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Inchiesta Zema: titolare del macello denunciato viene messo alla prova dal Giudice, ma bisogna fare di più e inasprire le pene

Maggio 25, 2022
zema macello cremona

A seguito della denuncia da parte di Animal Equality Italia nei confronti dell’impianto di macellazione Zema S.r.l., la Procura di Cremona ha imputato il titolare del macello per maltrattamento di animali e, su richiesta dello stesso, gli ha consentito la messa alla prova, ovvero la possibilità di sospendere il procedimento penale a fronte dello svolgimento di lavori di pubblica utilità, attività di volontariato e affidamento ai servizi sociali. 

A giugno 2021 Animal Equality aveva rilasciato un’inchiesta che mostrava scioccanti e ripetute violenze ai danni dei maiali all’interno del macello Zema, un’inchiesta preceduta da due esposti presso la Procura di Cremona per crudeltà nei confronti degli animali.

La sospensione del processo con messa alla prova stabilito dal Tribunale di Cremona prevede:

a) lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità non retribuito in favore della collettività (comuni o associazioni);

b) l’attuazione di condotte volte all’eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose derivanti dal reato;

c) il risarcimento del danno cagionato.

In relazione a quest’ultimo punto, Animal Equality Italia ed Essere Animali – entrambe costituitesi parte civile nel processo – hanno ricevuto da Zema S.r.l. un risarcimento pecuniario, che le associazioni hanno deciso di devolvere a sostegno di enti che offrono rifugio e protezione ad animali salvati da allevamenti intensivi e macelli.

L’inchiesta pubblicata da Animal Equality nel 2021 aveva mostrato immagini di efferata violenza nei confronti dei maiali all’interno del macello Zema S.r.l., azienda della provincia di Cremona che si occupa di macellazione e lavorazione di carni suine dal 1987, nonché una delle molte aziende che si vanta di rappresentare il Made in Italy sia in Italia che all’estero. 

Guarda il video della nostra inchiesta nel macello Zema S.r.l. di Cremona:

Degli oltre 800.000 suini allevati nel cremonese, circa 150.000 all’anno raggiungono questo impianto di macellazione. Circa il 19% dei suini della provincia di Cremona sono quindi macellati in questa struttura.  

Sebbene l’azienda si promuova come una realtà che pone particolare cura agli animali coinvolti, l’indagine che Animal Equality ha svolto presso il suo impianto mostra una situazione ben diversa, come descritta anche nell’atto ufficiale della Procura della Repubblica di Cremona.

Nel video diffuso a giugno 2021 da Animal Equality si vedono lavoratori e proprietari maltrattare i maiali destinati alla macellazione senza alcun rispetto per le norme minime di benessere animale, con atti di vera e propria inutile crudeltà. In particolare, la denuncia presentata da Animal Equality alla Procura di Cremona, a seguito della quale il titolare è stato chiamato in giudizio, aveva come motivazioni:

  • Avere agganciato con un uncino alle orecchie i suini non correttamente sottoposto al processo di stordimento; 
  • Colpiva alla testa, con una pala, un suinetto, che cadeva immobile per taluni secondi; quindi, rialzatosi barcollante l’animale, ne afferrava le zampe posteriori e ne sbatteva la testa contro il muro con forza tale da immobilizzarlo definitivamente;
  • Non eseguiva correttamente la pratica di stordimento dei suini, che difatti si muovevano e camminavano coscienti lungo il nastro trasportatore, sottoponendoli così alla successiva fase della iugulazione uncina ancora da coscienti;
  • Sollevava suinetti per le orecchie;
  • In occasione della fase di scarico, percuoteva con bastoni i suini durante la loro discesa dai camion;
  • Lasciava suini deceduti all’interno dei camion di trasporto, insieme a quelli invece sani;
  • Non apprestava le dovute cure ai suini feriti e/o malati, lasciandoli all’interno dell’azienda insieme invece a quelli sani, nonostante il loro stato di cattiva salute;
  • Percuoteva inutilmente gli animali al fine di farli muovere

A seguito delle denunce e della pubblicazione dell’inchiesta, le istituzioni politiche hanno deciso finalmente di agire: il capodelegazione Pd in commissione Agricoltura Mattia Piloni e rappresentanti del Movimento 5 Stelle presso la Regione Lombardia hanno presentato un’interrogazione alla Giunta lombarda per chiedere chiarezza sulle immagini raccolte da Animal Equality.

Sebbene il reato ai danni degli animali contestato da Animal Equality sia stato accertato dalla Procura di Cremona, le denunce relative all’inadeguatezza della struttura invece sono state respinte. Inoltre, le pene previste in Italia per il genere di reati contestati a Zema S.r.l. si sono purtroppo rivelate ancora una volta inadeguate, soprattutto alla luce della modifica dell’art. 9 della Costituzione che impone ora l’obbligo di tutela degli animali, attribuendo a loro il diritto “soggettivo” ad essere tutelati, con ciò facendo scomparire la precedente tutela mediata del cd. “sentimento degli uomini per gli animali”. 

“Quanto stabilito dalla Procura di Cremona può essere definito un risultato solo parziale. Bisognerebbe infatti aumentare le pene previste per coloro che maltrattano gli animali, in virtù della modifica dell’art. 9 compreso nei Principi Fondamentali della Costituzione, nonché rincarare i controlli nei macelli: la nostra proposta è quella di introdurre le cosiddette “Smart Cameras”, telecamere a circuito chiuso con intelligenza artificiale già introdotte in diversi paesi come Germania e Olanda, in grado di identificare le violazioni delle norme di benessere animale e rendere la persecuzione dei reati più efficiente”.

Alice Trombetta, Direttrice Esecutiva di Animal Equality Italia

Il nostro lavoro per cambiare la legge sui macelli in Italia

Nel 2017 abbiamo lanciato in Italia una petizione per chiedere cambiamenti radicali ma attuabili e necessari alle attuali leggi sui macelli in Italia. In anni di inchieste, infatti, abbiamo dimostrato come i maltrattamenti e le crudeltà siano crimini all’ordine del giorno all’interno dei macelli italiani, incentivati sia dall’assenza di controlli severi, sia dalla mancanza di conseguenze penali severe per chi infrange la legge. 

La nostra petizione rivolta al Ministero della Salute e al Ministero dell’Agricoltura per chiedere che vengano introdotte norme più severe volte a regolare questi luoghi ha già raccolto oltre 260.000 firme di cittadini che si sono uniti ad Animal Equality per chiedere alle istituzioni un impegno concreto in questa direzione.

Nello specifico attraverso la nostra petizione chiediamo che:

  • Venga annullata gradualmente, ma in via definitiva, qualunque deroga riguardante la procedura di stordimento.
  • Venga resa obbligatoria l’installazione delle telecamere a circuito chiuso (CCTV) nei macelli come deterrente per le infrazioni. Gli atteggiamenti criminali nei confronti degli animali, infatti, sono incentivati anche dall’assenza di controlli severi.
  • Venga rinforzato il sistema di controlli atti ad identificare e denunciare alle autorità competenti qualunque forma di maltrattamento sugli animali; anche in questo caso, infatti è probabile che gli atteggiamenti criminali e i maltrattamenti siano incentivati dalla mancanza di conseguenze penali concrete per chi viola le prescrizioni.

Puoi aiutarci anche tu ad ottenere questi cambiamenti per costruire un futuro più giusto per gli animali che ancora oggi vengono condannati a finire nei macelli. 


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