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20.000 tweet per chiedere ai Ministri di fermare le #BugieInEtichetta

Giugno 9, 2022

Organizzazioni e cittadini si sono uniti al Tweetstorm per chiedere alle istituzioni di fermare un progetto che permetterebbe di etichettare come “benessere animale” prodotti da allevamenti intensivi  

20.000 tweet, migliaia di cittadini coinvolti e diverse associazioni per la protezione degli animali, dell’ambiente e dei consumatori: sono questi i numeri del Tweetstorm rivolto alle istituzioni per fermare una proposta di etichettatura ingannevole per animali e consumatori.

Come parte della coalizione contro le #BugieInEtichetta, infatti, chiediamo al Ministro della Salute Roberto Speranza e al Ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli, esponente di punta del Movimento 5 Stelle, di non avallare una proposta di etichettatura nazionale sul benessere animale ingannevole e non trasparente che permetterebbe di etichettare come “benessere animale” con un bollino di Stato le peggiori pratiche della zootecnia italiana.

Dopo le precedenti azioni digitali e su strada della coalizione contro le #BugieInEtichetta, rivolte ai Ministri, l’appello di ieri è stato rivolto anche al Movimento 5 Stelle, storicamente impegnato proprio nella tutela di ambiente e animali. 

Il tweetstorm che abbiamo organizzato con la coalizione chiede ai Ministri Roberto Speranza e Stefano Patuanelli di definire un sistema di etichettatura in grado di rispettare benessere animale e cittadini, modificando il decreto in base alle proposte della società civile, inviate più volte e sempre rigettate dagli uffici del Ministero delle Politiche Agricole senza alcun confronto di merito.

La proposta costruita e portata avanti dai Ministeri delle Politiche Agricole e della Salute con Accredia prevede infatti la certificazione con il medesimo claim in etichetta “benessere animale” anche per prodotti provenienti da animali allevati secondo standard al ribasso, tipici delle forme di allevamento intensivo, rendendo indistinguibili differenze rilevanti nel metodo di allevamento.

Insieme alle altre associazioni come Animal Equality chiediamo da tempo di rivedere e correggere la proposta di sistema di etichettatura che risulta fuorviante, incapace – vista l’assenza di livelli di qualità crescenti chiaramente indicati in etichetta – di favorire la reale transizione (finendo per penalizzare invece quegli allevatori del comparto produttivo che hanno iniziato dei veri percorsi di transizione verso standard più elevati di benessere animale) e di garantire informazioni veritiere e trasparenti ai consumatori, che si troverebbero di fatto ingannati al momento dell’acquisto senza poter acquisire una consapevolezza reale sui metodi e le condizioni di allevamento. 

Le associazioni hanno anche indicato più volte dove e come rivedere il decreto in alcuni, precisi, punti essenziali: l’introduzione di almeno cinque livelli diversificati per ogni specie chiaramente e contestualmente visibili in etichetta, la cancellazione dei riferimenti alla diminuzione delle emissioni di gas serra nella definizione del concetto di benessere animale – azione importante e necessaria ma del tutto scollegata da questa definizione – e la considerazione dei bisogni etologici di specie, della densità di animali e delle condizioni di trasporto tra i criteri atti a determinare l’effettivo maggior benessere animale. 

“Da parte delle istituzioni e della politica non è più possibile ignorare la voce della società civile, ma è tempo di assumersi le proprie responsabilità. I ministri Speranza e Patuanelli, a fronte delle promesse di impegno a sostegno di animali e ambiente espresse anche dai loro partiti di appartenenza, non possono voltarsi dall’altra parte ma devono fermare un sistema di etichettatura nazionale opaco e molto lontano dalla realtà. Serve oggi un impegno concreto per la tutela degli animali coinvolti nella filiera agroalimentare, così come ridare fiducia ai cittadini nella determinazione e nella volontà della buona politica”.

La coalizione contro le #BugieinEtichetta.

Senza queste modifiche essenziali, etichettare con il claim “benessere animale” i prodotti sarà un atto di inganno nei confronti dei consumatori.

Con questa mobilitazione che ha coinvolto centinaia di persone su Twitter abbiamo voluto far arrivare forte e chiara la voce di animali e consumatori ai Ministri, ma la battaglia contro le #bugieinetichetta non si ferma, aiutaci a fermare questo inganno anche tu, scopri come aiutarci a farlo.


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