hanno avvistato lo sfortunato naufrago e l’hanno caricato immediatamente sulla loro imbarcazione e amorevolmente soccorso. I pescatori l’hanno rifocillato con i viveri che avevano a disposizione e fatto di tutto, una volta raggiunta la terra ferma, per dare le migliori cure al bellissimo cane, un pastore belga.

Questo salvataggio, se ci si sofferma un attimo a pensare, ha davvero dell’incredibile. Uomini che si uniscono e si impegnano con tutte le loro energia per salvare una vita da annegamento certo mentre stanno per calare le reti che spezzeranno le vite, attraverso una lenta e dolorosa sofferenza, di centinaia e centinaia di pesci.

Purtroppo questo è lo specismo, che quotidianamente e ovunque nel mondo continua a dilagare ma che dobbiamo cercare di abbattere. Possiamo cominciare a farlo parlando con le persone, informandole, spiegando loro il proprio punto di vista. Citare storie come questa non possono lasciare indifferenti; è fin troppo evidente che c’è un meccanismo al dir poco malato per cui con una mano salvi un animale e con l’altra ne uccidi a centinaia. E perché questo? Perché i pesci non gridano? Non emettono suoni? Sono esseri senzienti come tutti gli altri, come gli altri cani, gli altri gatti. Come il pastore belga salvato nelle acque della mattanza di Carloforte.