[Video] Telecamere nascoste rivelano il triste destino dei vitelli nelle mani dell’industria della carne

Sappiamo che non è facile da accettare, ma dobbiamo dirtelo: la carne che trovi nei supermercati proviene da luoghi come questo.

Luoghi che esistono in ogni parte del mondo. Luoghi in cui gli addetti a lavori subiscono un’enorme pressione perché la richiesta di carne è incessante ed assillante.

Un altro cucciolo; ed un altro; ed un altro ancora; la catena non si ferma mai.

Non c’è tempo per la compassione. Loro, le persone che lavorano nei mattatoi non possono fermare la catena. Solo noi possiamo farlo. Noi, i consumatori.

foto: Animal Equality

L’organizzazione Animals Australia ha appena rilasciato un’investigazione ottenuta con telecamere nascoste in uno dei macelli più grandi del paese.

Dopo aver visto le terribili immagini, molte persone si chiedono: “Come è possibile che una cosa del genere accada?

Ma la cosa peggiore è che questa è la seconda volta che l’organizzazione australiana rivela le crudeltà e le illegalità commesse in questo stesso mattatoio.

Ma dove sono le autorità?”, “Perchè non fanno qualcosa?”.

Lyn White, Direttrice di Campagne per Animals Australia, risponde: “la risposta è semplice, laddove non c’è compassione, gli animali saranno sempre in grave pericolo. Uccidere ed essere compassivo non sono due cose che possono coesistere in un mattatoio. Ma esattamente come l’assenza di compassione conduce a questa sofferenza terribile, la presenza di compassione può cambiare il mondo per gli animali”. “Un cucciolo; ed un altro; ed un altro ancora. La catena non si ferma mai e non c’è tempo per la compassione

 

 

Dobbiamo comprendere che noi, i consumatori, abbiamo il potere di cambiare le cose.

Possiamo denunciare questa situazione firmando la campagna sul sito web che Animals Australia ha creato appositamente.

Ma, cosa ancora più importante, possiamo lasciare che sia la compassione a guidare le scelte che facciamo in quanto consumatori. Questo è qualcosa che possiamo fare ogni volta che facciamo la spesa. Scegliendo prodotti che non provengano dai mattatoi.

Perché sempre più consumatori sanno che nei mattatoi non c’è spazio per la parola compassione.