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L’appello urgente a Giuseppe Conte e al Movimento 5 Stelle delle associazioni per animali, ambiente e diritti dei consumatori: fermate o modificate il decreto truffa sul benessere animale, domani è troppo tardi

Luglio 26, 2022

Gli attivisti di Animal Equality ed Essere Animali in azione in un allevamento di suini, dove scrofe in gabbia, suinetti morti e animali feriti sono all’ordine del giorno e verrebbero etichettati come “benessere animale” dalla proposta del Ministro Patuanelli

Le 14 associazioni della Coalizione Contro le #BugieinEtichetta lanciano un appello pubblico al Presidente e capo politico del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, e nuove immagini che mostrano il rischio enorme nel bollare come benessere animale i prodotti che arrivano da allevamenti intensivi, senza un chiaro percorso di transizione e un’etichettatura progressiva e trasparente per i consumatori. 

Domani infatti in Conferenza Stato-Regioni si terrà il voto sul decreto che istituirebbe l’etichetta volontaria Benessere Animale (SQNBA) in tutta Italia e il Movimento 5 Stelle oggi ha l’occasione e il potere di fare la propria parte per milioni di animali e di consumatori, domani sarà troppo tardi. 

Per richiamare l’attenzione sulla gravità della proposta attuale, gli attivisti delle associazioni Animal Equality ed Essere Animali hanno raccolto foto e testimonianze da un allevamento intensivo di maiali, che mostrano quali sono i luoghi che verrebbero venduti ai consumatori come luoghi del “benessere animale”: scrofe in gabbia, suinetti morti, animali feriti, stressati e maiali costretti a convivere ancora vivi con cumuli di animali deceduti all’interno delle gabbie. 

Le gabbie stesse sono state indicate dalla Commissione europea come una delle pratiche più crudeli dell’industria e per questo l’intenzione delle istituzioni è quella di vietarle entro il 2027. A questo si aggiunge che l’Italia è attualmente in violazione delle direttive europee per quanto riguarda il taglio routinario della coda dei suinetti, una pratica che viene eseguita, legalmente grazie alla deroga, in maniera indiscriminata e senza anestesia su oltre l’80% dei maiali nel nostro Paese, nonostante sia vietata per legge [dati Ministero della Salute, 2022]. 

gabbie animali

Ad oggi, il Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli – senatore eletto dai cittadini tra le fila del Movimento – non ha mostrato la minima intenzione di rivedere la proposta di decreto che finirebbe per bollare queste crudeltà e queste violazioni come “benessere animale”, nascondendo agli occhi dei consumatori le reali condizioni di allevamento degli animali. 

Il Ministro, infatti, finora ha sempre rifiutato di dar seguito alle richieste delle 14 associazioni della Coalizione contro le #BugieinEtichetta, che rappresentano non solo centinaia di migliaia di cittadini che hanno a cuore animali, ambiente e diritti dei consumatori, ma che hanno anche costantemente proposto soluzioni concrete per modificare un’etichetta che, così com’è stato concepita, sarebbe una vera e propria truffa nei confronti dei cittadini. 

Nell’appello indirizzato al Presidente Giuseppe Conte si sottolinea come: “il citato decreto, senza significative modifiche, realizzerebbe una vera e propria #BugiaInEtichetta nei confronti di cittadini-consumatori, una beffa per le aziende che hanno investito nella transizione verso un maggior benessere animale e, ovviamente, sarebbe un irrimediabile danno per il benessere degli animali negli allevamenti.” 

Le associazioni richiamano quindi l’attenzione del Presidente Giuseppe Conte e del Movimento 5 Stelle sulla linea politica promossa e portata avanti dal M5S, per tramite del ministro Patuanelli, che se rimanesse tale sarebbe nettamente in contrasto con le attese e la fiducia riposta da milioni di italiani. 

La soluzione di merito c’è ed è a portata di mano, serve un intervento politico urgente per evitare che i soldi pubblici di milioni di cittadini e consumatori italiani vengano utilizzati nel modo peggiore. Aiutaci anche tu a far arrivare la nostra voce alle istituzioni, manda una mail ai ministri e unisciti alla nostra azione.


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