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In Brasile una legge vuole abolire i controlli nei macelli dove gli animali già soffrono terribilmente 

Ottobre 5, 2022

In un Brasile spaccato tra Bolsonaro e Lula a pagare il prezzo più alto rischiano di essere animali e ambiente. Animal Equality è intervenuta presso l’Assemblea dello Stato di San Paolo, in Brasile, per opporsi a un nuovo disegno di legge che minaccia decenni di progressi per la protezione degli animali.

Mentre l’intero paese aspetta di sapere che ne sarà della presidenza del Brasile, il dibattito su ambiente e allevamenti intensivi continua a infiammare un paese già colpito dagli effetti nefasti dell’industria della carne

mucca brasile maltrattamenti carne

Il governo brasiliano infatti ha proposto di abolire i controlli nei macelli, portando avanti una proposta di riforma allarmante per gli animali. Se approvata, questa legge porrà infatti fine alle ispezioni governative all’interno dei macelli e lascerà all’industria della carne brasiliana la possibilità di controllarsi da sola.

Guarda come vengono uccisi gli animali nei macelli del Brasile:

L’approvazione di questa legge metterà oltre 6 miliardi di animali in grave pericolo, rendendoli più esposti ad abusi e crudeltà all’interno dei macelli. Ma l’impatto di questa normativa non si fermerebbe ai maltrattamenti sugli animali, poiché questa proposta di legge comporta anche gravi rischi per l’ambiente e la salute pubblica

Per questo motivo Animal Equality si è unita ai rappresentanti di altre organizzazioni per la protezione degli animali e dell’ambiente all’incontro organizzato da Animal Equality e Mercy for Animals presso l’Assemblea dello Stato di San Paolo, sede decisionale importante in Brasile, per discutere di quale impatto sugli animali potrebbe avere la legge sull’autocontrollo dei macelli.

All’incontro hanno partecipato anche rappresentanti della sanità pubblica brasiliana, delle istituzioni scientifiche, delle università e dei sindacati1, compresi gli ispettori dei macelli contrari al progetto di legge. 

mucca brasile macello carne

Abbiamo chiesto a Carla Lettieri, Direttrice Esecutiva di Animal Equality in Brasile, di raccontarci il significato di questo importante incontro:

“Questo disegno di legge vorrebbe eliminare le ispezioni governative da tutta l’industria alimentare, ma sappiamo che avrà un impatto negativo anche sugli allevamenti e su molti altri luoghi e settori. Per questo motivo all’incontro erano presenti anche rappresentanti degli operatori del settore della sanità pubblica, tra cui un’associazione contro il cancro che riunisce decine di ospedali, università e istituzioni scientifiche e mediche che hanno espresso la loro preoccupazione per il fatto che il ritiro degli ispettori governativi aumenterà il rischio di sviluppare tumori nella popolazione. 

Si tratta di una proposta di legge che rischia di danneggiare gli animali, l’ambiente e le persone. Come Animal Equality eravamo lì per sostenere che tutte le vite sono importanti e che gli animali e gli esseri umani devono essere protetti.

Sappiamo che i nostri senatori sono solo marionette controllate dalle multinazionali dell’industria alimentare, ma noi combatteremo e ci opporremo a qualunque costo a questa proposta di legge vergognosa.

Animal Equality e altre 35 organizzazioni hanno inviato 3 lettere ai senatori brasiliani chiedendo che la legge venga discussa in Senato. Sedici senatori hanno appoggiato la richiesta e un nuovo dibattito si terrà in una prossima sessione plenaria. Ciò significa che ci saranno un altro round di votazioni e un’altra possibilità di respingere la legge. Nel frattempo, ci stiamo battendo per un’audizione pubblica all’interno del Senato, in cui le organizzazioni, tra cui Animal Equality, possano presentarsi direttamente al Senato e chiedere una revisione del disegno di legge da parte della Commissione Ambiente, una richiesta già sostenuta dal Presidente della commissione stessa”. 

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Il destino di animali e ambiente passa dalle prossime elezioni in Brasile

Tutto questo accade alla vigilia di una tornata elettorale decisiva per il paese. Entro fine ottobre i cittadini brasiliani saranno chiamati a votare al ballottaggio tra Jair Bolsonaro, presidente uscente e Luiz Inácio Lula da Silva, leader del Partito dei Lavoratori e già capo di stato fra il 2003 e il 2010.

Anche il destino di animali e ambiente è legato al risultato di queste elezioni: in questi anni di governo, infatti, Bolsonaro è stato responsabile di un peggioramento delle condizioni ambientali del Brasile. Dal 2019, anno in cui è entrato in carica, nel paese sono state approvate una serie di misure per deregolamentare i settori dell’agricoltura e della silvicoltura e sono state indebolite le norme in vigore a tutela degli animali e dell’ambiente.  

La proposta di legge che permetterebbe ai macelli di auto-controllarsi è solo l’ultima di una lunga serie di decisioni che non hanno fatto altro che incentivare il settore della carne, a discapito di animali e ambiente. 

Guarda come l’industria della carne è responsabile della deforestazione in Brasile:

Dall’altra parte, Lula, il candidato di sinistra, si è dimostrato più orientato a favorire politiche a tutela di animali e ambiente. All’inizio del 2022 il leader ha convocato diversi rappresentanti di organizzazioni per la protezione degli animali – tra cui la direttrice esecutiva di Animal Equality, Carla Lettieri – specialisti e celebrità brasiliane, per discutere proposte concrete per proteggere gli animali dalla crudeltà. 

Tuttavia, anche in caso di vittoria per Lula, la strada da percorrere non sarebbe facile o priva di insidie: la volontà di mantenere le promesse fatte su animali e ambiente, infatti, si scontrerà con lo strapotere del settore agricolo e dell’industria della carne del Brasile. 

Dai macelli del Brasile alle tavole di Italia ed Europa

Con le sue circa 30 mila tonnellate acquistate ogni anno, l’Italia è il primo importatore europeo di carne bovina fresca e surgelata dal Brasile e, secondo i calcoli di Etifor, avrebbe indotto in media una deforestazione associata al consumo di carne compresa fra i 5.900 e gli 11.153 ettari all’anno. 

Ad oggi, il 70% della carne per la produzione di bresaola IGP utilizza materia prima proveniente dal Sud America. Una delle principali aziende italiane di produzione di bresaola, Rigamonti, è direttamente collegata alla multinazionale della carne brasiliana JBS, accusata di produrre su terreni disboscati illegalmente. 

Nonostante queste evidenze, la nuova proposta di legge che permetterebbe all’industria della carne brasiliana la possibilità di controllarsi da sola si pone anche l’obiettivo di aumentare le esportazioni di carne senza investire maggiori risorse nei controlli in macelli e allevamenti.

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La crescita delle esportazioni verso Paesi terzi senza opportuni controlli è un rischio che si aggrava con la riduzione tariffaria incondizionata per i prodotti di origine animale prevista dall’accordo di libero scambio UE-Mercosur, in cui anche il Brasile è coinvolto. 

La preoccupazione espressa da esperti nei settori dell’ambiente e della protezione degli animali, da rappresentanti delle organizzazioni della società civile e del Parlamento europeo è inoltre che tale accordo possa causare l’aumento dell’agricoltura intensiva animale aumentando ancora gli effetti negativi per animali allevati e ambiente. 

Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) e Eurogroup for Animals (gruppo di pressione con sede a Bruxelles di cui Animal Equality fa parte), l’accordo di libero scambio UE-Mercosur starebbe infatti provocando un impatto negativo sull’ecosistema e sugli animali sfruttati nell’industria alimentare, ma tali effetti possono essere mitigati migliorando il benessere degli animali. 

Qualunque sarà il risultato elettorale, l’impegno di Animal Equality per contrastare lo sfruttamento e la violenza estrema sugli animali allevati a scopo alimentare in Brasile continuerà senza sosta. 

Animal Equality chiede di rivedere gli accordi UE-Mercosur attraverso un appello internazionale indirizzato al governo brasiliano e ai suoi partner commerciali rendendo sempre più vincolanti e stringenti gli accordi che regolano i rapporti tra Unione europea e Brasile.

L’aiuto della società civile, unito alla pressione politica che Animal Equality sta portando avanti presso le istituzioni brasiliane e internazionali, è necessario per poter contrastare un aumento di violenze e abusi sugli animali che riguarda tutti e che sta avendo conseguenze drammatiche anche sul nostro pianeta.

1 Consuelo Garrastazu, Direttrice delle relazioni istituzionali di ANFFA Sindical; Artur Bueno, Presidente della Confederazione Nazionale dei Lavoratori delle Industrie Alimentari e Affini (CNTA); Paula Johns, Direttrice Generale di ACT Health Promotion; Isabelle Novelli, Nutrizionista e Membro del Gruppo di Lavoro per il Controllo dei Pesticidi del Movimento Tutti Uniti contro il Cancro (TJCC); Matheus Zuliane, Avvocato dell’Istituto di Difesa dei Consumatori (IDEC); Leomar Danucho, Pubblico Ministero della Procura del Lavoro.


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