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Dopo le indagini condotte da Animal Equality, chiudono in Cina trentatré rivenditori di cani e gatti, e un macello di cani

Il TG1 trasmette in esclusiva le immagini della vittoria ottenuta da Animal Equality, in collaborazione con il Centro Volontari di Guangzhou: trentatré rivenditori di cani e gatti, e un macello di cani chiudono grazie alla nostra investigazione.
Ottobre 15, 2013 Aggiornato: 15 Ottobre 2013

Le immagini ottenute dagli investigatori di Animal Equality sono state utilizzate da attivisti cinesi del Centro Volontari di Guangzhou per denunciare alle autorità il commercio illegale che si svolge in questo luogo. Trentatré rivenditori di carne di cane e gatto all’interno del mercato I Tre uccelli di Dali, e un macello dei cani, tutti situati a Nanhai – Foshan (Guangdong), sono stati chiusi dalle autorità cinesi a seguito dell’investigazione condotta da Animal Equality in collaborazione con il Centro Volontari di Guangzhou. Le immagini ottenute dagli investigatori sono state utilizzate da attivisti cinesi per denunciare alle autorità il commercio illegale, la violazione delle norme di bio sicurezza, la mancanza dei vaccini e dei certificati di origine dei cani (dato che la maggior parte di questi animali provengono dalla strada o sono rubati da trafficanti che entrano nelle case con la precisa intenzione di rapirli). Durante il raid, la polizia ha sequestrato più di 600 tra cani e gatti. Le autorità di Nanhai hanno inoltre chiuso un macello situato vicino al mercato che veniva utilizzato dai commercianti per rifornire i ristoranti locali. Durante l’intervento della polizia sono stati trovati più di cento cani in gabbia, molti di loro feriti e disidratati, altri già morti. In Italia il TG1 ha trasmesso in esclusiva questo importante risultato con le immagini inedite della chiusura dei rivenditori di cani e gatti, e del macello chiusi a seguito della nostra investigazione. Guarda il servizio, a cura di Roberta Badaloni:

Dal momento che l’allevamento, il commercio e l’uccisione di cani a scopo alimentare non è esplicitamente vietato in Cina, la chiusura di questi luoghi è stata basata principalmente su un problema di bio sicurezza, poiché i proprietari non disponevano del certificato di origine e del vaccino per ogni cane. Fino a quando il governo cinese non proibirà tale commercio, per la chiusura dei mercati, dei ristoranti e dei macelli si potrà far leva esclusivamente sul rispetto delle leggi in materia di bio sicurezza e tassazione giacché praticamente tutti gli spacci non risultano adeguatamente conformi. In generale, ogni rivenditore ha un unico certificato – quasi sempre falso – per ogni carico ricevuto, anziché averne uno per ogni cane, e questo in quanto un gran numero di cani inviati ai macelli vengono dalla strada o dalle famiglie, e i venditori non hanno alcuna possibilità di avere certificazioni sul loro conto.


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