Sacrificio di Gadhimai: Animal Equality in azione!

Italia, Roma

Animal Equality porta in strada la protesta contro il sanguinoso sacrificio di Gadhimai: martedì 28 ottobre dalle 10.30 della mattina una pacifica ma significativa manifestazione attirerà l’attenzione dei passanti in Piazza San Bernardo, a pochi passi dall’ambasciata dell’India a Roma. Una lettera ufficiale sarà consegnata ai rappresentanti del governo indiano in Italia per chiedere che le recenti promesse fatte dalle autorità del Paese si trasformino effettivamente in azioni concrete.

Giornata Internazionale contro il sacrificio di GadhimaiL’India si è infatti impegnata a non far uscire dai suoi confini nazionali le centinaia di migliaia di animali destinati ad essere uccisi in modo cruento durante il festival dedicato alla dea Gadhimai nel vicino Nepal. Nonostante l’impegno già preso, alla luce dell’esperienza del 2009 (quando, durante l’ultima edizione del brutale evento, gli annunciati controlli non trovarono riscontro nella realtà), è necessario ottenere ulteriori assicurazioni da parte degli organi preposti dai singoli stati indiani al controllo delle frontiere. Nelle stesse ore in cui si svolgerà la protesta nella capitale italiana, altri attivisti protesteranno con la stessa finalità in altre parti del mondo, tra cui Germania, Spagna e Messico

Il sacrificio di Gadhimai si svolge ogni cinque anni a Bariyarpur – Bara, distretto del Nepal meridionale – e si è guadagnato il titolo di più grande sacrificio di animali al mondo, infatti, stando ai dati del 2009, circa 200.000 animali tra cui mucche, bufali, capre, maiali, ratti e piccioni sono stati sacrificati durante le celebrazioni. Quest'anno la ricorrenza coincide con il 28 e il 29 novembre, e sono attesi più di 200.000 animali da macellare. Più del 90% dei partecipanti al festival di Gadhimai proverranno da stati al confine con l’India (Bihar, UP, Bengala occidentale), e avranno con sé gli animali.  

Data la provenienza indiana della maggior parte dei visitatori del festival di Gadhimai, Animal Equality ha incontrato i funzionari del ministero degli Affari interni indiano (MHA) e ha chiesto di fermare il traffico di animali lungo tutto il confine indo-nepalese durante quei giorni. A seguito di ciò il MHA ha emesso una direttiva che impone al SashastraSeemaBal (SSB), le forza di sicurezza di frontiera, di limitare il movimento degli animali. Il MHA ha anche emesso un altro ordine che richiede agli stati confinanti di adottare le medesime misure.

Siamo grati all’India per questi propositi, ma ogni norma deve essere tradotta in azione, e purtroppo a seguito di un'indagine condotta dai nostri attivisti al confine e di un confronto con le autorità locali siamo incerti sulla volontà reale del governo di attuare l'ordine poiché già nel 2009 un ordine simile era stato rilasciato.

Viste tali carenze chiediamo al Primo Ministro Indiano:

1. Che il Governo indiano, sotto la direzione del Ministero delle Finanze, indirizzi tutti i commissari doganali di Uttarakhand, Uttar Pradesh, Bihar e del Bengala occidentale a censire gli animali che attraversano la frontiera.

2. Che i Governi degli stati di Uttarakhand, Uttar Pradesh, Bihar e del Bengala occidentale prendano tutte le misure per far rispettare questi ordini, e che dirigano i loro magistrati, sovrintendenti di polizia, e commissari doganali per fermare il movimento degli animali attraverso il confine tra India e Nepal nel mese di novembre.

A seguito di queste iniziative indette per martedì 28 ottobre, vogliamo ribadire fortemente che durante le proteste Animal Equality non accetterà offese d qualsiasi tipo nei confronti delle popolazioni di India e Nepal; chiunque si renderà partecipe di azioni del genere verrà invitato a lasciare la protesta. RICORDIAMO che stiamo chiedendo risposte concrete al Governo indiano e alle guardie di confine del Paese, la nostra campagna è contraria esclusivamente al sacrificio di animali che avviene e non al festival come evento celebrativo.