Cosa è accaduto al festival di Gadhimai e ciò che siamo riusciti ad ottenere

Niger, Bara

Nonostante il governo nepalese stia impedendo il più possibile di filmare o fotografare cosa accade durante il Festival di Gadhimai, Animal Equality è riuscita a documentare la brutalità con cui in queste ore migliaia e migliaia di animali stanno trovando la morte a Bariyarpur, un villaggio del distretto di Bara, nel sud del Nepal.

Immagini dal festival di Gadhimai 2014Gli investigatori di Animal Equality, grazie anche all’utilizzo di un drone che ha permesso delle riprese aeree sull’intera area del massacro, hanno documentato cosa sta accadendo in questi giorni nel distretto di Bara, nel Nepal meridionale, in occasione del Festival di Gadhimai, il più grande sacrificio religioso di animali al mondo, che si ripete ogni cinque anni. Nonostante sia stata emessa un’ordinanza governativa che ostacola le riprese e le fotografie che potrebbero documentare cosa sta succedendo in queste ore al festival, gli investigatori di Animal Equality sono in grado di mostrarvi cosa sta accadendo agli animali uccisi brutalmente da una folla violenta, spesso sotto l’effetto dell’alcol.

Il sacrificio avviene perché i fedeli ritengono di compiacere attraverso la sofferenza e la morte di questi animali la dea indù Gadhimai, ottenendo così in cambio salute e prosperità. Oltre ad essere riusciti a documentare la nuova brutalità che sta letteralmente macchiando di sangue la regione asiatica, Animal Equality, attraverso squadre di volontari locali, sta controllando che l’ordinanza del governo indiano volta a vietare il trasporto di animali verso il Nepal stia trovando reale attuazione. Questo ha permesso che a centinaia di animali venisse risparmiata la vita.

Anche e soprattutto per questo motivo il numero di animali sacrificati in quest’edizione si è ridotto del 69%, per fare un esempio nell’edizione del 2009 il primo giorno erano stati già sacrificati più di 6000 animali, nel 2014 ne sono stati uccisi circa 2.500. E ancora: durante l’ultimo mese alcuni volontari di Animal Equality hanno condotto una campagna educativa rivolta agli abitanti di diversi villaggi e ai sacerdoti del tempio di Gadhimai, incoraggiando ad eseguire il rituale senza uccidere animali, suggerendo diverse alternative.

Quello che sta accadendo in nome della religione è davvero pazzesco: migliaia di animali macellati e sangue che arriva alle caviglie. Animal Equality rispetta la libertà di religione, ma crede fermamente che la tradizione e la religione non possano giustificare tali sofferenze inferte agli animali. La pressione internazionale è sempre più forte e speriamo che questa sia l’ultima volta in cui viene eseguito questo massacro. Stiamo continuando a lavorare senza sosta perché questo possa accadere”, ha dichiarato ai media Amruta Ubale, coordinatrice di Animal Equality in India.