Trasporto animali: la tragedia annunciata della nave con a bordo 6.000 mucche affondata nel mare della Cina

Un approfondimento con il commento dell’avvocato Manuela Giacomini

La Gulf Livestock 1 è salpata dalla Nuova Zelanda il 14 agosto con a bordo circa 6.000 bovini, per la precisione 5.867 mucche, e 43 persone dell’equipaggio. La nave era diretta in Cina e il viaggio sarebbe dovuto durare 17 giorni, ma si è interrotto a largo dell’isola di Amami Oshima nel sud-ovest del Giappone, quando la nave è naufragata per via dei forti venti causati dal tifone Maysak

“Purtroppo si tratta dell’ennesima tragedia annunciata e questa volta a farne le spese sono stati oltre 6.000 animali, e anche i membri dell’equipaggio della nave.E’ evidente che l’esportazione via mare di animali vivi è un commercio che mette a serio rischio la vita degli animali stessi poiché, come avevo già spiegato nel mio articolo dedicato a questa tipologia di trasporto, si tratta di viaggi lunghissimi ed estenuanti ove gli animali devono affrontare condizioni meteorologiche, stress e malattie che possono causarne la morte”.

Manuela Giacomini, Avvocato che si occupa di diritti degli animali

Una tragedia annunciata

Ogni anno milioni di animali sono costretti ad affrontare terribili viaggi via mare: solo l’Unione Europea ogni anno esporta via mare circa 2 milioni di ovini e bovini verso la Turchia, il Medio Oriente e il Nord Africa. 

Nel 2019 la Nuova Zelanda ha trasportato via mare 3 milioni di pulcini e 39.500 bovini, diretti soprattutto in Cina, questo commercio ha reso allo stato Neozelandese 30 milioni di euro.

Questi viaggi sono delle vere e proprie odissee per gli animali:  il viaggio può durare da 5 a 20 giorni e – nella maggior parte dei casi – si svolge su navi inadeguate al trasporto, perlopiù ex navi cargo riadattate per il trasporto animali. 

Inoltre, è dimostrato che le navi utilizzate sono solitamente dei cargo convertiti, certificati da società di dubbia provenienza e battenti bandiera di Stati non certo famosi per la rigidità nei controlli, con la conseguenza che tali navi spesso non soddisfano gli standard di sicurezza e di tutela del benessere degli animali previsti dalla normativa in materia.

Manuela Giacomini, Avvocato che si occupa di diritti degli animali

Durante questi interminabili giorni di navigazione gli animali sono costretti in spazi inadeguati, sporchi e che raramente vengono puliti, mentre non hanno a disposizione l’assistenza di un medico veterinario e spesso si riscontrano guasti nei sistemi di aerazione  e abbeveraggio. 

Dal 2014 al 2017, le associazioni di protezione animale “Animal Welfare Foundation” e “Tier Schutz Bundzurich” hanno svolto un’investigazione su 9 navi, prima o durante il caricamento degli animali e una durante un viaggio dall’Europa all’Egitto.

Purtroppo, come per il trasporto via terra, il quadro che ne è emerso è davvero terribile. Guarda le immagini dell’investigazione a bordo delle navi che trasportano animali:

La navigazione avviene  durante rigidi inverni o torride estati e gli animali non hanno scampo alla sofferenza causata dalle condizioni climatiche, considerando anche che le navi – come dimostra quest’ultimo emblematico caso – possono incontrare venti e tormente . 

Possiamo solo immaginare che cosa provino una mucca, una pecora o una capra, costrette in un recinto metallico su di una nave spinta da venti fortissimi in mezzo al mare, possiamo solo immaginare la paura, lo stordimento, la vera e propria agonia di questi animali.

E’ giunto quindi il momento di chiedersi se è giusto e sostenibile costringere gli animali ad affrontare viaggi così pericolosi, per raggiungere, tra l’altro, i mercati o i macelli presenti in Stati terzi ove non esiste alcuna normativa che possa – quantomeno – renderne meno dolorosa la morte.

Manuela Giacomini, Avvocato che si occupa di diritti degli animali

La Nuova Zelanda ha sospeso l’export di animali vivi

A seguito della tragedia che ha coinvolto la nave Gulf Livestock 1 – partita proprio dalle coste della Nuova Zelanda e diretta in Cina – che ha portato alla morte di circa 6.000 animali, oltre che di 42 dei 43 membri dell’equipaggio il Governo neozelandese ha deciso di sospendere tutte le esportazioni di bestiame via nave per valutare cosa abbia causato l’affondamento e la nave avesse tutti i requisiti per viaggiare in sicurezza.

Pare che il governo Neozelandese si sia posto questa domanda e, all’indomani del terribile incidente, abbia deciso di sospendere l’esportazione di animali vivi via nave. A tale proposito l’Unione Europea ha iniziato a promulgare una legislazione specifica a favore del benessere degli animali sin dal 1970 e tale legislazione è considerata una delle migliori al mondo. Mi auguro quindi che l’Europa dimostri nuovamente la sua lungimiranza e la sua sensibilità per questa tematica e che abbia il coraggio di andare nella stessa direzione della Nuova Zelanda, visto che con le nostre denunce abbiamo chiaramente provato che anche l’esportazione via mare da parte degli Stati membri avviene in condizioni drammatiche e in violazione del Regolamento CE 1/2005.

Manuela Giacomini, Avvocato che si occupa di diritti degli animali

Seppur provvisoria, la decisione della Nuova Zelanda è un primo passo nella giusta direzione verso il riconoscimento della totale inadeguatezza di questi viaggi che a priori violano il rispetto della salute degli animali. Navi piene di bovini, pecore, pulcini, che solcano le onde per interminabili giorni, sono infatti mezzi di trasporto che si prestano a rischi e sofferenze enormi e che purtroppo però sono ancora attivi da numerosi paesi. 

Vogliamo che l’Europa prenda provvedimenti in tal senso, tanto sul trasporto via nave, quanto su quello via terra che più volte abbiamo documentato, perché i diritti minimi degli animali vengano tutelati, e perché le notizie di questi terribili incidenti cessino per sempre. 

A giugno, il Parlamento europeo ha approvato l’istituzione di una commissione d’inchiesta sul trasporto di animali vivi. La Commissione esaminerà le responsabilità della Commissione europea e degli Stati membri dell’Unione europea nell’attuazione e nell’applicazione delle norme previste per il trasporto di animali vivi all’interno dell’Unione. Un passo importante che apre ad una revisione del Regolamento europeo sul trasporto di animali vivi. 

Il lavoro di Animal Equality sul trasporto di animali vivi

Da anni Animal Equality è in prima linea per svelare la crudeltà del trasporto degli animali.

I nostri investigatori hanno supportato AWF ed Enpa nelle denunce costanti sul trasporto di agnelli dall’Est Europa all’Italia in occasione delle festività pasquali e natalizie, rilasciando video inchieste sui maggiori media italiani ed europei e denunciando direttamente i trasgressori.

Guarda come vengono trasportati gli agnelli nel nostro paese:

Ma i nostri investigatori non si sono fermati qui. In Spagna, abbiamo mostrato come vengono trasportati gli ovini destinati al consumo in Arabia Saudita, in occasione del Ramadan. 

Guarda l’inchiesta di Animal Equality sul trasporto di agnelli in Arabia Saudita: 

Animal Equality – grazie anche alla collaborazione con altre organizzazioni e al lavoro incessante dei propri avvocati e degli investigatori – continuerà a seguire da vicino il lavoro della Commissione istituita dal Parlamento europeo e metterà sempre a disposizione le conoscenze e la professionalità degli investigatori per continuare a svelare che cosa accade davvero durante questi terribili trasporti.

Un primo passo per risparmiare agli animali questa sofferenza lo puoi fare anche tu, scegli di passare ad una dieta 100% a base vegetale per non contribuire alla tratta su strada e via nave di milioni di animali.